Paura a New York per l’esplosione, in piena Manhattan, di una bomba rudimentale. 29 feriti, tutti gia’ dimessi dall’ospedale. Un’altro ordigno, simile a quelli della maratona di Boston, e’ stato trovato inesploso sulla 27/ma. La Polizia vaglia i video e cerca testimoni. Mille uomini schierati in citta’, rafforzata la sicurezza in metro e aeroporti. ‘Al momento non ci sono prove di collegamento con il terrorismo internazionale’, dicono il Governatore Cuomo e il sindaco De Blasio. Ma lo spettro dell’ Isis aleggia sul voto presidenziale dell’8 novembre. ‘Usare le maniere forti’, attacca Trump. Lo Stato Islamico rivendica intanto, attraverso Amaq, l’azione di un uomo che, in un centro commerciale a Saint Cloud in Minnesota, ha accoltellato 8 persone gridando ‘Allah e’ grande’ prima di essere ucciso dalla Polizia. Si tratta di un americano di origini somale. Anche per l’Fbi un ‘possibile atto di terrorismo’.
Pentole a pressione, mannaie e coltelli, acetone: l’arsenale del ‘terrorista della porta accanto’ torna alla ribalta dopo l’esplosione di un ordigno artigianale a New York e l’attacco a colpi di coltello in Minnesota, rivendicato dall’Isis. Gli investigatori statunitensi mantengono ancora il piu’ stretto riserbo sull’ordigno esploso a Chelsea, nella West Side della Grande Mela. Si tratta certamente di una bomba ad alto potenziale, che ha ferito 29 persone e mandato in frantumi decine di vetrine. Il boato e’ stato sentito a isolati di distanza.
Un secondo ordigno sulla 27/a strada, disinnescato dagli artificieri, e’ invece una pentola a pressione: aveva dei fili collegati a un cellulare, probabile comando remoto per attivare la bomba. Lo stesso tipo di ordigno utilizzato nel 2013 dagli attentatori della maratona di Boston, i fratelli ceceni Dzhokar e Tamerlan Tsarnaev. L’esplosione causo’ 3 morti e oltre 260 feriti. I due avevano costruito la bomba probabilmente seguendo le istruzioni tratte da ‘Inspire’, il magazine di al Qaida nella Penisola arabica (Aqap) fondato dall’imam americano-yemenita Anwar al-Awlaki, ucciso da un drone Usa in Yemen il 30 settembre del 2011. “Come cucinare una bomba nella cucina di tua madre” era stata la storia di copertina della rivista.
E sempre una pentola-bomba venne piazzata dall’attentatore solitario di Times Square, Faisal Shahzad, su un’auto parcheggiata in pieno centro a Manhattan nel maggio 2010 che poi non era riuscito a fare esplodere. Un anno prima, ancora a New York, era stato arrestato Najibullah Zazi, l’afghano-americano che con due compagni di scuola voleva colpire la metropolitana della Grande Mela e aveva comprato gli ingredienti della sua “torta esplosiva” in un negozio di prodotti per parrucchiere. Poi e’ arrivato l’Isis: la firma dei seguaci di Abu Bakr al Baghdadi sul sangue sparso in Europa ha un nome, il Tapt. E’ l’esplosivo artigianale che ha fatto strage negli attentati di Parigi e Bruxelles. Quindici chili vennero successivamente trovati nel covo dei kamikaze a Schaerbeek, in Belgio, insieme a 150 litri di acetone, 30 litri di acqua ossigenata, detonatori, una valigia piena di chiodi, viti e atro materiale. E rimarranno sempre negli occhi di tutti le immagini di Michael Olumide Adebolajo e Michael Oluwatobi Adebowale, i due britannici di origini nigeriane che nel 2013 hanno ucciso il soldato di Sua Maesta’ Lee Rigby con una mannaia, andandosene poi in giro ricoperti di sangue per le strade di Londra.
Era scritto parzialmente in arabo il pezzo di carta trovato sulla 27/ma strada a Ny vicino al secondo possibile ordigno, la pentola a pressione simile a quella usata per l’attentato alla maratona di Boston. Lo riferiscono alcuni media Usa, secondo i quali un uomo arabo sarebbe stato visto agire sospettosamente nell’area interessata dall’esplosione che ha causato 20 feriti. Le circostanze pero’ non sono state confermate ufficialmente.
Gli investigatori hanno individuato delle somiglianze tra gli ordigni esplosi ieri a New York e in New Jersey ma non hanno concluso per un legame, almeno per ora. Lo riferisce la Cnn.
Dai video in possesso della polizia emergono tre persone sospette nelle indagini sull’esplosione a New York, secondo Nbc, che cita fonti vicino all’inchiesta. In un filmato si vede un uomo che lascia cadere qualcosa dentro o vicino un cassonetto dei rifiuti sulla 23/ma strada, dove e’ esploso l’ordigno che ha ferito 29 persone. In un altro video riguardante la 27/ma strada, dove e’ stata rinvenuta la pentola a pressione ‘bomba’, si vedono un uomo che lascia dietro di se’ una valigia o una valigetta prima che altre due persone compaiano, estraggano l’ordigno e si allontanino solo con la valigia.
L’ATTACCO IN MINNESOTA. Praticamente in contemporanea ai fatti di New York, un uomo ha accoltellato otto persone in un centro commerciale a St.Clous, nel Minnesota. Il fatto è avvenuto alle otto e un quarto di sera, appena quindici minuti prima della esplosione di New York. L’uomo aveva l’uniforme di una compagnia di sicurezza privata. Avrebbe, secondo i testimoni sentiti dalla polizia, invocato Allah e chiesto ad almeno una delle vittime se fosse di fede musulmana. L’aggressore è stato avvicinato e ucciso da un agente in borghese. Si tratta di un americano di origini somale.
LA BOMBA IN NEW JERSEY. Intanto ieri una BOMBA era esplosa nella città di Seaside Park, in New Jersey, lungo il percorso sul quale era in programma una gara di corsa, che è stata cancellata. Fortunatamente in questo caso non ci sono stati feriti. L’ordigno si trovava in un contenitore della spazzatura e anche in quel caso un secondo ordigno è stato ritrovato poco distante. Alla gara dovevano partecipare circa 5mila persone.
Dopo l’esplosione di Chelsea, Donald Trump ha preso la palla al balzo: il candidato repubblicano alla Casa Bianca ha ‘scavalcato’ le autorita’ e – prima che fossero resi noti i dettagli dell’attentato – ha annunciato ai suoi sostenitori durante un comizio che una “Bomba e’ esplosa” a New York. Trump ha approfittato subito dell’attacco per rinforzare la sua campagna elettorale, affermando che ora “dobbiamo usare le maniere forti”. Prudente invece la reazione della candidata democratica Hillary Clinton, che ha detto di voler attendere informazioni piu’ precise sull’accaduto. Oggi nella Grande Mela e’ atteso anche il presidente Barack Obama, che al momento dell’esplosione era a Washington ad una cena di gala del Congressional Black Caucus Foundation per onorare Hillary Clinton come prima donna ad ottenere la nomination di un grande partito alla Casa Bianca. Ma sbarcano anche decine di capi di Stato e di governo, che da domani parteciperanno ai lavori dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.