ALLO STUDIO BLOCCO DELLA PRESCRIZIONE DOPO IL PRIMO GRADO
Sara’ fermata la riforma delle intercettazioni perche’ le modifiche introdotte appaiono come un dannoso passo indietro sulla strada della qualita’ ed efficacia delle indagini’. Lo ha ribadito il Guardasigilli Bonafede alla Commissione Giustizia del Senato. Bonafede ha aggiunto che ‘una riforma seria ed equilibrata della prescrizione e’ una priorita’ irrinunciabile’, e tra le opzioni allo studio c’e’ quella di sospendere la prescrizione ‘dopo la sentenza di primo grado’. Alcune delle riforme sulla giustizia arriveranno ‘entro l’autunno’.
Sulle intercettazioni “assolutamente non conviente attuare la legge” in vigore “per un periodo e poi tornare indietro o valutare la riscrittura: quella legge, dal nostro punto di vista, è gravemente dannosa rispetto alla lotta alla corruzione, gravemente lesiva dei diritti delle persone coinvolte nel procedimento, compreso prima di tutto l’indagato. Alle intercettazioni si lega un diritto di cronaca: sicuramente un problema di equilibrio con il diritto all’informazione c’è e verrà preso in considerazione, così come il diritto dei cittadini a che venga rispettata la loro privacy”. Lo ha ribadito il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, al termine del suo intervento al Senato sulle linee programmatiche del suo dicastero. “Prendo atto che è stato fatto un lavoro di dialogo, se pur nell’ultima fase che aveva portato alla normativa con le intercettazioni, con alcune Procure e voglio chiarire – ha continuato – che il dialogo l’ho già ripreso: ho già consultato tutte le Procure distrettuali d’Italia sia il Consiglio nazionale forense per avere un contributo da cui partire e stabilire cosa piace e cosa non piace. Ma dobbiamo prendere atto che, rispetto al risultato finale di quel dialogo, tutti gli addetti ai lavori hanno richiesto di bloccare quella norma: se un dialogo c’era stato qualcosa si è inceppato perchè il risultato non è piaciuto a nessuno”. Il dispositivo sulle intercettazioni, ha spiegato Bonafede, “verrà prorogato per poterlo riscrivere con il contributo di tutti. Nella scorsa legislatura abbiamo parlato di legge bavaglio: la giustizia non è un fatto che riguarda esclusivamente la politica o i politici, tante materie come le intercettazioni o la prescrizione sono state affrontate con l’approccio di chi aveva preoccupazioni che riguardavano i politici o alcuni politici, rispetto alle quali c’era il totale disinteresse dei cittadini italiani”, ha concluso il ministro.