E’ guerra sulle conseguenze economiche. Per fronte dei ‘leaver’ possibile +1,6% Pil in Gran Bretagna. Per altri rischio -14%. Si profila sfida fra generazioni: anziani anti-Ue. Giovani decisivi solo se non vince disimpegno. Premier paventa ‘buco nero tra i 20 e i 40 miliardi di sterline’.
Il premier britannico David Cameron teme un “decennio perduto” per il Regno Unito nel caso il referendum del 23 giugno portasse a un’uscita dall’Unione europea. “Avremo un decennio di incertezze” per quel che riguarda la crescita, gli investimenti e le spese sociali se i britannici opteranno per la Brexit – ha detto Cameron alla Bbc – nel corso del quale dovrà rinegoziare un contratto commerciale con l’Ue che “succhierà via le energie del governo e del Paese”. Cameron inoltre, parlando con il Sunday Telegraph, ha sostenuto che la Brexit causerebbe un “buco nero nelle nostre finanze tra i 20 e i 40 miliardi di sterline” e i ministri dovrebbero riesaminare tutta la politica pensionistica. Quando tutti i sondaggi prevedono praticamente un testa a testa tra il sì e il no al referendum, il premir conservatore ha invitato i suoi concittadini a votare per restare nell’Unione: “Non indebolirete il vostro Paese restando all’interno dell’Ue, al contrario, lo rafforzerete”. Fautore dell’uscita, il leader dell’Ukip, Nigel Farage, ha invece esortato i britannici ad abbandonare un “progetto che ha fallito”. “La gente ne ha abbastanza delle minacce del premier e del suo ministro delle Finanze”, ha detto Farage nel corso della stessa trasmissione televisiva.