L’ambasciatore britannico a Bruxelles ha rassegnato a sorpresa le dimissioni a pochi mesi dall’inizio dei negoziati sulla Brexit. Lo riportano i principali media britannici. Secondo il Financial Times, Sir Ivan Rogers, che avrebbe svolto un ruolo cruciale nelle trattative tra Londra e Ue, avrebbe lasciato il suo posto per via di tensioni con Downing Street.
Rogers, scelto da David Cameron nel 2013 per il delicato ruolo di rappresentante britannico presso la Ue, avrebbe dovuto giocare un ruolo decisivo nei negoziati per la Brexit. Il Foreign Office, riporta la Bbc, al momento non fornisce spiegazioni per le sue dimissioni. Alla base della sua decisione, tuttavia, potrebbe esserci una mancanza di sintonia con il governo di Theresa May riguardo al tema dei negoziati per l’uscita dalla Ue. Il suo incarico avrebbe dovuto concludersi a novembre. Il mese scorso la Bbc aveva rivelato che il diplomatico, nel corso di una riunione riservata con i ministri del governo, aveva mostrato un certo pessimismo riguardo ai negoziati. A suo giudizio, un’accordo commerciale tra Regno Unito e Ue avrebbe richiesto 10 anni di trattative. Una prospettiva, aveva riferito in quell’occasione, che era condivisa anche dagli altri 27 stati membri dell’Unione.
Rogers era a capo della Rappresentanza Permamente del Regno Unito presso l’Unione europea (UKRep), che rappresenta la Gran Bretagna nei negoziati sulla Brexit. “Le sue dimissioni non sono una sorpresa per quelli che lavorano con lui”, ha dichiarato un diplomatico europeo all’Afp. “Era molto competente ma non era convinto della decisione sulla Brexit e della linea del governo britannico, ritenendo che avrebbe portato il Paese verso un periodo di pericolosa incertezza”, ha aggiunto la stessa fonte. Per Alex Williams, ex portavoce dell’UKRep, le dimissioni di Rogers sono una “grande perdita” per i negoziati sulla Brexit. “Pochi britannici sanno come funzionano le cose a Bruxelles meglio di Sir Ivan”, ha detto. “Sir Ivan non ha mai tentato di edulcorare le sue idee: aveva la credibilità per poter dire ai suoi boss politici come vedeva le cose a Bruxelles”. Arron Banks, che era a capo della campagna Leave.EU al referendum sulla Brexit del 23 giugno scorso, ha accolto invece con soddisfazione le sue dimissioni. “E’ un uomo che ha detto che per arrivare ad un accordo sulla Brexit ci vogliono 10 anni”, ha commentato. “E’ troppo pessimista, solo un altro esponente della vecchia guardia dell’establishment pro-Ue. Almeno ha avuto l’onore di rassegnare le dimissioni”, ha aggiunto.