‘ILVA? PRONTI A ALTRE RISORSE. NAZIONALIZZARE ALITALIA? NO’
Rimettersi su un percorso di crescita e’ stato un lavoro lungo e difficile, e ‘disfare e’ questione di un attimo’. Il ministro Calenda lancia questo allarme per il futuro e aggiunge che serve uno Stato forte e non lo statalismo, aggiungendo il suo no al ‘sovranismo anarcoide’. L’Italia non chiede mance o redditi inventati, dice anche. Calenda boccia inoltre ogni ipotesi di nazionalizzazione di Alitalia, mentre sull’Ilva fa sapere che il governo e’ pronto ad ulteriori risorse.
“Non è tempo di improvvisazioni, di boutade sui debiti cancellati e sulle tasse azzerate, sulle favole della decrescita felice che fanno felice solo chi non ha bisogno della crescita per migliorare le sue condizioni di vita”. E’ la stoccata al Movimento 5 Stelle e Lega che arriva dal ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, dal palco dell’assemblea di Confindustria sottolineando che “l’Italia rimane un Paese fragile”. Calenda dice di non temere “il nazionalismo di chi conosce il proprio posto nel mondo” anzi sottolinea la necessità di “rafforzare il nostro senso di appartenenza a una patria per stare a testa alta in Europa”. I timori del ministro che, con una battutta, si definisce “probabilmente” in uscita sono legati a quello che lui chiama “sovranismo anarcoide”, quello cioè che “gioca con i soldi degli italiani come fossero soldi del Monopoli, quello che sforna promesse irrealizzabili e usa gli altri, l’Ue in primis, come alibi per non mantenerle, quello che confonde l’inesperienza con la purezza, che promuove un paese senza doveri, e chi pur di inseguire la rappresentanza dei rancori mina il senso di comunità e l’autorevolezza dello Stato”.