PINOTTI PENSA A UN POLO CON I TEDESCHI
‘Su Stx-Fincantieri l’Italia non arretra di un millimetro, non accettera’ il 50%, cioe’ meno di quello che avevano i coreani. E’ una questione di rispetto e dignita”. Cosi’ il ministro Calenda avverte i francesi. ‘Questo gli fara’ bene perche’ devono capire che nazionalizzare e’ sbagliato’, aggiunge. Alla mossa della Francia, comunque, non si risponde nazionalizzando Telecom perche’ ‘a una fesseria non si risponde con una fesseria piu’ grossa’. Critiche a Macron anche dal Financial Times. Dalla ministra Pinotti l’ipotesi di aprire ‘il polo della cantieristica europea anche con i tedeschi’.
Sulla vicenda Fincantieri-Stx l’Italia non fa passi indietro. A tre giorni dal vertice tra il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, e i ministri italiani dell’Economia e dello Sviluppo economico, Pier Carlo Padoan e Carlo Calenda, il Governo conferma la scelta della fermezza. “Non c’e’ verso che noi accettiamo il 50%”, cioe’ meno di quanto avevano i vecchi proprietari coreani, “e’ una questione di dignita’, non ci muoviamo di un millimetro”, spiega a muso duro Calenda. Il Governo ritiene di avere tutte le ragioni dalla propria parte e non manca chi fa osservare che la posta in gioco sul tavolo Fincantieri va oltre il destino delle due aziende. Le decisioni francesi, ha chiarito nei giorni scorsi il ministro della Difesa Roberta Pinotti “mettono in dubbio l’idea di difesa europea”. E, prima di tutto, l’integrazione tra la parte militare di Fincantieri e Naval Group.
La decisione annunciata dalla Francia di nazionalizzare temporaneamente i cantieri Stx per bloccarne l’acquisto da parte di Fincantieri, spiega ancora Calenda, “e’ una cosa seria, che mette in gioco come si sta insieme in Europa. Non e’ un lavoro sull’economia ma sulla modernita’” e chi “rischia di perdere” e’ “tutta l’Europa”. Il ministro precisa comunque che il Governo non intende rispondere all’intervento francese su Stx nazionalizzando Telecom: sarebbe “una fesseria”, dice, “e non si risponde a una fesseria con una piu’ grossa”. Non e’ pero’ da escludere che, anche sotto la pressione dell’opinione pubblica, l’Italia adotti una posizione meno disponibile verso lo ‘shopping’ francese nel nostro Paese. L’atteggiamento di Emmanuel Macron, evidenzia la stampa transalpina, punta a rassicurare quei suoi concittadini che vedono con sospetto un ex banchiere, europeista e sostenitore dell’economia di mercato, sedere all’Eliseo. Una retromarcia sarebbe uno smacco politico grave.
Per il momento, pero’ alternative a Fincantieri per salvare i cantieri di Saint Nazaire in amministrazione controllata non sembrano esserci. Martedi’ Le Maire, prima di partire per Roma, incontrera’ il presidente della Regione Loira e una ventina di imprese locali che si dicono interessate a entrare nel capitale di Stx, ma il progetto appare al momento indefinito. Per questo ora si parla anche di un’acquisizione in due tempi: a Fincantieri andrebbe subito il 50%, con la possibilita’ di crescere e assumere il controllo di Stx dopo una verifica delle garanzie offerte sul versante occupazionale e sulla sicurezza del ‘know how’. Come gia’ e’ accaduto nel recente passato, si potrebbe discutere di un diverso assetto azionario. Tutte ipotesi che comunque non trovano riscontri tra i giocatori in partita. A crescere, per il momento, e’ la preoccupazione dei lavoratori di Saint-Nazaire che, dopo mesi di aste e liquidazioni, ancora non riescono ad avere chiarezza sul loro destino.
La questione di Stx non ha solo un significato per l’industria cantieristica, ma anche per il dossier sulla Difesa europea. Questo il messaggio del ministro della Difesa Roberta Pinotti, interpellato sulla vicenda dei cantieri di Saint-Nazaire a margine dell’evento odierno “Insieme in immersione a Porto Venere”. “Sul tema Stx stanno lavorando in particolare i ministri (Pier Carlo) Padoan e (Carlo) Calenda, noi guardiamo con interesse perche’ stiamo parlando della possibilita’ di costruire il piu’ importante polo della cantieristica europea, un player mondiale”, ha spiegato Pinotti. Da questo punto di vista, secondo il ministro, “l’osservatorio della Difesa guarda con attenzione a questo progetto perche’, se vogliamo andare verso una difesa europea, avere anche delle aggregazioni industriali che mettono insieme queste capacita’ costituisce una spinta ulteriore”. “Lavoriamo con la Marina francese da molti anni, ci sono navi importanti come la Nave Orizzonte e la Fremm, in un polo che potrebbe anche essere esteso ai tedeschi, con cui facciamo i sommergibili, ma farci sfuggire questa occasione e’ un peccato non solo per il significato industriale ma anche per quello positivo che potrebbe dare al dossier della Difesa europea”, ha proseguito Pinotti. “Mi auguro che nel prossimo incontro di martedi’ fra il ministro Calenda e il suo collega francese ci sia una possibilita’ di trovare un accordo”, ha concluso Pinotti.