Svolta a Parigi: la nuova dottrina prevede più testate e schieramenti avanzati. Berlino aderisce e Merz vola da Trump. Bruxelles teme le “cellule dormienti” e il caro energia.
«Per essere liberi bisogna essere temuti». Con una citazione che profuma di realpolitik d’altri tempi, Emmanuel Macron ha ufficialmente mandato in soffitta la vecchia dottrina nucleare francese. Dalla base dei sottomarini di Ile Longue, in Bretagna, l’inquilino dell’Eliseo ha annunciato la nascita di un “ombrello atomico europeo” a guida parigina, rompendo gli indugi di fronte al disimpegno americano e all’incendio mediorientale.
La nuova “Force de Frappe” europea
Il piano è ambizioso e sposta gli equilibri della difesa continentale. La Francia aumenterà il proprio arsenale (attualmente fermo a 290 testate) e, per la prima volta, ne segretterà il numero esatto. Ma la vera rivoluzione è la deterrenza avanzata: i jet francesi dotati di armi nucleari potranno essere rischierati nei territori dei partner che hanno aderito al progetto.
Al momento sono otto le nazioni che hanno firmato: Gran Bretagna, Germania, Olanda, Belgio, Danimarca, Polonia, Svezia e Grecia. Grande assente l’Italia, che per ora resta alla finestra mentre Parigi e Berlino tornano a dettare l’agenda della difesa comune.
L’asse Parigi-Berlino e il fattore Merz
La sorpresa più rilevante è l’adesione della Germania. Il Cancelliere Friedrich Merz ha confermato su X l’istituzione di un “gruppo direttivo nucleare” con la Francia: «Entro fine anno avremo misure concrete e la partecipazione tedesca alle esercitazioni nucleari francesi», ha dichiarato.
Si tratta di un riavvicinamento strategico che mette a tacere le liti sul super-caccia europeo. Ma Merz non guarda solo a Parigi: il Cancelliere è volato a Washington per un faccia a faccia decisivo con Donald Trump, nel tentativo di mediare tra un’Europa che vuole “camminare da sola” e un’America sempre più imprevedibile.
Allerta a Bruxelles: droni, energia e migranti
Mentre Parigi accelera sull’atomo, la Commissione Europea guidata da Ursula von der Leyen è in stato di massima allerta. I timori sono molteplici:
- Sicurezza: Sotto monitoraggio il rischio di attentati da parte di “cellule dormienti” iraniane nel Vecchio Continente.
- Energia: Giovedì la task force UE analizzerà lo shock dei prezzi (+39% per gas e petrolio) che minaccia di mandare in recessione l’industria europea.
- Migranti: L’apertura del fronte libanese preoccupa Palazzo Berlaymont per una possibile nuova ondata di profughi verso il Mediterraneo.
Le critiche e il diritto internazionale
Non mancano le voci fuori dal coro. La Spagna di Pedro Sánchez guida il fronte degli scettici sull’attacco preventivo USA-Iran, definendo l’azione “una violazione del diritto internazionale”. Una posizione che ha scatenato l’ira dei repubblicani americani: «Madrid è il simbolo di un’Europa pateticamente debole», ha tuonato il senatore Lindsey Graham.
L’Europa, insomma, prova a dotarsi di artigli atomici ma continua a muoversi in ordine sparso, divisa tra chi cerca l’autonomia strategica e chi teme di rompere definitivamente l’asse con la NATO.
La mappa del nuovo potere nucleare
| Paese | Ruolo | Nota |
| Francia | Leader / Fornitore | Aumenta le testate e offre lo “scudo” ai partner. |
| Germania | Partner Strategico | Partecipa alle esercitazioni nucleari per la prima volta. |
| Regno Unito | Alleato militare | Collabora a missili a lunghissima gittata con UE. |
| Italia | Assente | Non ha ancora aderito all’iniziativa di Macron. |