CALENDA, ‘IL PROBLEMA DELL’ITALIA SONO CONTE E SALVINI, ENTRAMBI POPULISTI’
Non le ha mandate a dire Carlo Calenda, dal palco del congressodi Azione, dove ha ricevuto la premier Meloni. E in maniera dura ha attaccato il Movimento 5 stelle. “Noi non stiamo nel campo largo perché c’è il solito problema con l’M5s e l’unico modo per avere a che fare con l’M5s è cancellarlo”, ha detto. Il primo a intervenire per difendere la causa ex grillina è Stefano Patuanelli. Il capogruppo al Senato del movimento pubblica sui social una foto del segretario di Azione con Pina Picierno e Paolo Gentiloni, commentando con la frase di Schlein: “Testardamente unitari”. Ma è proprio di Conte la risposta più netta: “si finge liberale a giorni alterni: per lui l’M5s andrebbe cancellato. Che cultura politica è mai questa? Immaginatelo al governo intento a ‘cancellare’ il M5s e i cittadini che la pensano come noi”. “Rispetto per chi è contrario al riarmo, Carlo, anche se hai l’elmetto da tre anni”, aggiunge il leader pentastellato che rivendica la crescita nei sondaggi dei Cinquestelle “nonostante il fango a reti e giornali unificati”.
Francesco Boccia, ospite di Calenda, dice che non è dividendosi “tra di noi” che si recuperano elettori, “ma mettendo in discussione il modello della destra che, nonostante sia divisa profondamente, in questo momento guida il Paese perché nel 2022 ci siamo divisi, perché ognuno di noi ha pensato che la propria ricetta fosse la più giusta. Ma la storia ci ha dato torto ea palazzo Chigi c’è finita Meloni con tre partiti che si detestano ma hanno fatto un patto politico per andare avanti”. “Non si costruisce l’alternativa cancellando altre forze politiche ma mettendo insieme, con la fatica della politica, i tanti punti che ci uniscono che, vi garantisco, sono molti di più da quelli che ci dividono. Se facciamo prevalere le divisioni il destino è già scritto”, conclude Boccia.
Nell’ultima giornata del congresso Calenda torna ad attaccare Conte, che nelle parole del leader di Azione viene paragonato a Salvini: “Oggi non ci sono piu’ la destra e la sinistra perche’ sono fratturate al loro interno dai populisti equivalenti che non hanno mai mantenuto un posizionamento nella loro vita, che pensano esclusivamente alle loro opportunità del giorno dopo, hanno disastrato le finanze pubbliche e lavorano in termini di opportunismo senza una collocazione valoriale. Queste due persone si chiamano Matteo Salvini e Giuseppe Conte”. Conte “è un signore che sta facendo una speculazione indegna sulle armi perché è stato presidente del Consiglio e in quella sede ha firmato per portare le spese della difesa al 2%. Se” ora “hai annusato paura degli italiani e la vai ad utilizzare, non c’è una diversità politica rispetto a noi, ma c’è una diversità etica”.
“Dobbiamo costruire un’alternativa al populismo di destra ea quello che si chiama populismo di sinistra ma che di sinistra non ha assolutamente nulla perché Conte è figlio della tradizione dell’uomo qualunque, è un populista di destra che dovrebbe stare dove è nato cioè con Matteo Salvini perché solo la stessa cosa”. Così il segretario di Azione.