Facebook crolla a Wall Street, dove arriva a perdere il 7,50%. A pesare sono lo scandalo di Cambridge Analytica, la societa’ di dati che ha aiutato Donald Trump durante le elezioni del 2016 e favorito la campagna pro-Brexit, e le pressioni delle autorita’ americane e inglesi su Mark Zuckerberg. Riflo’essi anche in Italia. ‘Secondo quanto emerge dall’inchiesta, la societa’ inglese avrebbe lavorato anche per un partito italiano, nel 2012. E’ opportuno che i ministri dell’Interno Marco Minniti e degli Esteri Angelino Alfano si attivino per verificare se questa notizia corrisponda al vero e, qualora sia appurato il rapporto tra la societa’ inglese e un partito italiano, se non sia opportuno consegnare tutte le carte alla magistratura’, scrive su Facebook il deputato del Pd Michele Anzaldi.
Cade la prima testa in seguito al datagate che ha investito Facebook. Si e’ dimesso il responsabile della sicurezza della sicurezza delle informazioni Alex Stamos, che ha parlato di “disaccordi interni”. Le autorita’ inglesi e americane vogliono perquisire la sede della Cambridge Analytica, la societa’ di che avrebbe aiutato Donald Trump durante le elezioni del 2016 e favorito la campagna pro-Brexit. Per l’Ue e’ “inaccettabile l’uso di dati personali presi da Facebook per fini politici”. Riflessi anche in Italia. Michele Anzaldi, del Pd, dice che la societa’ inglese avrebbe lavorato ‘nel 2012 anche per un partito italiano. L’identikit – aggiunge – farebbe pensare alla Lega’. –
Facebook crolla a Wall Street dopo lo scandalo Cambridge Analytica. Il prezzo delle azioni del ‘re’ dei social network e’ precipitato in apertura a Wall Street, influenzato dalle rivelazioni sulla violazione di milioni di profili di elettori americani da parte della societa’ Cambridge Analytica. Pochi minuti dopo l’avvio delle contrattazioni alla Borsa di New York, il titolo ha iniziato a scendere in picchiata e, dopo poco piu’ di un’ora, ha perso il 5,60% a 174,72 dollari, trascinando giu’ il Nasdaq, l’indice dei principali titoli tecnologici. Il titolo
Cambridge Analytica, secondo le dichiarazioni del ‘whistleblower’ Christopher Wylie, avrebbe sfruttato i dati personali di oltre 50 milioni di utenti di Facebook al fine di ottimizzare la portata della propaganda politica di Donald Trump nella campagna elettorale delle ultime elezioni americane. Secondo quanto emerso – rivelato in esclusiva dai quotidiani ‘The Observer-The Guardian’ e ‘New York Times’ – i dati sarebbero stati raccolti senza che gli interessati ne avessero consapevolezza e in modi che violano le condizioni di utilizzo di Facebook, che nel frattempo ha ‘sospeso’ Cambridge Analytica vietandole l’accesso alla piattaforma. Per accedere ai dati, Cambridge Analytica avrebbe sfruttato un’applicazione chiamata ‘thisisyourdigitallife’ e presentata a Facebook e ai suoi utenti come uno strumento per ricerche psicologiche la cui raccolta dati sarebbe servita per fini esclusivamente accademici (una sorta di test che prometteva di rivelare alcuni lati della personalita’). Scaricata da oltre 270mila persone, la app avrebbe consentito – attraverso le posizioni geografiche, le pagine seguite, i contenuti a cui gli utenti mettevano i ‘mi piace’ e anche le attivita’ degli amici – di accedere ai loro dati e a quelli di ‘amici’ e ‘contatti’ di Facebook, innescando una reazione a catena che ha permesso di raccogliere informazioni personali di oltre 50 milioni di persone.
Tempesta di accuse su Facebook per il caso della britannica Cambridge Analytica, la societa’ che ha raccolto i dati personali di oltre 50 milioni di utenti del social media, violandone la policy ed influenzando le presidenziali americane, la Brexit e altre campagne elettorali, secondo le rivelazioni di New York Times e Guardian. Ma l’amministratore delegato Facebook, Mark Zuckerberg tace, nonostante il crollo del titolo in Borsa che ha mandato in fumo 36 miliardi di dollari di valore del gruppo e nonostante la reazione del parlamento britannico, della Commissione Ue, del Congresso degli Stati Uniti e la campagna #DeleteFacebook, ovvero ‘cancella Facebook’ diventata virale sui social. Secondo le rivelazioni dell’inchiesta, Facebook sarebbe stata a conoscenza della violazione gia’ dal 2014. Si sarebbe attivata per chiedere la cancellazione dei dati ma senza informare gli utenti. ZUCKERBERG ASSENTE Zuckerberg, che detiene il 16% di Facebook, ha personalmente perso 5,5 miliardi di dollari in Borsa, scivolando a quota 69 miliardi, secondo il monitoraggio di Forbes sugli uomini piu’ ricchi del pianeta. Ma il fondatore appare stranamente assente, in prima battuta delegando le risposte ai comunicati e ai suoi sottoposti.