Detenzione provvisoria per Oriol Junqueras, ex vice-presidente del governo autonomo della Catalogna, e per gli ex-ministri (‘consejeros’) Jordi Turull, Raúl Romeva, Josep Rull, Dolors Bassa, Meritxell Borrás, Joaquim Forn e Carles Mundó. A ordinarlo e’ un provvedimento emesso dalla giudice Carmen Lamela, della ‘Audiencia nacional’, l’Alta corte spagnola. Lunedi’, era stata la procura di Madrid a chiedere al tribunale l’incriminazione di Puigdemont e degli altri “principali responsabiili politici della Generalitat catalana (l’esecutivo regionale autonomo)” per “ribellione, sedizione e malversazione”. Lamela, si legge sul sito del quotidiano catalano ‘La Vanguardia’, ha decretato inoltre l’arresto dell’ex-ministro Santi Vila, eludibile dietro il pagamento di una cauzione da 50mila euro.
E’ il carcere di Estremera nella regione di Madrid quello che ha accolto i 7 ex consiglieri della Generalitat catalana condannati alla detenzione preventiva con l’accusa di ribellione, sedizione e malversazione. Si tratta della struttura piu’ moderna della regione della capitale spagnola, inaugurata nel 2008. Si trova al limite estremo della regione tra Madrid e Cuenca ed ha 1.214 celle di 11 metri quadri.
La giudice dell’Audiencia Nacional spagnola, Carmen Lamena, non prenderà prima di domani una decisione sulla richiesta di carcere preventivo per il governatore deposto della Catalogna, Carles Puigdemont, e altri quattri ex consiglieri del Govern di Catalogna. Lo hanno fatto sapere fonti giudiziarie. Puigdemont si trova in Belgio con gli altri quattro e nessuno di loro oggi si è presentato davanti ai giudici dell’Alta corte, dove tutti erano stati convocati. In precedenza LaVanguardia aveva invece riferito che la giudice si era pronunciata a favore dell’arresto.
Al sicuro da Bruxelles. l’ex presidente della Generalitat catalana, Carles Puigdemont, ha criticato la reclusione disposta dai giudici per gli otto suoi ex consiglieri che – a differenza di lui – oggi sono comparsi davanti al Tribunale supremo spagnolo, rifiutandosi di rispondere. L’accusa per tutti e’ di ribellione, sedizione e malversazione, reati per cui rischiano fino a 30 anni di carcere. “Il legittimo governo della Catalogna – scrive su Twitter Puigdemont riferendosi al suo ex esecutivo destituito ex art. 155 della Costituzione spagnola – e’ stato messo in carcere per le sue idee e per aver rispettato il mandato approvato dal Parlament catalano (la dichiarazione unilaterale di indipendenza, ndr). Puigdemont ha aggiunto riferito al governo del premier Mariano Rajoy e ai giudici: “Il furioso clan dell’articolo 155 vuole il carcere. Il clamore sereno dei catalani e’ di liberta’”, pubblicando una foto dei manifestanti indipendentisti a Barcellona. Oltre a Puigdemont sono a Bruxelles altri 4 ex consiglieri catalani Clara Ponsati’, Antoni Comin, Lluis Puig e Meritxell Serret. Tutti nella loro testa si sentono il ‘governo legittimo in esilio’ come quello – paragona impensabile – del generale Charles de Gaulle a Londra durante il regime di Vichy nella II Guerra Mondiale, sotto il giogo nazista.
Centinaia di persone si stanno radunando davanti al Parlamento catalano per protestare contro l’arresto degli otto membri del governo regionale ordinato dall’Audiencia Nacional. Altre dimostrazioni sono in corso nelle località di Terrassa e Tarragona, dove migliaia di persone sono scese in piazza.
Il capo del governo fiammingo del Belgio, il ministro-presidente Geert Bourgeois (N-VA) si e’ detto “scioccato” dalla decisione della giustizia spagnola di far arrestare il governo catalano destituito e di emettere un mandato d’arresto europeo contro Carles Puigdemont ed i suoi ministri. “Arrestare dei dirigenti eletti democraticamente e’ andare troppo oltre” ha affermato. “Le differenze politiche si risolvono attraverso il dialogo e gli strumenti democratici, come le elezioni”, ha aggiunto. E rivolgendosi all’Unione europea ha rivolto l’appello affinche’ “le autorita’ europee agiscano per trovare una soluzione democratica alla crisi, assieme alla Spagna e alla Catalogna”.