PUIGDEMONT: ‘E’ INEQUIVOCABILE, LO STATO SPAGNOLO HA PERSO’. INCONTRO NON IN SPAGNA SUA FORMULA HA FALLITO, MADRID NON PRENDA DECISIONI PER NOI
Il President catalano Carles Puigdemon si dice disponibile a incontrare il premier spagnolo Rajoy all’indomani della vittoria indipendentista alle elezioni- “Non in Spagna, pero’ – precisa Pugdemon – con l’obiettivo di iniziare un nuovo percorso, ma senza persecuzioni legali. La situazione e’ paradossale e ridicola”. Le liste indipendentiste catalane, JxCat e Erc, si sono dette pronte a formare un nuovo governo dopo aver riconquistato ieri una maggioranza assoluta di 70 seggi su 135 nel Parlamento di Barcellona. L’affluenza al voto ha superato l’80%. Primo partito, l’unionista Ciudadanos.
Le due grandi liste indipendentiste catalane sono pronte a formare un nuovo governo. Lo hanno hanno indicato oggi i portavoce di JxCat, Elsa Artadi e di Erc, Sergi Sabria. Le tre liste indipendentiste hanno riconquistato ieri una maggioranza assoluta di 70 seggi su 135 nel Parlamento di Barcellona. Artadi ha detto che Carles Puigdemont “deve tornare il prima possibile e essere eletto presidente”. “Lo Stato spagnolo ha perso” ha detto il President ‘in esilio’, aggiungendo che c’e’ stata “una partecipazione record’. L’affluenza al voto ha superato l’80%.Primo partito, l’unionista Ciudadanos.
Le elezioni piu’ anomale nella storia della Catalogna si sono concluse con due risultati degni di nota: da una parte il partito politico unionista Ciudadanos, guidato da Ines Arrimadas, ha ottenuto un successo storico per voti e seggi, 37 in tutto; tale risultato, pero’, non e’ bastato ad arginare la netta vittoria del blocco indipendentista che ha ottenuto la maggioranza assoluta, con 70 seggi. La lista di Junts per Catalunya (JxCat), guidata dall’ex presidente della Generalitat rifugiato a Bruxelles, Carles Puigdemont, ha ottenuto 34 deputati, seguita dal partito della Sinistra repubblicana di Catalogna (Erc), con 32 deputati. In quarta posizione il Partito dei socialisti di Catalogna (Psc) con 17 seggi. Pessimo il risultato del Partito popolare (Pp) del premier spagnolo Mariano Rajoy, che paga la reazione repressiva al movimento indipendentista e ottiene solo tre deputati. La notizia del risultato elettorale in Catalogna e’ stata ripresa con ampie analisi da tutti i quotidiani della stampa spagnola, quasi unanimi nel pronosticare come questo risultato elettorale non possa che aprire le porte al proseguimento dell’instabilita’ politica che ha dominato la Catalogna negli ultimi cinque anni ed e’ culminata con la decisione di indire un referendum indipendentista lo scorso ottobre. Da tenere in considerazione anche il fatto che al momento otto deputati pro-indipendenza si trovano in prigione o, nel migliore dei casi, con un mandato di arresto pendente sul loro capo che puo’ in pratica escluderli dalla formazione del nuovo Parlamento catalano.
Le due grandi liste indipendentiste catalane sono pronte a formare un nuovo governo, hanno indicato oggi i portavoce di JxCat Elsa Artadi e di Erc Sergi Sabria. Le tre liste indipendentiste hanno riconquistato ieri una maggioranza assoluta di 70 seggi su 135 nel Parlamento di Barcellona. Artadi ha detto che Carles Puigdemont “deve tornare il prima possibile e essere eletto presidente”.
Rajoy e’ pronto a “trattare con il vincitore” delle elezioni in Catalogna cioe’ Ines Arrimadas, la leader catalana di Ciudadanos, formazione centrista risultato primo partito al voto, non certo con Carles Puigdemont ne’ tantomeno ad incontri fuori dalla Spagna come chiede l’ex presidente catalano. Soprattutto, qualsiasi trattativa dovra’ avvenire nei limiti fissati dalla Costituzione. Il primo ministro, Mariano Rajoy, in vista del dialogo per il futuro governo catalano ha avvertito che va assicurato il rispetto della legge. Rajoy e’ apparso presso il Palazzo Moncloa dopo le riunioni presiedute dal Consiglio dei Ministri e del Comitato esecutivo nazionale del PP per analizzare i risultati delle elezioni di ieri in Catalogna. Accompagnato da gran parte dei membri del suo gabinetto, il capo dell’esecutivo ha spiegato che qualunque sia il governo una soluzione cui arriveranno i partiti catalani, “il governo risultante sara’, come tutti i governi, sotto lo stato di diritto”. Questa e’ una condizione indispensabile per la normalita’ in Catalogna. Il voto, in particolare l’alta affluenza, “e’ la risposta civica dei catalani alla situazione. La Catalogna non e’ un monolite, ma una societa’ plurale. E la pluralita’ e’ una ricchezza che va tutelata e accresciuta”. A suo avviso, i risultati indicano anche l’esistenza di una frattura che si e’ generata nella societa’ catalana, una frattura che ha bisogno di tempo per ricomporsi. Ora Rajoy confida che l’obiettivo primario di tutte le parti sia la riconciliazione “nel diritto e il rispetto dei diritti di tutti”. Ha continuato: “Sono fiducioso che in Catalogna si sia aperta da ora in una fase basata sul dialogo e non lo scontro, la cooperazione e non l’imposizione, nella pluralita’ e non unilateralismo”. Cosi’ fara’ uno sforzo per offrire piena collaborazione del governo e tutto il suo “desiderio di un dialogo costruttivo, aperto e realistico sempre nel rispetto della legge”. “Ma spero che ci sia un governo che abbandoni la via delle decisioni unilaterali e non si senta al di sopra della legge. Non accettero’ nessuno che voglia far saltare la Costituzione e lo Statuto” della regione autonoma, ha sottolineato.
Rajoy si e’ congratulato per la sua vittoria al candidato dei cittadini, Ine’s Arrimadas, che ha parlato questa mattina e il leader del partito, Albert Rivera. Nonostante la maggioranza pro-indipendenza, ha sottolineato che questi partiti ‘secessionisti’ continuano a perdere il supporto. Sulla situazione processuale di Puigdemont e degli altri deputati eletti ieri ha dichiarato che non dipende sul voto, ma le decisioni vengono prese in ogni singolo caso dalla giustizia. “Noi siamo i politici che si devono presentare alla giustizia come qualsiasi altro cittadino, e la giustizia non subisce alcuna strategia politica”, ha aggiunto prima di garantire che stara’ sempre a quello che i tribunali a decidere. A chi gli chiedeva se il governo veda in Puigdemont un interlocutore valido e se sia pronto a sedersi a parlare con lui, ha risposto che egli e’ disposto a farlo con la persona che ha vinto le elezioni, che e’ Ines Arrimadas. Il premier ha dichiarato che trattera’ con chi assumera’ la presidenza della Generalitat. Rajoy ha difeso il modo in cui e’ stato applicato l’articolo 155 della Costituzione e l’indizione di elezioni immediate e ha detto che lo ha fatto non per guadagnare un voto, ma per difendere l’interesse generale. Il premier non crede che il PP sia stato elettoralmente punito per il 155, ma quello che e’ successo e’ che si e’ concentrato il voto costituzionalista cittadini dopo che il Pp ha guidato l’opposizione in Catalogna negli ultimi anni. Cio’ che ha ratificato Rajoy e’ che il 155 non avra’ piu’ effetti, come previsto dal Senato, quando un nuovo governo legittimo sara’ insediato. Il premier auspica che i risultati di ieri non influenzino la negoziazione immediata del bilancio dello Stato e ha anche respinto l’ipotesi di elezioni anticipate. “Le legislature sono per quattro anni. A questo punto, dopo tutto cio’ che sta accadendo in Spagna, quello che ci mancava e’ convocare elezioni generali. Siamo in grado di governare – ha aggiunto – e non ho nessuna intenzione di elezioni anticipate e cerchero’ di finire la legislatura quando tocca: alla meta’ del 2020”. Rajoy ha riconosciuto che non puo’ essere soddisfatto dei risultati, ma ha separato quello che e’ successo dalle future elezioni. Una riflessione in cui si e’ anche esibito in occasione della riunione del Comitato esecutivo nazionale del PP. Ha dato il suo appoggio al leader del partito in Catalogna, Xavier Garci’a Albiol, che ha ammesso oggi che le dimissioni sarebbero “facili” per lui, ma non lo fara’ perche’ lascerebbe la sua forza politica in una situazione molto delicata.