IL PP AVVERTE PUIGDEMONT, COSI’ RISCHIA IL CARCERE
Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha detto che Madrid impedira’ l’indipendenza catalana. Il governo ‘fara’ tutto il necessario’ ha affermato davanti alla direzione Pp: ‘impediremo l’indipendenza della Catalogna’. Il vicesegretario del Pp Pablo Casado ha lanciato un duro monito al presidente catalano Carles Puigdemont avvertendolo che se dichiara l’indipendenza rischia di finire in carcere come il suo predecessore Lluis Companys. Intanto, il presidente del Tribunale superiore di giustizia (Tsjc) in Catalogna ha deciso di affidare la responsabilita’ della sicurezza del Palazzo di Giustizia alla polizia spagnola, togliendola ai Mossos d’Esquadra.
Il governo spagnolo e’ pronto a utilizzare qualsiasi mezzo per evitare l’addio della Catalogna da Madrid. Alla vigilia della seduta del ‘Parlament’ catalano in cui in presidente della Generalita’ potrebbe proclamare l’atto di indipendenza unilaterale della Catalogna, il messaggio che arriva dalle autorita’ centrali e’ netto: la separazione non sara’ tollerata. “La Spagna non sara’ divisa e l’unita’ nazionale sara’ preservata. A questo fine, utilizzero’ ogni strumento che ci mette a disposizione la legge. Spetta al governo prendere decisioni e farlo al momento giusto”, ripete il primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy intervistato dal quotidiano tedesco Die Welt. “Abbiamo ascoltato molte persone. Credo che sappiano cosa gli spagnoli pensano e dovrebbero sapere che anche il governo ha chiaro quello che si deve fare”. Rajoy incassa il sostegno politico dei socialisti che si schierano apertamente per la soluzione legalitaria e fanno sapere che il Psoe “appoggera’” la risposta dello Stato spagnolo di fronte a una eventuale dichiarazione unilaterale di indipendenza da parte del presidente catalano, Carles Puigdemont. Il segretario del partito, Pedro Sanchez durante una conferenza stampa a Barcellona assieme al leader dei socialisti catalani, Miquel Iceta, ha ribadito la richiesta ai vertici catalani di “abbandonare” la strada dell’indipendenza unilaterale e di tornare al “dialogo”, perche’ “siamo ancora in tempo”. Piu’ netto di Rajoy il vice segretario alla comunicazione del Pp, Pablo Casado, che al termine di una riunione del partito presieduta dal primo ministro, dice chiaramente che il presidente catalano Carles Puigdemont rischia fino a 25 anni di carcere. “Puigdemont deve parlare con il suo avvocato: noi impediremo l’indipendenza con tutte le misure necessarie, senza rinunciare a nessuno strumento della Costituzione ne’ del Codice Penale”, dice Casado, le cui parole pero’ suscitano la protesta di parte dell’opinione pubblica catalana.
Casado infatti fa un parallelo tra la situazione attuale e la sorte di Lluis Companys, l’uomo politico catalano che nell’ottobre del 1934 proclamo’ l’indipendenza in Catalogna e fu arrestato per ordine dell’allora presidente della Repubblica, Niceto Alcala’ Zamora. Lo stesso Casado pero’, ha dovuto poi precisare che le sue parole si riferivano all’arresto di Companys e non al fatto che l’uomo politico catalano fu successivamente fucilato dalle autorita’ franchiste dopo essere fuggito in Francia, arrestato dai nazisti nel 1940 e riconsegnato alla Spagna del ‘Generalisimo’. A favore della integrita’ territoriale spagnola continuano a schierarsi i leader europei: il portavoce di Angela Merkel fa sapere che la cancelliera ha chiamato Rajoyper confermare il suo appoggio all’unita’ della Spagna, mentre la segretaria di Stato per gli Affari Europei francese, Nathalie Loiseau, ribadisce la posizione di Parigi: la Francia non riconoscerebbe la Catalogna in caso di dichiarazione unilaterale di indipendenza e anzi, la prima conseguenza di un fatto del genere sarebbe l’uscita dall’Unione europea della stessa Catalogna. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan parla di “crisi grave”. Le autorita’ centrali in Catalogna intanto iniziano a prendere le contromisure pratiche e relative alli”ordine pubblico: in mattinata il Tribunale superiore di giustizia di Catalogna ha ordinato che a gestire la sicurezza e la vigilanza del palazzo di Giustizia deve essere la Polizia nazionale e non piu’ i Mossos d’Esquadra, la polizia catalana, che fino a oggi si e’ occupata della custodia dell’edificio. A poche ore dall’atteso discorso di Puigdemont al ‘Parlament’ dunque, il governo studia le contromosse da mettere in campo per reagire alla eventuale rottura unilaterale dell’integrita’ territoriale del Paese da parte della Catalogna. La risposta potrebbe combinare l’applicazione dell’articolo 155 (che di fatto sospende l’autonomia regionale) con misure straordinarie volte a portare sotto il suo rigidissimo controllo la regione. L’articolo 155, fino al momento brandito come minaccia ma mai esplicitamente evocato se non dagli esponenti di Ciudadanos, e’ una vera e propria ‘arma nucleare’ in mano all’esecutivo. Per attivarlo, Rajoy ha bisogno della maggioranza assoluta del Parlamento: in Senato il suo Partito Popolare ha i numeri, ma Rajoy avrebbe bisogno di un consenso allargato: oltre a Ciudadanos, che invoca l’articolo 155 da giorni, anche quello del Psoe. L’articolo 155 non e’ mai stato applicato e il governo vorrebbe abbinarlo ad altri strumenti.