ARCELORMITTAL ‘SCONCERTATA, VITALE NON RITARDARE IL PIANO’
Inaspettato stop alla trattativa sull’Ilva deciso dal ministro dello Sviluppo economico Calenda. ‘La proposta dell’azienda su salario ed inquadramento dei lavoratori e’ irricevibile’, ha scritto sul suo profilo twitter Calenda con riferimento al piano di ArcelorMittal che prevede fra l’altro 4mila esuberi. ‘Tavolo aggiornato’, ha poi aggiunto dopo lo stop dell’incontro su Ilva al Ministero da lui guidato. Secondo Calenda, ‘Bisogna ripartire dall’accordo di luglio’. La delegazione dei vertici di ArcelorMittal ‘e’ rimasta sconcertata’ dalla decisione presa dal Ministro Calenda di non aprire il tavolo, definendola ‘del tutto inattesa’. Per ArcelorMittal e’ vitale non ritardare il piano.
Su queste basi non si tratta. L’alt ad Am InvesctCo per l’Ilva viene tanto dal governo quanto dai sindacati. Mentre i lavoratori di Taranto e Genova scioperano, il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, sospende il tavolo al ministero e l’incontro tra azienda e sindacati salta. Venerdi’ Am Investco (la cordata guidata da Arcelor Mittal) ha consegnato alle organizzazioni sindacali la comunicazione prevista dalla normativa (art.47 L.428/1990) per trasferimento d’azienda relativamente all’acquisizione del Gruppo Ilva e controllate (Ilva Milano, Genova, Novi Ligure, Racconigi, Taranto, Marghera, Legnaro, Paderno Dugnano – IlvaForm di Salerno, Taranto Energia – Ilva Servizi Marittimi di Genova e Taranto). Il documento prevede 4.000 esuberi (come gia’ indicato dal piano presentato a giugno) e l’assunzione degli altri 10 mila dipendenti con un nuovo contratto, senza quindi tenere conto di inquadramento e anzianita’. I lavoratori non ci stanno e incrociano le braccia. Calenda vede l’azienda e chiede di rispettare gli impegni presi: per il ministro “la proposta e’ irricevibile” non tanto sugli esuberi “su cui si puo’ discutere” quanto sui livelli salariali e sugli scatti di anzianita’.
In particolare, sui livelli salariali e sugli scatti d’anzianita’, spiega Calenda “non si prevedeva di ripartire da zero ma di mantenere quelli attuali”, riconoscendo un costo medio di circa 50 mila euro annui lordi. Poiche’ “non ci sono le premesse per aprire un tavolo di confronto”, Am Investco e’ “richiamata alle sue responsabilita’. Arcelor Mittal da parte sua si dice “contrariata per non aver potuto iniziare una negoziazione con i sindacati”, poiche’ l’obiettivo con cui si era presentata al Mise era di “fare un primo passo verso il raggiungimento di un accordo accettabile per tutti gli interessati”. Il numero degli occupati e’ stato portato a 10.000 rispetto all’offerta originaria, che era di 8.500 ma non era stata fatta “alcuna ulteriore promessa a parte il numero di occupati” perche’ il resto deve essere oggetto della negoziazione sindacale. L’offerta prevedeva un costo del lavoro medio di 52 mila euro, che ora scenderebbe a 50 mila; in pratica, la flessibilita’ ad aumentare il numero di assunzioni non comportava la disponibilita’ a mantenere la stessa cifra del costo del lavoro. Al Mise i rappresentanti dell’azienda, riferiscono i sindacati, hanno risposto a Calenda che avrebbero dovuto verificare le richieste con gli azionisti. Questo – ha fatto notare il segretario generale della Uilm Rocco Palombella – e’ diventato “un elemento di sfiducia nei confronti del gruppo industriale”. Per il leader della Fim Marco Bentivogli, la societa’ ha dimostrato “volonta’ di scontro”. Il risultato, hanno detto Bentivogli e la segretaria della Fiom Francesca Re David, e’ che la mobilitazione dei lavoratori proseguira’.
Per Maurizio Landini, ex leader della tute blu della Cgil e ora segretario confederale del sindacato di Corso Italia, la sospensione del tavolo deve portare Am Investco a cambiare tutto il piano industriale, dando garanzie di investimento, e Palazzo Chigi a “fare la sua parte”. Oltre al plauso dei sindacati, la mossa di Calenda ha ottenuto il ringraziamento delle istituzioni locali, in primis il sindaco di Taranto, e l’approvazione di membri di Pd e Ap. Anche per Renata Polverini di Fi, “finalmente il governo ha battuto un colpo” ma per il presidente della Liguria, Giovanni Toti, l’esecutivo “poteva pensarci un po’ prima di far firmare una lettera ai commissari straordinari per poi revocarla dopo una giornata che certamente non fa bene” a Genova, ma non fa bene neanche al Paese”. Toti ricorda che “esiste un accordo di programma che traccia un percorso per il futuro di Ilva” a Genova e questo accordo “deve essere rispettato”.
“Lo stop di oggi alla trattativa, deciso dal ministro Carlo Calenda, e’ merito degli scioperi e delle manifestazioni che i lavoratori hanno fatto questa mattina. L’impegno del governo sulla garanzia al mantenimento dei livelli retributivi dei lavoratori e’ importante ma non sufficiente. Noi non vogliamo nessun esubero, e devono essere tutelati anche i lavoratori dell’indotto che sono piu’ di 7.000. Inoltre, va garantito il rispetto dell’accordo di programma per lo stabilimento di Cornigliano”. Cosi’ la segretaria generale della Fiom, Francesca Re David, al termine dell’incontro sulla vertenza Ilva. “Il governo ha fatto la sua parte, poiche’ le condizioni poste da Am InvestCo sono diverse da quelle che le hanno consentito di aggiudicarsi la gara. Ma deve essere chiaro che per noi le condizioni di lavoro e l’eliminazione degli esuberi devono viaggiare di pari passo. Tutto il piano industriale va rivisto perche’ non e’ un piano che consente un ruolo strategico alla siderurgia in questo paese. Il tema occupazione, d’altra parte, e’ per la Fiom prioritario. Non esiste nessuna possibilita’ di trattativa se sul tavolo ci sono dei licenziamenti. La mobilitazione continua, nelle prossime ore saranno convocate assemblee nei posti di lavoro e sara’ varato un pacchetto di ore di sciopero”, conclude Re David.
Nessuno spazio per nuove opzioni o per modifiche rispetto a quanto precedentemente concordato: è la posizione del governo italiano rispetto alla trattativa con Am Investco sulle condizioni salariali e contrattuali dei lavoratori dell’Ilva, così come l’ha espressa il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, a margine del 3° Forum Internazionale Trasporti. “In questo momento abbiamo una posizione che è molto chiara e rispetto a questa non consideriamo opzioni di nessun’altra natura che non siano quelle che abbiamo proposto all’azienda”, ha sottolineato Poletti ai cronisti, dopo che il titolare dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha annullato in mattinata l’incontro al Mise con sindacati e azienda.A chi gli chiedeva se, in mancanza di un accordo, l’esecutivo italiano potrebbe agire in modo simile a quanto fatto da quello francese per Stx, Poletti ha risposto: “Oggi credo che non si debba considerare assolutamente nessuna subordinata, perché questa è la posizione del governo. E su questa ci aspettiamo una risposta”. Analogamente, a chi gli chiedeva se la gara per l’aggiudicazione degli asset Ilva potrebbe essere ripetuta, ha ribadito: “In questo momento abbiamo una posizione che è molto chiara e rispetto a questa non consideriamo opzioni di nessun altra natura che non siano quelle che abbiamo proposto all’azienda. E credo che sia quello che è giusto fare in questo momento. Qualsiasi altra discussione oggi è prematura e non avrebbe ragion d’essere”.