In due giorni di scontri almeno 27 vittime: 4 israeliani e 23 palestinesi.
Trentuno palestinesi morti, undici dei quali appartenenti a organizzazioni terroristiche, quattro israeliani deceduti, oltre 700 razzi lanciati dalla Striscia di Gaza su Israele. Sono questi i numeri dell’ultimo confronto tra Israele e i principali gruppi della Striscia di Gaza, Hamas e Jihad islamica. Grazie alla mediazione dell’intelligence egiziana e dell’inviato delle Nazioni Unite per il Medio Oriente, Nickolaj Mladenov, questa mattina la situazione sembra essere tornata alla calma. La situazione generale dell’enclave palestinese non e’ di certo migliorata e i raid israeliani hanno inflitto pesanti danni alle infrastrutture di Hamas e Jihad islamica, organizzazioni considerate terroristiche da Israele.
Il cessate il fuoco lascia Israele e Hamas “esattamente dov’erano prima” e la situazione non e’ cambiata. La diplomazia ha svolto la sua mediazione tra le parti, Israele fara’ delle concessioni – come ad esempio lo sblocco dei fondi stanziati dal Qatar, l’estensione della zona di pesca e il passaggio ad alcuni tipi di merci – e non e’ escluso uno scontro tra Jihad islamica e Hamas nel prossimo futuro. Tuttavia, malgrado l’arrivo dei fondi del Qatar, la situazione a Gaza, dove la disoccupazione e’ al 51 per cento, non migliorera’ e la popolazione continuera’ a ribadire il proprio malcontento. Sullo sfondo dello scontro militare e del deterioramento della situazione umanitaria a Gaza e della sicurezza in Israele, l’approccio strategico e diplomatico rivela delle divergenze tra i due principali mediatori. Secondo quanto evidenzia un editoriale del quotidiano israeliano “Haartez”, da un lato l’Egitto sta lavorando per una riconciliazione tra Hamas, al potere nella Striscia di Gaza dal 2007, e Fatah, anima dell’Autorita’ nazionale palestinese con sede a Ramallah. Dall’altro, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, malgrado le critiche dell’opposizione per non aver lanciato dopo il 2014 un’operazione militare su Gaza, persegue il suo obiettivo di tenere divisi Hamas e Fatah.
La Germania e’ “sollevata per gli sforzi di Egitto e Nazioni Unite nella mediazione” tra Israele e il movimento palestinese Hamas che, annunciata nella mattinata di oggi, hanno condotto a una tregua degli scontri nella Striscia di Gaza. E’ quanto dichiarato dal ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas. Secondo quanto riferito dal ministero degli Esteri tedesco in un comunicato, Maas ha definito “un deplorevole atto di terrore contro la popolazione civile” il lancio di razzi contro Israele condotto da Hamas contro Israele, che ha provocato la risposta delle Forze di difesa israeliane (Idf). “Lo condanniamo nei termini piu’ forti possibili”, ha evidenziato Maas. Il ministro degli Esteri tedesco ha aggiunto: “Siamo sollevati perche’ gli sforzi di mediazione da parte di Egitto e Nazioni Unite hanno portato questa notte a un cessate il fuoco” a Gaza. “Speriamo che tenga”, ha quindi auspicato Maas.
Nonostante il cessate il fuoco raggiunto tra Israele e Hamas grazie alla mediazione dell’Egitto, le forze armate dello Stato ebraico (Idf) continueranno a colpire la Striscia di Gaza se necessario. E’ l’avvertimento lanciato dal capo di Stato maggiore, Aviv Kohavi, dopo che in due giorni di violenze sono morti 4 civili israeliani e 31 palestinesi, tra cui due donne incinte e 11 miliziani. “I terroristi che operano nella Striscia di Gazache si nascondono tra i civili hanno assistito alla forza dell’Idf e del nostro sistema difensivo. Le forze armate continueranno a colpire con forza, come richiesto, dovunque sia necessario”, ha assicurato.