E’ scattato a mezzanotte il silenzio elettorale in vista del secondo turno delle elezioni comunali, dopo una campagna senza esclusione di colpi che ha visto i Cinquestelle assediare la sinistra e Renzi. Il voto di domani, che chiama alle urne 8,6 milioni di elettori in 126 Comuni tra cui Roma, Milano, Torino Napoli e Bologna, sara’ un test locale, ribadisce il premier da Mosca, da cui rientra a tarda ora. E rimanda a dopo i conti con la minoranza Pd.
Candidati concludono campagna PRIMA del ballottaggio, a Roma nuove polemiche per incarico a Raggi in Asl Civitavecchia. Orfini: reato. Lei: piu’ forti del fango. Sindaco Napoli: dopo il voto un movimento nazionale, condizioni per lavorare con M5s. A Milano ultimo duello Sala-Parisi su case popolari.
“I nostri avversari arrancano sui temi e, disperati, hanno tentato l’ultimo attacco. Io sono la donna più infangata di tutte le campagne elettorali avvenute a Roma”. Così, il candidato sindaco Virginia Raggi, nel corso della trasmissione bersaglio mobile, in merito alle polemiche di oggi sul suo incarico alla Asl. “Spara a colpi bassi chi non ha argomenti”, ha aggiunto.
“Giachetti mi dice ‘siete uguali agli altri’. Ma che è una confessione? Io rispondo: Je piacerebbe. Ma esattamente che vuol dire, non ho capito: io avrei un casale con 5 vani e una piscina che sembra il ‘Titanic’? Ho capito, ci vuole fare lì le Olimpiadi, allora c’è un conflitto di interessi grande come una casa… E allora mentre le Olimpiadi le facciamo a casa di Giachetti, noi parliamo di Roma”. Lo ha detto Virginia Raggi candidato sindaco? M5S sul palco di Ostia nell’intervento che ha concluso l’evento di chiusura della campagna elettorale.
“Paolo Berdini sarà assessore all’Urbanistica e Lavori pubblici?. Berdini? si è sempre battuto contro il consumo di suolo. Vogliamo un simbolo per continuare su quel percorso, una persona che sappia opporsi a palazzinari”. Lo ha detto il candidato sindaco M5S Virginia Raggi dal palco di Ostia annunciando quattro nomi che faranno parte della giunta in caso di vittoria. “Alla Sostenibilità ci sarà Paola Muraro – ha proseguito Raggi – laureata in scienze agrarie, collabora Ama. Sarà assessore alla Qualità della vita, accessibilità, sport ?un campione internazionale di rugby, Andrea Lo Cicero?. Alla Crescita culturale Luca Bergamo, Segretario del Cae?, è stato direttore Zone attive ed ha creato Enzimi”.
“Negli ultimi giorni e’ partita una campagna di fango nei miei confronti. Io non ho mai preso di petto la Raggi perche’ ha lavorato nello studio Previti o per Panzironi. Adesso pero’ basta perche’ apprendiamo che Raggi ha mentito per un reato e hanno continuato a saltellarci davanti parlando di onesta’. Adesso dovete spiegare alla vostra gente che siete come tutti gli altri”. Lo ha detto il candidato sindaco per il centrosinistra, Roberto Giachetti, durante la manifestazione di chiusura della campagna elettorale al Ponte della musica. Il riferimento dell’esponente democrat e’ ai presunti incarichi che Raggi avrebbe ricevuto dalla Asl di Civitavecchia. Poi sulle sue capacita’ di amministratore Giachetti ha precisato: “La corruzione sappiamo che c’e’ stata, ma sappiamo anche come combatterla. La citta’ io l’ho amministrata e le cose migliori che sono state fatte negli ultimi anni sono merito delle amministrazioni del centrosinistra”. “Durante il Giubileo del 2000 – ha ricordato – ero capo di gabinetto del sindaco e io ho firmato decine di delibere, ma non ho mai avuto una telefonata dalla Corte dei conti o dalla procura. Questo e’ stato il centrosinistra e noi lo dobbiamo rivendicare. Sappiamo fare del bene a questa citta’”. Giachetti poi conclude dicendo: “”Sento dentro di me che ce la possiamo fare. Tutto quello che abbiamo fatto finora e’ stata la condizione necessaria ma non sufficiente. Non pensate che le ore davanti a noi”.
“Noi abbiamo fatto atti concreti e dato segnali importanti di cambiamento come le liste pulite, i carichi pendenti, e gli altri sono arrivati secondi, come anche sulle liste pubblicate sul sito, e abbiamo consegnato le liste all’Antimafia”. Così il candidato sindaco di Roma del centrosinistra Roberto Giachetti (Pd), alla chiusura della sua campagna elettorale al ponte della Musica. “Le nostre liste sono specchiate e possiamo dire con orgoglio che siamo pronti a governare la città. Noi facevamo le cose e loro ci hanno inseguito, sono arrivati secondi sempre”, ha aggiunto.
Dopo stasera, il silenzio della vigilia e poi la parola agli elettori. Si è chiusa con una sfida a distanza tra un concerto e un flash-mob la campagna elettorale di Milano in vista del ballottaggio tra il candidato del centrosinistra, Beppe Sala, e l’avversario Stefano Parisi, in corsa per il centrodestra. Mr. Expo protagonista della serata musicale con Omar Pedrini, Morgan, Roberto Vecchioni, Max Pezzali e altri artisti in piazza del Cannone, mentre l’ex dg di Confindustria ha risposto con un flash-mob, dal titolo ‘IocorroperMilano’, partito da via Dante, a 700 metri di distanza dal concerto organizzato dal centrosinistra. Domenica, dalle 7 alle 23, 1.002.178 milanesi saranno chiamati a scegliere il prossimo inquilino di Palazzo Marino. Poco meno di cinquemila voti di distanza al primo turno che in questi ultimi giorni di corsa al secondo turno hanno contribuito a far salire i toni il dibattito fra i due contendenti, che si sono lasciati alle spalle in più occasioni il fair play dimostrato prima del 5 giugno. Sala arriva forte dell’apparentamento con Marco Cappato e i Radicali e ha incassato anche la fiducia di Basilio Rizzo. “Al secondo turno si vota per evitare quello che non si vuole, e io non voglio che il centrodestra torni a governare Milano. Quindi, pur con le critiche che ho fatto, penso sia meglio che governi Giuseppe Sala”. E c’è l’incognita del voto del M5S. “Ci rivolgiamo a tutti coloro che vogliono il cambiamento” e, per quanto riguarda i 5 Stelle, “non è un tema di vertice, ma di opinione”, il parere dell’ex a.d. di Fastweb, secondo cui la convergenza potrebbe realizzarsi “su temi come trasparenza, rinnovamento della politica, ambiente e qualità della vita: sono nel nostro programma e continueranno a esserci”. L’avvertimento di Sala: “Non posso nemmeno pensare di strizzare l’occhio ai 5 stelle, tantomeno ai loro vertici. Bisogna parlare di programmi, a temi come i diritti e l’ambiente”. “Il mio invito ai milanesi – ha detto ancora l’ex commissario unico di Expo – è di pensare a Beppe Sala, e non a Renzi e al governo. Qui si sceglie il sindaco di Milano per i prossimi 5, anzi oserei dire 10 anni”. “Troppo spesso in questa campagna ho sentito dire ‘è il candidato di Renzi, è in continuità con Pisapia’. Agli elettori chiedo: guardatemi in faccia, sono una persona sicura dei propri mezzi e penso di poter portare un contributo a Milano”. “Oggi l’Italia – ha scherzato in piazza del Cannone – ha segnato all’ultimo minuto contro una squadra vestita di giallo (colore scelto da Parisi per la campagna, ndr)? È evocativa questa cosa. In effetti, non avevo pensato al colore della maglia, mi sembra un buon presagio”.Sala, intanto, ha annunciato la volontà di dimettersi dal Cda di Cassa depositi e prestiti e Parisi lo ha attaccato: “Poteva pensarci prima, è un po’ strano l’ultimo giorno della campagna elettorale. Sala dice che si dimette da Cdp, poi ha detto che non è renziano, che non è in continuità con Pisapia: mi sembrano un po’ di colpi elettorali finali, non so cosa la gente ne penserà”. In mattinata, il candidato di centrodestra si è giocato anche la carta del taglio delle tasse: “La giunta di Giuliano Pisapia le ha alzate, mentre noi nel corso dei cinque anni le riporteremo al livello precedente. Noi le tasse le abbasseremo a tutti: lo faremo dando efficienza all’amministrazione comunale e trattando con Palazzo Chigi per fare sì che le tasse dei milanesi restino alla città”. “Ma devi ammettere che le tasse locali a Milano sono tra le più basse in Italia – la replica di Sala – e che per tagliare le tasse a tutti dovrai ridurre i servizi”. È successo al confronto in onda stasera su Rai 3. Scintille anche sul tema della moschea. Da fare per Sala “con regole chiare” per arrivare a “chiudere i luoghi di preghiera illegali e pericolosi come quello di via Cavalcanti”. “Sala ha un atteggiamento superficiale e nella sue fila c’è una persona sospetta di avere legami con il mondo estremista”, ha attaccato Parisi con riferimento alla candidata dem Sumaya Abdel Qader, esponente del Caim, accusata di essere vicina ai Fratelli Musulmani. “Non è corretto parlare di sospetti senza avere prove”, la risposta di Sala. Insomma, sarà un duello all’ultimo voto.
“A Milano tra poche ore si sceglie il sindaco e mi auguro che si premi la serieta’, l’affidabilita’ e la competenza di Stefano Parisi. Conosce questa metropoli perche’ ne e’ stato city manager. Conosce le regole della buona amministrazione e dell’economia. Conosce, perche’ e’ un imprenditore, il mondo delle aziende. Sono felice di essere riuscito a convincere Stefano Parisi a partecipare a questa sfida e credo di aver fatto cosa buona per la citta’ di Milano. I miei migliori auguri a Stefano e il mio invito ad un buon voto ai milanesi”. Lo afferma Silvio Berlusconi in una nota.
“Il mio avversario politico e’ Gianni Lettieri, lascio a De Luca la polemica, ma credo che questa sia stata una caduta di stile da parte del presidente della Regione con cui da martedi’ continuero’ a collaborare perche’ sono uomo delle istituzioni”. Cosi’ il sindaco di Napoli Luigi de Magistris replica alle stoccate arrivate oggi dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca a 48 ore dal ballottaggio. “In questi mesi ? ha detto de Magistris, a margine dell’inaugurazione della 59esima edizione della Fiera della Casa alla Mostra d’Oltremare ? siamo stati abituati alla discesa in campo delle istituzioni in questa campagna elettorale, lo ha fatto il presidente del Consiglio Renzi, lo ha fatto il presidente della Regione De Luca, mentre noi siamo stati tra la gente che e’ la cosa piu’ bella”. “Un anno fa – ricorda de Magistris – io non feci campagna elettorale in occasione delle Regionali e da un punto di vista dello stile e di livello istituzionale Luigi de Magistris non prende lezioni da nessuno”. Entrando nel merito della polemica innescata da De Luca per quanto riguarda i fondi comunali destinati al teatro San Carlo, de Magistris replica cosi’: “Io ho difeso il San Carlo, ho difeso i lavoratori, abbiamo salvato il corpo di ballo, abbiamo dato risorse e addirittura messo a garanzia del teatro il patrimonio immobiliare del Comune e fatto rientrare la Citta’ metropolitana nel Cda”.
Nessuno dei due ha trovato il tempo per fermarsi a vedere la partita della nazionale vincitrice a Tolosa contro la Svezia. E’ l’unica cosa che accomuna i nuovamente sfidanti per Palazzo San Giacomo Luigi de Magistris e Gianni Lettieri. L’unica, perché i due si muovono su piani diversi, con stile e linguaggio lontani mille miglia l’uno dall’altro. Esattamente come hanno trascorso l’ultima giornata di questa campagna elettorale. Forte del patrimonio di 5 anni alla guida della giunta, convinto di vincere alla grande, de Magistris ha incominciato la sua giornata su Omnibus di La7 aprendo ai pentastellati nel nome di quei valori della sinistra rappresentati in primis dall’acqua come bene pubblico e dal reddito di cittadinanza. Un invito che, per ora, il napoletanissimo Roberto Fico ha rispedito al mittente. Resta, indubbiamente, l’appeal che sa bene di esercitare su quella parte di elettorato di sinistra che non lo ha votato o si è astenuta. La giornata è proseguita in modo frenetico, stretto tra gli impegni da primo cittadino (come l’inaugurazione della Fiera della Casa alla Mostra d’Oltremare) e quelli da candidato (incontri privati con militanti e sostenitori). Tra un impegno e un altro de Magistris ha trovato il tempo per girare un video. La scenografia è quella della sua stanza da sindaco che affaccia su piazza del Municipio, sul fondo il mare tra le navi attraccate al porto. L’appello, forte e risoluto, richiama i principi e i concetti ribaditi in campagna elettorale: “Alle elettrici ed elettori chiedo di votarmi, di darci la possibilità di continuare nel nostro lavoro. Per cinque anni, per 18 ore al giorno, abbiamo pensato solo alla città con impegno, concretezza, dedizione, autonomia, passione, amore, onestà e mani pulite. Per cinque anni abbiamo cambiato la fotografia della città è cambiata: cinque anni fa era sommersa dai rifiuti, indebitata, sull’orlo del collasso, senza turisti, moralmente e culturalmente depressa. Oggi Napoli è la prima città di Italia per turismo e cultura, non c’è più emergenza rifiuti e registriamo una partecipazione popolare e politica senza precedenti”. L’impegno, ribadito più volte, è che “non pensa ad altro e farà esclusivamente il sindaco di Napoli perché è Napoli che diventa un soggetto politico autonomo. Insieme non ci ferma più nessuno”. Lettieri ha infilato, uno dopo l’altro, decine di incontri in giro per la città, da un capo all’altro. Unico comun denominatore il carattere popolare delle strade e delle piazze, così come ha fatto ieri sera in piazza del Carmine. La strategia è quella di un candidato imprenditore, che è nato al Vasto e si è fatto da solo, ha costruito un’impresa ed è diventato leader degli industriali partenopei. Un figlio del popolo che parla al popolo di cose concrete senza far riferimento “ai massimi sistemi”, e “fuori dagli schemi ideologici”. Una sorta di equilibrio che è riuscito a stabilire mantenendo buoni rapporti con Antonio Bassolino, l’attuale governatore Vincenzo De Luca e lo stesso premier Renzi ma, al contempo, accettando il sostegno di Forza Italia e Silvio Berlusconi. Di buon ora Lettieri ha fatto il punto al Comitato in piazza Bovio con i giovani del suo staff. Subito dopo un giro per il quartiere dell’Arenaccia dove ha incontrato commercianti e residenti, in particolare gli abitanti di un complesso di case popolari che hanno lamentato carenza di manutenzione.
Da San Carlo Arena all’ancor più popolare quartiere della Sanità, dove con la sua testimonial, Serena Autieri, ha fatto la spesa nel mercato dei Vergini (pomodorini e basilico, riferisce il suo entourage, ma senza avere il tempo di farsi uno spaghetto). Altra tappa al Comitato, poi al Borgo marinaro per sentire i problemi di ristoratori e ormeggiatori. Dal mare a Secondigliano, poi di nuovo verso il litorale ma quello periferico di San Giovanni a Teduccio, ex zona di raffinerie. L’ultima tappa è a Soccavo, area occidentale di Napoli, sempre con i giovani del suo comitato che lo affiancano da mesi. Il programma della serata è di passare le ultime ore prima del silenzio preelettorale con i suoi sostenitori e la sua famiglia, in modo sereno e tranquillo. Il messaggio che ha ripetuto fino allo sfinimento è che a lui non interessano “i progetti politici nazionali”, ma solo la sua città, che vuol rendere “finalmente serena, sicura e vivibile”. Ha parlato di “campagna di civiltà per Napoli, al di là di schieramenti e appartenenze” e chiede una grande “mobilitazione democratica”.