ITALIA 7/A NEL MONDO, MA -800 MILA POSTI LAVORO NEL 2008-2015
Il Pil italiano risale, ma i livelli pre-crisi sono ancora lontani, afferma il Centro studi di Confindustria, secondo cui di questo passo “il recupero si concluderebbe nel 2021”. Nel 2/o trimestre 2017 il livello del Pil “e’ risultato inferiore dell’ 1,8% rispetto al 2/o trimestre 2011, picco precedente, e del 6,4% rispetto al 1/o trimestre del 2008, massimo pre-crisi”. Nello scenario mondiale, l’industria italiana si conferma al 7/o posto nel mondo, seconda in Europa dopo la Germania. Ma tra il 2008 e il 2015 il manifatturiero ha perso quasi 800 mila posti.
Il recupero dell’ultimo triennio ha ridotto parzialmente la marcata caduta registrata nelle due recessioni susseguitesi dal 2008. Nel secondo trimestre del 2017 il livello del Pil e’ risultato inferiore dell’1,8% rispetto al secondo del 2011, picco precedente, e del 6,4% rispetto al primo trimestre 2008, massimo pre-crisi. Proseguendo la crescita al passo attuale in Italia il recupero dei livelli persi nel corso della crisi si concluderebbe nel 2021.
Nonostante il buon andamento registrato negli ultimi anni, la produzione industriale rimane ben lontana dal picco pre-crisi del 2008 (-18,4%) e in alcuni settori manifatturieri ha continuato a diminuire fino ad un terzo del trimestre 2017 nonostante il contesto piu’ favorevole. La distanza rispetto al massimo precedente risulta pari a -3,7%. La variazione media trimestrale dall’inizio del recupero e’ stata dello 0,7%, ma nell’ultimo anno ha raggiunto l’1,1%. Se il recupero dell’attivita’ preseguisse a questa velocita’ tornerebbe al picco del primo trimestre del 2008 nel 2022. E’ quanto emerge dai dati del Centro Studi Confindustria nel suo rapporto sugli scenari industriali.
Dall’autunno 2007 all’inverno 2015 l’occupazione nel manifatturiero italiano e’ calata di quasi 800mila unita’ (-17,1%).