’FUGHERO’ OGNI OMBRA E HO ASSOLUTA FIDUCIA NEI MIEI COLLEGHI’
Il pm di Napoli Henry John Woodcock e’ indagato dalla procura di Roma, nell’ambito dell’inchiesta Consip, per violazione del segreto d’ufficio. La sua reazione: ‘Ho assoluta fiducia nei colleghi della procura di Roma e sono quindi certo che potro’ chiarire la mia posizione, fugando ogni dubbio ed ombra sulla mia correttezza’. Con lui indagata anche la giornalista Federica Sciarelli. Intanto l’assemblea di Consip ha nominato il nuovo cda composto da 3 membri. Il nuovo a.d. e’ Cristiano Cannarsa, attuale numero uno di Sogei, che subentra a Luigi Marroni. Presidente e’ Roberto Basso, attuale portavoce del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan.
Colpo di scena nell’inchiesta della procura di Roma su Consip. Henry John Woodcock, uno dei pm di Napoli protagonisti dell’avvio dell’inchiesta sugli appalti della centrale acquisti della pubblica amministrazione, sfociata ad un tratto nelle iscrizioni dell’attuale ministro dello Sport, Luca Lotti, del comandante generale dell’Arma dei carabinieri Tullio Del Sette e del comandante dei carabinieri della Legione Toscana, generale Emanuele Saltalamacchia, per rivelazione del segreto d’ufficio, si ritrova a sua volta indagato per la stessa ipotesi di reato. Un fulmine a ciel sereno che coinvolge anche la giornalista Federica Sciarelli, amica di lunga data di Woodcock. Per lei il reato configurato a piazzale Clodio e’ quello di concorso in rivelazione del segreto. Alla conduttrice del programma televisivo “Chi l’ha visto?” – che sara’ interrogata dai pm venerdi’ prossimo, 30 giugno, assistita dall’avvocatessa Giorgia Papiri – e’ stato sequestrato il telefono cellulare. Gli accertamenti al vaglio del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del sostituto Mario Palazzi vertono sulla pubblicazione il 21 dicembre scorso su “Il Fatto Quotidiano”, a firma di Marco Lillo, di un articolo sull’inchiesta napoletana su Consip e sui rapporti di alcune delle persone coinvolte con il cosiddetto Giglio magico fiorentino. L’inchiesta e’ stata da tempo trasferita a Roma per competenza territoriale. Il sospetto di chi indaga e’ che la giornalista Sciarelli sia stata il tramite per il passaggio delle informazioni dal pm partenopeo al giornalista del Fatto Quotidiano. “Ho assoluta fiducia nei colleghi della procura di Roma e sono quindi certo che potro’ chiarire la mia posizione – ha dichiarato Woodcock, al quale e’ stato notificato un invito a comparire per il 7 luglio – fugando ogni dubbio ed ombra sulla mia correttezza professionale e personale. Non nego, tuttavia – ha aggiunto il magistrato – di essere molto amareggiato, e che questo e’ per me un momento molto difficile. Posso pero’ affermare, in piena serenita’ – ha concluso il pm napoletano – che la mia attivita’ e’ sempre stata ispirata dal solo intento di servire la Giustizia, nel rispetto delle regole”. “Non posso aver rivelato nulla a nessuno – e’ stato il commento della Sciarelli – semplicemente perche’ Woodcock non mi svela nulla delle sue inchieste, tantomeno cio’ che e’ coperto da segreto”. Infine, il giornalista Marco Lillo, sul sito del Fatto, ha sostenuto che la Procura di Roma e’ incorsa in un errore, non essendo ne’ Woodcock la sua fonte, ne’ la Sciarelli il tramite per veicolare le informazioni segrete. Lillo ha anche chiesto di essere sentito dai magistrati inquirenti per fornire la sua versione ed ha precisato il motivo di una sua telefonata del 20 dicembre scorso con la giornalista Sciarelli, emersa dalla lettura dei tabulati telefonici. “Ho solo chiesto se sapesse dove fosse Woodcock”, ha detto, ricevendo risposta negativa. Quel giorno, dunque, immediatamente precedente alla pubblicazione dell’articolo, il giornalista, secondo la sua versione, cerco’ il pm Woodcock per verificare una notizia gia’ in suo possesso (acquisizione di atti in Consip), ma non riusci’ a contattare il magistrato. Gli atti relativi al procedimento nei confronti del pm napoletano sono stati trasmessi dalla Procura di Roma al Ministero della Giustizia, al pg della Cassazione e al Csm, che li ha secretati. Presso l’organo di autogoverno dei magistrati e’ gia’ aperta una pratica in Prima Commissione per accertare se nel filone napoletano dell’inchiesta Consip, siano state commesse irregolarita’. Nei prossimi giorni la Commissione, presieduta dal laico del Pd Giuseppe Fanfani e competente sui trasferimenti d’ufficio per incompatibilita’ ambientale e funzionale dei magistrati, si riunira’ per decidere la convocazione di un primo giro di audizioni. Nel pomeriggio, intanto, e’ tornato negli uffici della procura di Roma, per essere interrogato come indagato per depistaggio, il vicecomandante del Noe, Alessandro Sessa.