Alla fine la maggioranza in Senato tiene sulle mozioni Consip, in tutto cinque quelle presentate, ed arriva ad un ‘gentlemen’s agreement’ con le opposizioni tanto che il Governo, con il sottosegretario Enrico Morando, da’ parere favorevole al dispositivo riformulato messo a punto da ‘Idea’ di Gaetano Quagliariello. I si’ al testo Pd-Ap-Autonomie sono 185, 76 i no e 5 gli astenuti. A favore, viene riferito, vota anche il gruppo Ala di Denis Verdini e l’accordo fa si’ che anche Forza Italia lo faccia con Idea che da’ liberta’ di voto. Nodo politico resta la distanza del Movimento democratico progressista che vota contro le altre mozioni, inclusa quella del Pd e della maggioranza, e insiste sulla necessita’ che il Governo valuti la sospensione delle deleghe al ministro per lo sport, Luca Lotti. Serve aspettare che tutto sia chiarito, e’ la motivazione.
Il presidente Pietro Grasso dichiara subito improponibile la richiesta, ma il gruppo guidato da Cecilia Guerra non demorde: modifica il testo, e sposta dal dispositivo, oggetto di valutazione di ammissibilita’ a norma di regolamento, alla premessa un’identica considerazione. L’Aula di Palazzo Madama, pero’, boccia con 152 no il testo dei democratici progressisti che stamattina il senatore Miguel Gotor ha illustrato attaccando ad alzo zero il ‘familismo’ e ricordando le battaglie di Andreatta: il caso Consip ci dice anche “della messa in pratica di una sorta di chilometro zero del potere, dove tutto si svolge in un fazzoletto di terra in cui si ha l’impressione che il perimetro sia stato troppo spesso tracciato con la squadra e con il compasso toscani”, ha osservato. “Dico compasso – ha proseguito Gotor – per ricordare agli smemorati che il centrosinistra italiano, nato dall’esperienza dell’Ulivo di Romano Prodi e cresciuto nel Pd di Walter Veltroni e Pier Luigi Bersani, aveva a suo fondamento etico-civile la battaglia di Nino Andreatta contro il banco Ambrosiano, contro Sindona, contro la P2. Oggi quell’esperienza e’ costretta a mettere nuove radici altrove anche perche’ e’ sembrato normale, tranquillo, incontrare, che so io, il faccendiere Flavio Carboni per avere una consulenza bancaria”.
“Il livore di Gotor contro Matteo Renzi e contro il Pd fa impressione. La cosa incredibile e’ che Mdp a parole sostenga il governo Gentiloni”, replica subito il Pd Andrea Marcucci. “Il voto su una mozione non puo’ mettere a rischio la vita del governo pero’ senza dubbio questa presa di distanza di Mdp rispetto al governo Gentiloni mi sembra preoccupante. Credo che il presidente del Consiglio sicuramente si fara’ carico di una verifica politica, credo ce ne sia bisogno. Poi se sparano a salve o se sono ambigui, questa e’ una questione che dovete sottoporre a loro”, aggiunge. “Per noi, di certo, il governo deve andare avanti. La legislatura deve continuare, ma senza pretendere di chiuderci la bocca”, e’ la replica di Bersani. “C’e’ stato un dibattito civile”, nota il presidente del Senato, Pietro Grasso. L’esito della votazione era scontato, per il presidente dei senatori Pd, Luigi Zanda, che in Aula aveva chiesto di rinviare la discussione ai giorni successivi all’assemblea Consip, convocata dall’Ad, Luigi Marroni, per il 27 giugno. “E’ andata come doveva andare – dice – c’e’ stata una discussione per certi versi anche inutile, superata visto che il Cda di fatto era gia’ decaduto. Alla fine i gruppi si sono ritrovati su una richiesta specifica”, osserva. Il Movimento 5 Stelle dichiara gravissima la decisione di Grasso di dichiarare improponibile un ordine del giorno a 5 stelle con la richiesta di togliere le deleghe al ministro Lotti, poi vota a favore delle mozioni presentate dalle opposizioni e contro la maggioranza. “Al Senato della Repubblica gli scagnozzi di Renzi stanno tentando di far saltare le mozioni Consipche rischiano di essere la tomba del Giglio Magico per quanto Renzi provi a minimizzarla”, nota Luigi di Maio. “E’ la grana piu’ grande per lui. Sono contento che il presidente Grasso non abbia ceduto alle richieste fittizie di non fare discutere le mozioni”, dice ancora il vicepresidente M5S della Camera, dal restitution day in Toscana. “Lo scandalo Consip rischia di travolgerlo ed e’ per questo che Renzi (lui non e’ indagato ma lo sono tanti renziani) vuole votare presto”, sostiene il deputato M5S, Alessandro Di Battista. “Oggi il Pd ha individuato nell’ad di Consip Luigi Marroni un capro espiatorio da mettere sul banco degli imputati per essere andato dai magistrati a dire la verita’”, attacca la Lega. “Un testimone scomodo che va eliminato per insabbiare le gravi responsabilita’ dell’attuale ministro Lotti. Nella nostra mozione siamo chiari: la Lega e’ contraria a qualsiasi pressione esercitata nei confronti dell’unica persona che ha avuto il coraggio di andare dai magistrati, dire la verita’ e deporre contro Lotti”, sottolinea ancora Stefano Candiani, per il Carroccio.