‘NASCITA IN ITALIA COLLEGATA A PERCORSO DI INTEGRAZIONE’
‘Non e’ nel contratto di governo, ma auspico che si avvii nel Paese, nelle sedi opportune, una riflessione serena’ su questo tema. Lo ha detto il premier Conte a proposito dello ius soli. Il premier ha parlato da Assisi, durante l’incontro con i giovani. Il Custode del Sacro Convento, padre Gambetti, nel suo saluto prima della consegna della ‘Lampada della Pace’ a Re Abdallah di Giordania, ha raccomandato che l’Europa non abdichi alla sua vocazione di essere unita e plurale, ne’ ceda ‘ad illusorie quanto malsane aspirazioni sovraniste’.
“Lo Ius Soli – ha spiegato Conte – apre la prospettiva di concedere la cittadinanza anche in base al fatto di nascere sul territorio italiano. Un criterio che di per se’ non vale molto, perche’ e’ ovvio che nascere sul territorio puo’ essere anche una mera occasione geografica. Occorre qualcosa di piu’, occorre quello che e’ mancato in Italia, perche’ quella politica degli anni scorsi dove abbiamo avuto degli sbarchi incontrollati ci ha impedito di elaborare una politica di integrazione”. Accoglienza indiscriminata, ha proseguito Conte, “e’ uguale a non accoglienza, mancata integrazione e questo fa male perche’ crea paura, diffidenza verso chi arriva. Allora oggi dobbiamo lavorare sull’integrazione”. Conte ha quindi ricordato ai giovani che questo governo e’ nato con un contratto “molto solenne e meticoloso”, e che lo Ius Soli non ne fa parte. Ma, ha aggiungo, “voglio e auspico che si possa avviare un dialogo nelle sedi opportune, in questo caso parlamentare”, una “riflessione serena dove non ci siano reazioni emotive” e si possa valutare “la nascita sul territorio italiano che sia pero’ collegata ad un percorso di integrazione serio”.(