TRUMP, CINA LI FERMI
La COREA del Nord ha annunciato che un missile lanciato oggi, e finito in acque giapponesi, era “intercontinentale”. “Il lancio e’ riuscito”, sottolinea Pyongyang. In precedenza il regime aveva annunciato che avrebbe fatto un importante annuncio in seguito al lancio del missile. E’ piuttosto inusuale per il regime di Pyongyang anticipare un’informazione lo stesso giorno di un test missilistico. Il nuovo missile balistico era stato lanciato dalle coste occidentali della COREA del Nord e avrebbe raggiunto un’area che Tokyo rivendica quale zona economica esclusiva. Il lancio – ha detto il premier giapponese Shinzo Abe – “mostra chiaramente come la minaccia di Pyongyang diventi sempre piu’ pericolosa”. Commenta con dei tweet anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump augurandosi, fra l’altro, che la Cina, tra i principali alleati di Pyongyang, “prema con decisione sulla COREA del Nord e faccia finire questo nonsenso una volta per tutte”.
Il dittatore nordcoreano Kim Jong-un ha mandato di traverso la festa del 4 luglio, Independence Day, agli americani ed in primis al presidente Donald Trump, riuscendo per la prima volta dopo tanti tentativi (l’undicesimo dall’inizio dell’anno) a lanciare un missile balistico intercontinentale (Icbm) in grado di raggiungere il territorio statunitense, in Alaska. Convenzionalmente si considera missile balistico intercontinentale, un vettore in grado di trasportare un carico utile, una testata convenzionale od una nucleare miniaturizzata (l’ultimo elemento che Pyongyang deve ancora dimostrare di essere riuscito ad ottenere) ad oltre 5.500 km di distanza. In questo caso Pyongyang, che voleva solo dimostrare di essere in grado di colpire gli Usa, non ha lanciato il suo missile, un Kn-14 (Hwasong-14), con la classica traiettoria balistica convenzionale per superare i 5.500 km di distanza. Anzi. Lo ha fatto con una traiettoria anomala, con un lancio quasi in perpendicolare eapice della parabola a 2.802 km di quota (a differenza della massima altitudine dei piu’ potenti modelli di Usa e Russia, che possono arrivare a 13.000 km di distanza e ad un’altezza massima di 1.200 km, meno della meta’ del nordcoreano) ed ha volato per 933 km di distanza tra i 37 ed i 40 minuti.
Questi numeri applicati ad una parabola normale di un tradizionale Icbm hanno fatto calcolare agli esperti che il missile avrebbe superato i 5.500 km. Lo scorso 14 maggio, in quello che era finora considerato il maggior successo missilistico nordcoreano, il missile aveva raggiunto una quota apicale di 2.100 km (700 in meno rispetto all’odierna) ed si era calcolato che fosse un missile a raggio intermedio tra i 3.500 ed i 5.500 km, quindi inferiore alla distanza che fa diventare un vettore intercontinentale. L’elemento che ancora manca a Pyongyang per diventare una potenza nucleare a tutti gli effetti e’ ridurre le dimensioni dell’ordigno atomico per farlo entrare dentro la testata del missile. Usa e Russia si sono spinti cosi’ avanti che sono riusciti ad arrivare ad una tale livello di miniaturizzazione di una bomba atomica da farne entrare fino a 10 ed indipendenti (Mirv, ognuna si dirige su un bersaglio diverso) nell’ogiva di ogni loro missile.
E’ la prima volta che Pyongyang sostiene di avere testato un missile balistico intercontinentale: un passo avanti importante nel programma di armamenti nordcoreano, che punta a realizzare missili ICBM capaci di montare testate nucleari in grado di colpire gli Usa. A ulteriore beffa, il test e’ stato realizzato nel giorno in cui gli Usafesteggiano l’Indipendenza e a tre giorni dal vertice del G20 che si aprira’ venerdi’ ad Amburgo. Il lancio e’ stato fatto alle 09:40, ora locale, le 02:40 della notte in Italia: il missile e’ partito dalle coste occidentali del Paese, dalla base aerea di Banghyon, nella provincia di Pyongyang del Nord, non lontana dal confine con la Cina, ed e’ finito nel Mare del Giappone, in un’area rivendicata da Tokyo come Zona economica esclusiva. Subito dopo l’esercito americano ha detto che si trattava di un missile di gittata intermedia e che non costituiva una minaccia per l’America del Nord. Ma passate poche ore Tokyo ha fatto sapere che il missile aveva volato ad un’altitudine “di gran lunga superiore” ai 2500 chilometri, una altitudine eccezionale che in effetti ha fatto subito pensare a un un missile di gittata intercontinentale. Per ora, dopo i dati forniti da Pyongyang su ipogeo e la distanza, Usa, Corea del Sud e Giappone non hanno ancora confermato che si tratti effettivamente di un missile intercontinentale. Il test, il primo dallo scorso 8 giugno, quando Pyongyang lancio’ un missile da crociera, avviene dopo l’incontro alla Casa Bianca fra Trump, e il nuovo capo dello Stato sudcoreano, Moon Jae-in. Seul ha chiesto una riunione d’urgeza del Consiglio di sicurezza dell’Onu. I ripetuti test nordcoreani hanno aumentato negli ultimi mesi la tensione nell’area e causato un’irritazione crescente a Washington. Gli esperti ritengono che il regime non abbia la capacita’ di indirizzare un missile balistico intercontinentale con precisione contro un bersaglio, tanto meno che sia in grado di miniaturizzare una testata nucleare che possa essere montata su un missile. Ma certo il nuovo lancio desta preoccupazione.