MILIARDI DA RISTRUTTURAZIONE TETTO A STIPENDI MANAGER E NUOVO BUSINESS
‘utile netto di MPS al 2021 sara’ superiore a 1,2 miliardi di euro, con un Roe pari al 10,7%. E’ quanto prevede il piano di ristrutturazione approvato dalla Ue. Il piano punta poi su 5.500 gli esuberi nel gruppo MPS nel 2017-2021, 4.800 dei quali attraverso l’attivazione del fondo di solidarieta’. Gli esuberi sono 5500, le filiali da chiudere sono circa 600 delle attuali 2000. Prevista inoltre la cessione al fondo Atlante 2 delle tranche junior e mezzanine delle sofferenze, ad un prezzo pari al 21% del loro valore lordo. In tutto, le sofferenze lorde da dismettere da parte del gruppo ammontano a 28,6 miliardi lordi. L’Ad Morelli commenta: ‘E’ una svolta importante, una pietra miliare per ripristinare un percorso di crescita per MPS’.
La Commissione Ue ha approvato aiuti di Stato da 5,4 miliardi di euro per la ricapitalizzazione precauzionale di Mps, dopo l’accordo di massima sul piano di ristrutturazione raggiunto il 1 giugno 2017 dalla Commissaria Vestager e dal ministro Padoan. La ristrutturazione di Mps sara’ fatta in 5 anni, durante i quali si impegna a riorientare il suo modello di business verso la clientela al dettaglio e le Pmi, e fissa un tetto retributivo per i dirigenti corrispondente a 10 volte il salario medio dei dipendenti. Per avere l’ok della Ue ‘gli azionisti e i creditori subordinati di Mps hanno fornito un contributo pari a 4,3 miliardi di euro per limitare l’uso di denaro dei contribuenti’.
Lo Stato salirà in Mps in due tappe dopo il via libera arrivato dalla Commissione europea che autorizza gli aiuti di Stato da 5,4 miliardi per la ricapitalizzazione precauzionale. Il timing dell’operazione prevede nei prossimi giorni il varo dei relativi decreti. Uno riguardante il burden sharing (la condivisione degli oneri con gli azionisti e i detentori di obbligazioni subordinate) mentre l’altro provvedimento del Mef definirà condizioni dell’ingresso dello Stato e il prezzo di sottoscrizione dell’aumento di capitale. Entro il mese di luglio quindi il Tesoro procederà alla iniezione di 3,9 miliardi di euro nel capitale di Mps. La parte restante, vale a dire 1,5 miliardi, verrà utilizzata per acquistare le azioni presso la clientela retail nell’ambito della conversione dei bond subordinati. Tempo previsto in autunno in quanto il cda di Mpsdovrà definire termini e modalità dell’offerta. Al termine dell’operazione il Tesoro deterrà il 70% di Mps. L’aumento di capitale complessivo ammonta a 8,1 miliardi di euro, in calo rispetto agli 8,8 miliardi che erano stati indicati. La presenza dello Stato nel capitale di Mps sarà temporanea, come ha ricordato il presidente dell’istituto senese, Alessandro Falciai, sottolineando che il piano che ha ricevuto l’ok della Commissione europea scade nel 2021 ma l’auspicio è che il Tesoro esca prima della scadenza. Sull’intervento dello Stato, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha sottolineato che “oggi è un punto di svolta molto importante per la banca e per l’intero sistema bancario italiano” e rispondendo alle domande della stampa ha indicato di “avere la massima fiducia nel management di Mps”. Padoan si è detto fiducioso sull’intervento con la prospettiva di incassare un beneficio economico. “Se si proietta nel giro di qualche anno la situazione economica e la situazione specifica della banca, sono fiducioso che il denaro pubblico sarà non solo recuperato ma darà anche un premio”. Padoan e l’ad di Mps, Marco Morelli, hanno inoltre indicato tempi rapidi per il ritorno alle quotazioni in Borsa. “Sono continui i colloqui con le autorità di vigilanza – ha precisato Morelli – e il ritorno alle quotazioni avverrà non appena avremo un patrimonio uniforme”.
Con il via libera della Commissione europea all’intervento dello Stato nel capitale di Mps, la banca senese – piu’ di 25.000 dipendenti, 1.860 filiali e un patrimonio da 6 miliardi – chiude un anno trascorso in bilico fra bail-in e salvataggio. L’obiettivo ora e’ invertire il trend, dopo aver chiuso il 2016 con un buco da 3,6 miliardi (169 milioni il rosso del primo trimestre 2017).
29 luglio 2016 – Con un crollo a -2,44% del Cet1, Mps e’ la peggiore fra le 51 banche del Vecchio continente sottoposte allo stress test dell’Autorita’ bancaria europea. 29 luglio – Poche ore prima della diffusione dei risultati degli stress test, il cda di Montepaschi aveva varato un’operazione che prevedeva la cessione dell’intero portafoglio crediti in sofferenza (per un valore lordo di 27,7 miliardi di euro) e un aumento di capitale da 5 miliardi. 8 settembre – L’A.d Fabrizio Viola si dimette 14 settembre – Marco Morelli e’ il nuovo A.d. Nello stesso cda, il presidente Massimo Tononi rassegna le dimissioni. 24 ottobre – Il cda approva il piano industriale 2016-2019 che prevede 2.600 esuberi e la chiusura di 500 filiali, oltre alla cessione delle sofferenza e all’aumento di capitale.
1 novembre – Corrado Passera ritira la sua proposta di salvataggio di Mps, presentata il 13 ottobre, “formulata per conto di investitori di cui non sono state rese note le generalita’”, ricordo’ la banca nel bilancio 2016. 24 novembre – L’Assemblea approva il rafforzamento di capitale da 5 miliardi attraverso una conversione volontaria dei bond subordinati in azioni, la ricerca di grandi investitori e un aumento di capitale sul mercato. Alessandro Falciai viene nominato presidente.
7 dicembre – Dopo la bocciatura del referendum costituzionale e le dimissioni del governo Renzi, Mps chiede alla Bce di far slittare al 20 gennaio il termine per la ricapitalizzazione, che Francoforte aveva fissato per la fine di dicembre. La Bce respinge la richiesta. 19 dicembre – Parte l’aumento di capitale sul mercato 22-23 dicembre – La conversione volontaria dei bond subordinati va bene (2,4 miliardi di euro), ma non si trovano grandi investitori e l’aumento di capitale sul mercato fallisce. Il governo vara il decreto salva-risparmi. Mps invia alla Bce la richiesta di ricapitalizzazione precauzionale e a Bankitalia e Tesoro un’istanza per l’ammissione alla garanzia dello Stato per l’emissione di bond. 26 dicembre – La Bce indica in 8,8 miliardi il fabbisogno di capitale per Mps 9 marzo – Il Cda approva la proposta preliminare del Piano di Ristrutturazione da inviare in Ue 30 giugno – Il cda esamina il Piano di ristrutturazione emerso dal confronto fra autorita’ italiane ed europee 4 luglio – La commissione europea da’ il via libera al piano e quindi alla ricapitalizzazione precauzionale.
Le crisi delle banche italiane, da Mps alle due venete, sono state risolte “in piena aderenza alle regole europee”, con le “direttive applicate per ottenere risultati positivi per le singole banche e per il sistema bancario”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan in conferenza stampa dopo il via libera Ue alla ricapitalizzazione precauzionale di Siena, sottolineando che “sara’ utile trarre da questa esperienza italiana delle lezioni per il funzionamento dell’unione bancaria”. “Ci sono aspetti – ha aggiunto – che devono essere vagliati per trarne una lezione per costruire l’Unione bancaria del futuro”. “Questo intervento permette di non scaricare sui contribuenti i costi dei salvataggi e ci saranno misure di ristoro dei risparmiatori”. Lo ha detto il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan su Mps. Il piano, ha aggiunto, “si basera’ su stime prudenziali dell’economia e quindi sara’ un piano sostenibile e prudente”, ha aggiunto il ministro.