DA CONSIGLIO SICUREZZA ONU CONDANNA ‘FORTE’ LANCIO PYONGYANG. COREA SUD RISPONDE CON BOMBE
Pyongyang prosegue con le minacce agli Usa: il missile volato sul Giappone e’ il ‘preludio’ per Guam, l’isola che ospita la piu’ grande base americana dell’area. Seul ha gia’ risposto sganciando 8 bombe MK-84 nella provincia di Gangwon, vicino al confine con il Nord, mentre il presidente Usa Trump ha ribadito che ‘tutte le opzioni sono sul tavolo’, definendo ‘inutile’ la strada del dialogo. Ma il segretario alla Difesa Mattis frena.
Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ”condanna fortemente” il lancio del missile da parte della Nord Corea e chiede che tutti gli Stati membri ”attuino pienamente, in modo rigoroso e veloce” le sanzioni imposte dalle Nazioni Unite. Tuttavia, non si minacciano nuove sanzioni del Consiglio stesso. Arriva nella notte italiana la risposta delle Nazioni Unite alla nuova sfida di Pyongyang. Che poco prima ha minacciato ancora gli Stati Uniti, comunicando che il missile e’ solo il ”preludio” per Guam, citando l’isola nell’oceano Pacifico occidentale sede di basi navali e aeree americane. Si conclude cosi’ il ”day after” del lancio nordcoreano, segnato dalla reazione di Seul, con 8 bombe MK-84 sganciate nella provincia di Gangwon, vicino al confine con il Nord, dal presidente Usa Donald Trump a ribadire che ”tutte le opzioni sono sul tavolo”, mentre Russia e Cina hanno lanciato ”inviti alla moderazione”.
Il missile che ha sorvolato il Giappone è solo un preludio significativo verso altre operazioni militari che hanno come obiettivo l’isola di Guam. Questa la nuova minaccia della Corea del Nord al territorio americano nel Pacifico, secondo quanto riporta la Cnn, che cita i media di Stato. Stando a quanto riferito da ufficiali del regime al sito, Kim Jong-un si è detto “molto soddisfatto del lancio”, che non ha fatto altro che innalzare la tensione tra Pyongyang e gli Usa. L’ufficio del governatore di Guam, tuttavia, ha dichiarato che non c’è alcun cambiamento nel livello di allerta sull’isola. “Sappiamo che, in base al comportamento della Corea del Nord negli anni precedenti, dal regime ci si può aspettare azioni ma anche tanta retorica”, ha dichiarato George Charfauros, consigliere per la Sicurezza di Guam.
La Corea del Nord ha confermato oggi di aver lanciato un missile balistico intermedio che ieri ha sorvolato il Giappone. E’ la prima volta che Pyongyang ammette un lancio che sorvola il paese vicino. Ma Kim Jong Un, il leader nordcoreano, non si è limitato a questo e ha minacciato “ulteriori lanci balistici” verso l’Oceano Pacifico. Già nel 2009 e poi nel 1998 missili nordcoreani avevano sorvolato il Giappone. Ma allora Pyongyang aveva dichiarato che si trattava di lanci a scopo civile, mentre Tokyo, Washington e Seoul ne denunciavano la natura militare.
Il missile intermedio Hwasong-12, ha spiegato l’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana Kcna, “ha attraversato il cielo sulla penisola di Oshima, che si trova nell’isola di Hokkaido, e sul capo Erimo, seguendo una traiettoria regolare, ed è caduto con precisione nelle acque del Pacifico settentrionale”, ha scritto la Kcna. “Il test – ha continuato – non ha avuto impatto sulla sicurezza dei paesi vicini” Il lancio è avvenuto sotto la supervisione di Kim Jong Un, ha indicato l’agenzia. Questi ha espresso “grande soddisfazione” dopo il lancio, ha precisato la Kcna. Il leader ha inoltre affermato che ci saranno “altri test di missili balistici in futuro, che avranno come obiettivo il Pacifico”.
Il test era stato fissato per il 29 agosto per marcare il 107mo anniversario del trattato del 1910 tra Giapppone e Corea. All’epoca iL Sol Levante fece della Corea una sua colonia. Kim “ha espresso – ha scritto la Kcna – il rancore contenuto da lungo tempo nel popolo coreano” contro “i crudeli abitanti dell’arcipelago giapponese insensibile al sanguinoso 29 agosto”. Il lancio di ieri ha portato a una condanna una del Consiglio di sicurezza dell’Onu, che si è riunito d’urgenza.
Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite ha condannato unanimemente il lancio di un missile balistico effettuato ieri dalla Corea del Nord, che ha sorvolato il Giappone per poi inabissarsi nell’Oceano Pacifico. In una riunione d’emergenza a porte chiuse convocata da Stati uniti e Giappone, l’inviato nipponico ha suggerito l’opportunità che venga decisa una nuova dichiarazione di sanzioni. “Il prossimo passo parte ora. Non possiamo predire l’esito, ma io certamente spero che ci sarà una forte risoluzione dopo questa dichiarazione”, ha detto Koro Bessho.
Fonti diplomaticbhe hanno spiegato che la velocità con la quale i membri hanno reagito evidenzia una volontà di restare uniti. “Il Consiglio di sicurezza sottolinea che queste azioni della Repubblica democratica popolare di Corea non sono solo minacce alla regione, ma a tutti gli stati membri”, si legge nella dichiarazione. “Il Consiglio di sicurezza – continua – esprime la sua grave preoccupazione che la Repubblica democratica popolare di Corea stia, con un lancio del genere contro il Giappone e con le recenti azioni e le pubbliche dichiarazioni, deliberatamente minando la la pace e la stabilità della regione”.
L’organo massimo di sicurezza dell’Onu ha chiesto che laCorea del Nord, già oggetto di sette cicli di sanzioni Onu, si sottoponga alle esistenti risoluzioni, il che vuol dire “abbandonare tutte le armi nucleari e i programmi nucleari esistenti in maniera completa, verificabile e irreversibile, e cessi tutte le attività connesse”. Pyongyang non deve “condurre più alcun ulteriore test nucleare o ulteriore provocazione; deve abbandonare tutte le armi di distruzione di massa in maniera completa, verificabile e irrebversibile”.