USA A SEUL. CINA CHIEDE RITORNO AI NEGOZIATI
‘L’era della pazienza strategia e’ finita’ con la Corea del Nord: cosi’ il vicepresidente americano Pence, aggiungendo che gli Usa useranno ‘qualsiasi mezzo necessario’ per proteggere la Corea del Sud. Pence ha visitato la zona di confine demilitarizzata tra le coree e in giornata vedra’ il premier sudcoreano Hwang. Di fronte a una ‘situazione molto delicata e pericolosa’ la Cina esorta tutte le parti coinvolte a dare prova di moderazione astenendosi da provocazioni e ‘tornare al tavolo negoziale e risolvere i problemi con mezzi pacifici’.
E’ sempre più tesa la situazione nelle penisola di Corea, in questi giorni di muso contro muso tra il regime del Nord e il presidente Usa Donald Trump. Oggi il vicepresidente americano Mike Pence si è recato nella zona demilitarizzata al confine tra la Corea del Nord e la Coreadel Sud insieme al premier di Seul Hwang Kyo-Ahn, e insieme le amministrazioni di Corea del Sud e Usa hanno deciso di anticipare il dispiego dello scudo antimissile Thaad, che dovrebbe servire a prevenire eventuali attacchi di Pyongyang. E Pence, in conferenza stampa, ha spiegato senza mezzi termini che “l’era della pazienza strategica è finita. Tutte le opzioni sono sul tavolo”. La risposta della Corea del Nord è stata ugualmente minacciosa: “Noi vogliamo la pace – ha detto il viceministro degli Esteri della Corea del Nord, Han Song Ryol ad al-Jazeera – ma non la imploriamo: a qualsiasi aggressione ci sarà una risposta con effetti sul territorio degli Stati Uniti. Le armi nucleari nordcoreane non saranno soggette a contrattazione politica”. E la tensione sale, tanto che una grande potenza come la Cina esorta tutti alla moderazione: “La situazione molto delicata e pericolosa” dice il portavoce del ministero degli Esteri Lu Kang, bisogna “tornare al tavolo negoziale e risolvere i problemi con mezzi pacifici”.
“La Corea del Nord farebbe bene a non mettere alla prova la determinazione” del presidente Usa, Donald Trump: da Seul, il numero due dell’Amministrazione Trump, Mike Pence, ha lanciato un nuovo monito al regime di Pyongyang. A coronamento di una due giorni pasquale ospite dell’alleato sudcoreano, Pence ha ricordato “la forza e la risolutezza” usati da Trump negli attacchi militari sferrati in Siria e in Afghanistan nelle ultime due settimane. “La Corea del Nord farebbe bene a non mettere alla prova la sua determinazione e la potenza delle forze armate degli Stati Uniti in questa regione”, ha aggiunto Pence, al termine dei colloqui a Seul con il presidente ‘ad interim’, il premier Hwang Kyo-Ahn. “Sconfiggeremo qualsiasi attacco e faremo fronte a qualsiasi utilizzo di armi convenzionali o nucleari con una risposta superiore ed efficace”. Poche ore prima, visitando la Dmz, la zona demilitarizzata che divide le due Coree al 38mo parallelo, il vicepresidente statunitense aveva detto che “l’era della pazienza strategica e’ finita”. E adesso gli Usa fanno leva sulla Cina affinche’ usi “le sue straordinarie leve” per fare pressione affinche’ Pyongyang abbandoni le armi: Pence si e’ augurato che la Cina “faccia di piu'” per aiutare a risolvere il problema. Washington vuole riportare la sicurezza “con mezzi pacifici, mediante il negoziato”, ha ribadito il vicepresidente, parlando a pochi metri da quello che ha definito come “una frontiera di liberta’” e definendo l’alleanza tra Usa e Corea del Sud come “corazzata ed immutabile”. Ma tutte le opzioni sono sul tavolo”. Cresce quindi la tensione nella penisola coreana dove gli Usa potrebbero lanciare un attacco preventivo. Durante la permanenza di Pence a Seul, gli Usa e la a Coreadel Sud, hanno anche deciso di anticipare il dispiegamento dello scudo antimissile Thaad. In realta’ la decisione spettera’ al prossimo presidente sudcoreano, quello che uscira’ dal voto del 9 maggio. Favotrito nei sondaggi e’ Moon Jae-In, l’ex capo del Partito Democratico, principale formazione dell’opposizione, che ha una posizione piu’ vicina alla linea morbida e dialogante di Pechino. L’elezione dovrebbe far oscillare la Corea del Sud su posizioni lontane da politiche conservatrici e dunque far cambiare le alleanze in questa area del Pacifico. Il Partito Democratico e’ sempre stato contrario al dispiegamento del Thaad e chiede invece un maggiore impegno a lavorare con la Corea del Nord per arrivare alla sua denuclearizzazione.