Gli Stati Uniti inaspriscono la loro politica commerciale nei confronti dell’India. La Casa Bianca ha annunciato oggi un aumento dei dazi del 25% sulle importazioni indiane, che si sommano a un precedente 25%, portando l’aliquota totale al 50%. La decisione, comunicata tramite un ordine esecutivo del presidente Donald Trump, è una ritorsione per l’importazione di petrolio russo da parte dell’India.
“Ho scoperto che il governo indiano sta attualmente importando direttamente o indirettamente petrolio dalla Federazione Russa”, ha dichiarato il presidente Trump nell’ordine esecutivo. Le nuove tariffe entreranno in vigore tra 21 giorni.
L’India aveva già espresso il proprio dissenso in merito ai primi dazi. Il ministero degli Esteri indiano, in una nota, aveva sottolineato come il Paese si senta preso di mira dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea per aver acquistato petrolio dalla Russia, nonostante le stesse nazioni critiche continuino a intrattenere scambi commerciali con Mosca.
Anche il Brasile, intanto, ha deciso di ricorrere all’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) contro l’aumento dei dazi al 50% deciso dall’amministrazione Trump, che nel suo caso sono entrati in vigore oggi. Il governo brasiliano ha presentato una richiesta di consultazione e, in mancanza di un accordo, potrebbe avviare un arbitrato.
Apple è pronta a investire altri 100 miliardi di dollari negli Stati Uniti, portando il suo impegno totale a 600 miliardi di dollari nei prossimi quattro anni. L’annuncio, secondo quanto riportato da un alto funzionario dell’amministrazione statunitense, era atteso per oggi in un evento con il presidente Donald Trump.
Questo nuovo impegno si aggiunge a un precedente annuncio di febbraio, in cui Apple aveva promesso di spendere più di 500 miliardi di dollari e assumere 20.000 persone negli Usa. L’investimento è visto come un successo per la politica economica “America First” del presidente Trump, che con la leva dei dazi ha spinto le aziende a riportare la produzione in patria.
La Casa Bianca ha confermato l’imminente annuncio in una nota, definendo l’accordo con Apple “un’ulteriore vittoria” per il settore manifatturiero americano e per la sicurezza nazionale. L’iniziativa arriva nonostante Apple abbia recentemente registrato costi più elevati a causa dei dazi imposti dalla stessa amministrazione Trump sui componenti e prodotti importati.
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