Tensione alle stelle tra Brasile e Stati Uniti dopo l’annuncio da parte del presidente americano Donald Trump di dazi del 50% sui prodotti brasiliani importati. Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha risposto con fermezza in un discorso alla nazione registrato e diffuso ieri sera alle 20:25 (ora locale), definendo la mossa di Washington un “ricatto inaccettabile”.
“Il Brasile è sempre stato aperto al dialogo”, ha esordito Lula nel suo intervento di 4 minuti e 38 secondi, sottolineando come il suo governo abbia tenuto oltre dieci incontri negoziali con gli Stati Uniti e avesse inviato una bozza confidenziale il 16 maggio scorso, rimasta senza risposta da parte di Washington.
Il culmine del discorso è arrivato con una chiara affermazione di sovranità: “Siamo un paese di pace, senza nemici, crediamo nel multilateralismo e nella cooperazione tra le nazioni ma nessuno dimentichi che il Brasile ha un solo padrone, il popolo brasiliano”, ha tuonato Lula, lanciando un messaggio inequivocabile all’amministrazione Trump.
Ma lo scontro non si limita alla politica commerciale. Lula ha anche affrontato le critiche di Trump riguardo al processo contro l’ex presidente Jair Bolsonaro per un presunto tentativo di golpe, definendole un “grave attentato alla sovranità nazionale”. La sua indignazione, ha spiegato, è ulteriormente alimentata dalla consapevolezza che “questo attacco al Brasile ha il supporto di alcuni politici brasiliani”.
Il presidente non ha usato mezzi termini per definire questi ultimi, apostrofandoli come “veri traditori della patria” che “scommettono sul ‘quanto peggio, meglio'” e che “non si preoccupano dell’economia del paese e dei danni causati al nostro popolo”. Un’accusa diretta a quella parte della classe politica brasiliana che, a suo dire, mina la stabilità e la giustizia interna del paese in nome di interessi esterni.
La crisi tra le due maggiori economie delle Americhe si preannuncia quindi su più fronti, dai dazi commerciali alle questioni di ingerenza politica, con Lula che si pone a strenuo difensore della sovranità e degli interessi nazionali brasiliani.