Il piano anticorruzione delle amministrazioni e’ rimasto sostanzialmente ‘un pezzo di carta’. E’ la denuncia del presidente dell’Autorita’ anticorruzione Raffaelle Cantone che rileva pure il ‘parziale insuccesso’ del whistleblowing, il meccanismo di segnalazione di illeciti, irregolarita’ e frodi da parte dei lavoratori. Per Cantone inoltre ‘la realizzazione di alcune grandi infrastrutture ha confermato numerose criticita’, quali le carenze nella progettazione e l’apposizione di numerose varianti e riserve’.
“Per tantissimi anni in questo Paese di corruzione non si e’ nemmeno parlato”. Lo ha detto il presidente dell’Autorita’ anticorruzione, Raffaele Cantone,al termine della presentazione della relazione annuale dell’Anac. “Molti fanno calcoli – ha spiegato Cantone – ma la corruzione e’ un fenomeno che per natura si nasconde, le classifiche ed i numeri che si fanno non hanno carattere di scientificita’”. Il presidente dell’Autorita’ ha anche spiegato che “c’e’ stata una quantita’ enorme di esposti all’Anac, ma la qualita’ degli stessi lascia ancora a desiderare”.
“Mi sento di poter affermare che iniziano a intravedersi le prime tracce degli ‘anticorpi’ che si stanno inserendo nel sistema”. Lo sottolinea, nella Relazione annuale al Parlamento, il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele CANTONE. I dati sull’incremento considerevole delle segnalazioni nel 2015 “testimoniano oltre che la fiducia riposta nell’Autorità, di cui siamo orgogliosi, un ‘risveglio’ da parte di operatori e cittadini, stanchi di un sistema spesso incapace di gestire risorse pubbliche destinate a opere e servizi fondamentali per la collettività”. L’Autorità, spiega il presidente, “ha sempre sostenuto che la corruzione non può essere affrontata attraverso azioni unilaterali ma richiede, piuttosto, interventi molteplici e contestuali. Oltre all’attività repressiva, svolta egregiamente dalla magistratura, sono necessari un’efficace azione di prevenzione da parte di tutti gli attori in campo e un cambiamento culturale da parte di cittadini, imprese e amministrazioni pubbliche”. “Proprio perché consapevoli della necessità di coinvolgere le tante energie in campo per condurre quella che deve essere una ‘battaglia comune’ e per superare la logica autoreferenziale dei ‘compartimenti stagni’, l’Autorità – ricorda CANTONE – ha strutturato nel tempo una rete di rapporti istituzionali, sia a livello internazionale che nazionale, per favorire lo scambio delle informazioni e una più efficace azione di prevenzione e contrasto della corruzione”.