MAI PARLATO DI INCIUCI O SCAMBI POLTRONE
Il candidato M5s rassicura gli ‘investitori istituzionali’ in un incontro alla City di Londra: ‘Non siamo populisti, abbiamo un programma chiaro e la volonta’ di andare al governo’. E Salvini nega di poter governare col M5s.
“Quanto riportato dall’agenzia Reuters non corrisponde al vero. Agli investitori internazionali incontrati oggi a Londra ho ribadito ciò che ho sempre detto: che il giorno dopo le elezioni, se non dovessimo avere la maggioranza dei seggi, farò un appello pubblico a tutte le forze politiche invitandole a convergere sui temi e sulla nostra squadra di governo, senza alcun tipo di alleanze, inciuci o scambi di poltrone di governo”. Lo scrive Luigi di Maio sulla sua pagina Facebook.
“Luigi Di Maio ha detto semplicemente che non possiamo dire adesso con quali partiti” ci potrebbe essere una convergenza “sui nostri punti” post-voto “perche’ non sappiamo la loro consistenza”. Cosi’ fonti del M5S precisano all’ANSA una notizia della Reuters. Secondo l’agenzia, che cita una fonte anonima presente agli incontri alla City, Di Maio avrebbe “detto che, se non avra’ seggi sufficienti per governare da solo, vede la probabilita’ di un governo sostenuto da tutti i principali partiti, Pd, Fi, Lega, inclusi i 5 stelle”.
Esclusi, ‘riciclati’ da altri partiti, diffide e ad oggi nessun numero sulle parlamentarie: e’ ancora polemica sulle liste di M5s e ad accendere il malumore nella base, c’e’ quella che viene definita una ‘deriva’ del Movimento: da una parte, l’apertura ai candidati esterni su cui molti storcono il naso non vedendosi ‘premiati’ dopo anni di lavoro sul territorio; e dall’altra, soprattutto, il coinvolgimento di tanti che hanno avuto un passato in altre forze politiche. Passato che viene alla luce un minuto dopo la presentazione alla stampa, vedi il caso dell’ammiraglio Rinaldo Veri, il primo ad essere presentato da Luigi di Maio al Tempio di Adriano e il primo a doversi ritirare perche’ gia’ consigliere comunale a Ortona con una lista civica vicina al Pd. E tanti sono gli altri venuti alla luce. In ambienti 5 stelle, pero’, c’e’ chi liquida la questione dicendo che se si vogliono le competenze, e’ inevitabile che si trovino tra coloro che hanno un passato politico. Certo, non manca la “delusione” e i mal di pancia tra i duri e puri del Movimento che rimpiangono i tempi in cui non c’erano tutte queste deroghe. Tra l’altro, si da’ per scontata, secondo quanto viene riferito, una percentuale a due cifre di parlamentari che comunque finiranno per ‘tradire’ il gruppo per passare al Misto o andare in altri partiti. Una percentuale fisiologica del 10% o anche piu’, come quella che gia’ Beppe Grillo aveva previsto nelle elezioni di 5 anni fa. Luigi di Maio pero’ difende le sue scelte. E sui candidati dice netto: “”Abbiamo l’unica squadra di candidati diversa mentre gli altri hanno preso o fedelissimi o impresentabili. Noi abbiamo aperto liste e fatto arrivare persone che porteranno competenze, storie personali ed entusiasmi. Oltre ai parlamentari uscenti. Tutto questo ci deve rendere orgogliosi. E’ incredibile che i giornali fanno le pulci ai nostri candidati quando di la’ c’e’ ‘Giggino ‘a purpetta’ che era l’autista di Raffaele Cutolo, il capo della Nuova camorra organizzata…”.
Marco Grimaldi, candidato di Leu a Torino, dopo aver sollevato il caso di chi arriva in M5s dopo essere stato vicino ad altri partiti tradizionali, oggi ha scritto una lettera a di Maio via Facebook per ‘denunciare’ Paolo Turati, dal passato pro Forza Italia ma oscurato sul web: “Non vorrei che ci fossero malintesi, ognuno ha la sua storia – scrive Grimaldi – so bene che molti eletti e candidati 5 stelle hanno delle storie politiche molto diverse, proprio perche’ il Movimento raccoglie tanti delusi dei due vecchi poli nati negli anni ’90. Il personaggio dicui parlavo ieri ne ha piu’ d’una: prima sostiene la candidatura di Bresso nel 2010, poi pero’ passa con Cota, poi sostiene Porchietto e Picchetto Fratin. Legittimo? Ci mancherebbe. Come e’ legittima la sua storica amicizia con un altro ex big di Forza Italia come Angelo Burzi, con cui ha dato vita alla fondazione Magellano, o l’attivismo nella fondazione Magna Charta dell’ex ministro Gaetano Quagliariello. Pero’ perche’ non rivendicarlo allora? Perche’ cancellare le tracce? Sono passate le prime 12 ore e non c’e’ alcuna risposta, non un commento ufficiale. Forse non arrivera’ mai ma, nel frattempo, spariscono i profili social, i siti, le foto, le ricerche su Google. Tra qualche ora non vedremo piu’ niente, se non nel deep web” rincara la dose Grimaldi. Dal nord al sud: a Catanzaro spunta il caso di un ex assessore di una giunta a guida Pd candidata con il Movimento 5 stelle: Silvia Vono, aspirante senatrice nel collegio uninominale che abbraccia i comuni delle province di Catanzaro e Vibo Valentia. Avvocato di Soverato, e’ stata in Giunta con Ernesto Alecci, dopo aver presieduto il circolo locale di Italia dei Valori. Alecci e’ a sua volta in corsa per il Parlamento, sotto le insegne del Pd. A Soverato c’e’ chi indica la Vono come molto vicina al partito diRenzi, tanto da aver sostenuto nel 2014 la candidatura di Flora Scuco in Consiglio regionale in una lista satellite del Pd e nel 2015 lo stesso Alecci eletto sindaco per un secondo mandato. La vicenda sembra, dunque, aprire un nuovo caso nel Movimento guidato oggi da Luigi di Maio. L’interessata, contattata dall’Agi, preferisce non rilasciare dichiarazioni telefoniche e annuncia un comunicato stampa.
Intanto, nessuna cifra viene ancora resa nota sulle parlamentarie. Cifre che dovevano arrivare gia’ ieri, secondo quanto annunciato dallo stesso Di Maio, ma che ancora restano avvolte nel mistero. E su questo non mancano gli attacchi dagli altri partiti. Come Forza Italia. “Francamente non si capisce per quale motivo nell’era dell’innovazione tecnologica e della possibilita’ di avere nell’immediato qualunque tipo Di informazione, addirittura in tempo reale, il risultato delle famose parlamentarie del Movimento 5 Stelle, a distanza Di oltre una settimana, si e’ disperso nelle nebbie di chi sa quali misteri se non di manipolazioni. Un segnale che la dice lunga sulla democraticita’ interna di un movimento che sta sempre piu’ assumendo sembianze organizzative inquietanti” attacca Paolo Naccarato, in corsa per Forza Italia alle prossime elezioni politiche, da Cosenza. La stessa citta’ dove ha presentato ricorso, per la sua esclusione dalle liste, l’avvocato Ugo Morelli. La causa d’urgenza che ha avviato sara’ esaminata domani dal giudice Massimo Lento. L’udienza e’ fissata per le 11 di domani. Morelli, attivista grillino, aveva denunciato la sua ingiustificata esclusione dalle liste del Movimento, nonostante abbia, a suo dire, seguito tutte le procedure previste dai regolamenti interni al Movimento, avanzando la sua candidatura attraverso la piattaforma on line. Morelli e’ assistito nella sua battaglia legale dal Codacons. Intanto, dalla Puglia, partono le prime diffide individuali a Grillo e Di Maio, con l’accusa rivolta al Movimento 5 stelle di essere diventato il ‘partito di Di Maio’. “He founded another party”, scrive su twitter Luciano Foresta. L’iniziativa e’ partita da alcuni attivisti del comitato #Annullatetutto – un passo politico che non esclude possibili ricorsi per via legali da parte dei singoli – e che rappresenta tutti coloro che si lamentano all’interno del Movimento per l’esclusione dalle liste di tanti attivisti che sul territorio ci hanno ‘messo la faccia’. Di Maio pero’ va avanti per la sua strada. Oggi e’ stato a Londra per incontrare gli investitori internazionali, accompagnato da Lorenzo Fioramonti, candidato nel collegio uninominale a Roma. Entrambi sottolineano che “i feedback sono positivi”. E Fioramonti spiega che quello intrapreso “e’ un processo” che serve “per correggere la percezione che investitori, partner e media stranieri hanno del Movimento; per far capire una volta per tutte che abbiamo un programma solido, delle intenzioni serie e che vogliamo davvero portare un vento di innovazione in Europa”.