‘KIM E’ UN DEPRAVATO’, E GUANTANAMO RESTERA’ APERTA
Ieri sera a Capitol Hill il primo discorso di Trump sullo stato dell’Unione. Il presidente Usa parla di un “nuovo momento americano” e si dice disposto a “lavorare con membri di entrambi i partiti” accantonando “differenze” e cercando “unita’”. Torna ad attaccare Pyongyang, parlando della “natura depravata di Kim”. Rilancia sul suo piano immigrazione e ne torna a chiedere l’approvazione, poi ricorda: anche gli americani sono ‘dreamers’. Guantanamo restera’ aperta, ha annunciato. Russiagate: oggi l’audizione di Bannon in commissione alla Camera.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha tenuto ieri sera il suo primo discorso sullo stato dell’Unione, di fronte alle Camere del Congresso federale riunite in sessione comune. A un anno dall’inizio del suo mandato, il presidente ha rivendicato i successi della sua amministrazione sul fronte economico e occupazionale, parlando di un “nuovo momento americano” di benessere e opportunita’. “Non c’e’ mai stato un momento migliore per cominciare a vivere il sogno americano”, ha detto Trump. Nonostante gli ultimi sviluppi dello scandalo “Russiagate” – con la circolazione di un rapporto, ancora non pubblicato, che attesterebbe l’uso politico dell’intelligence e della Giustizia da parte della precedente amministrazione per sorvegliare la sua campagna elettorale – Trump ha accantonato l’antagonismo partitico, ed ha optato per un approccio bipartisan, invitando il Congresso a lavorare per costruire “un’America sicura, forte e orgogliosa”. L’inquilino della Casa Bianca ha ribadito il proprio impegno a unificare il paese “in un’unica squadra, un unico popolo, una sola famiglia americana”.
“Sto tendendo una mano aperta ai membri di entrambi i partiti, Democratico e Repubblicano, per proteggere i nostri cittadini di tutte le origini, tutti i colori, tutti i credo”, ha detto il presidente nel corso del suo lungo discorso, che si e’ protratto per oltre 80 minuti. Centrale, nella visione di Turmp di un paese in grado di superare i veleni della contrapposizione ideologica, e’ proprio la diffusione del benessere economico. Gli sgravi fiscali adottati dall’attuale amministrazione lo scorso anno hanno gia’ garantito ai lavoratori statunitensi sostanziosi aumenti in busta paga, ha detto Trump. “Da quando abbiamo approvato i tagli delle tasse, circa 3 milioni di lavoratori hanno gia’ ottenuto bonus sotto forma di sgravi fiscali, in molti casi per migliaia di dollari a lavoratore”, ha detto il presidente. Nel corso del suo intervento, Trump ha menzionato i piani della sua amministrazione per lo sviluppo infrastrutturale, per la riforma del sistema penitenziario, per i congedi parentali retribuiti e per i finanziamenti alla formazione professionale. Tra gli ospiti inviati dai coniugi presidenziali al discorso sullo stato dell’Unione sedevano i parenti di vittime delle bande di immigrati sudamericani clandestini – una critica evidente alle cosiddette “citta’ santuario”, le amministrazioni democratiche che rifiutano di collaborare col governo all’applicazione delle norme federali sull’immigrazione.
Pochi passaggi dell’intervento di Trump hanno suscitato applausi bipartisan: tra questi, il saluto al deputato repubblicano Steve Scalise, ferito gravemente in una aggressione armata a politici conservatori lo scorso anno, e al 12enne Preston Sharp, che ha lanciato un movimento per porre bandiere nazionali sulle lapidi dei veterani. I Democratici non hanno colto l’invito alla collaborazione del presidente, ribadendo le accuse di razzismo e addirittura di suprematismo bianco che gli rivolgono sin dall’indomani delle elezioni per le sue dure posizioni in materia di immigrazione clandestina. “Questa amministrazione sta bersagliando le leggi che ci proteggono, il concetto stesso secondo cui siamo tutti degni di protezione”, ha dichiarato ad esempio il democratico Joe Kennedy del Massachusetts, ribadendo quella che e’ ormai la linea ufficiale del suo partito, che professa la totale equiparazione tra cittadini statunitensi e immigrati, legali o illegali, in termini di diritti e tutele. Il leader dei Democratici al Senato, Chuck Shumer, che nelle scorse settimane si e’ battuto senza successo per la concessione della cittadinanza a due milioni di immigrati giunti illegalmente nel paese da minorenni – i cosiddetti “dreamers” – ha accusato Trump di aver alimentato anche col suo ultimo discorso “le fiamme della divisione, anziche’ avvicinarci tutti”.