Condanna a 9 anni per Ahmad Al Mahdi Al Faqi, l’ex capo della polizia islamica del gruppo Ansar Dine giudicato colpevole di crimini di guerra dalla Corte penale internazionale per avere partecipato alla distruzione dei mausolei a Timbuctu nel nord del Mali nel 2012. Nel corso del procedimento, il primo del genere nella storia, l’imputato si era dichiarato colpevole. Timbuctu, la regina del deserto, fondata tra l’XI e il XII secolo dai tuareg, e’ caduta in mano al gruppo legato ad al Qaida quattro anni fa. Gli estremisti hanno raso al suolo parte dei suoi tesori.
La Corte penale internazionale ha condannato a nove anni di reclusione Ahmad Al Faqi Al Mahdi, alias Abu Tourab, sotto processo per la distruzione nell’estate 2012 dei tesori culturali di Timbuctu, la città del Mali patrimonio mondiale dell’Unesco. Per i giudici della Cpi Al Mahdi è colpevole di crimini di guerra per attacchi contro edifici storici e luoghi di culto a Timbuctu.
Come spiega il portavoce Fadi ElAbdallah in dichiarazioni rilasciate dopo la sentenza, per la Cpi “al di là di ogni ragionevole dubbio Al Mahdi è colpevole e coautore di crimini di guerra” per aver “diretto intenzionalmente attacchi contro edifici a carattere storico e religioso a Timbuctu”, per la distruzione di nove mausolei e della moschea Sidi Yahia tra il 30 giugno e l’11 luglio 2012. Gli attacchi dell’estate di quattro anni fa sono stati opera di “Al Mahdi e altre persone” e, sottolinea ElAbdallah, hanno colpito edifici che “non rappresentavano obiettivi militari”. Per quel che riguarda ruolo del jihadista, il portavoce della Cpi spiega che “aveva la responsabilità generale della fase di esecuzione dell’attacco” e che ha “supervisionato” le operazioni, “fissato l’ordine di distruzione” degli edifici e “giustificato l’attacco al resto del mondo con interviste alla stampa”.
Al Mahdi era per la Cpi “presente in tutti i siti attaccati”, ha “dato istruzioni e garantito sostegno morale”, oltre ad aver “personalmente partecipato all’attacco che ha portato alla distruzione di almeno cinque monumenti”. Gli edifici distrutti “non avevano solo un valore religioso ma anche un valore simbolico e affettivo per gli abitanti” della città del nord del Mali ed erano patrimonio mondiale dell’Unesco. Per questo, sottolinea il portavoce della Cpi, si tratta di “attacchi particolarmente gravi”. Il 22 agosto Al Mahdi, ritenuto a capo di una “brigata” del gruppo Ansar Dine (vicino ad al-Qaeda nel Maghreb Islamico, Aqmi), si è dichiarato colpevole davanti ai giudici della Cpi dicendosi “dispiaciuto per tutti i danni provocati” e “davvero pentito” durante il primo processo nella storia della Corte per la distruzione di beni culturali. Al Mahdi è stato consegnato alla Cpi nel settembre dello scorso anno dopo essere stato catturato in Niger e per il verdetto i giudici hanno tenuto conto del “rimorso” del jihadista per i reati commessi, del suo “pentimento” e del fatto che si fosse inizialmente mostrato reticente davanti alla volontà dei leader dei gruppi jihadisti di distruggere i tesori di Timbuctu.