L’aumento dell’obiettivo del rapporto deficit/pil da parte del governo al 2,4% comporta un rischio per i conti pubblici dell’Italia. E’ quanto scrive l’agenzia Fitchspiegando che il nuovo livello di deficit fissato nella Nadef è l’elemento che ha indotto l’agenzia di rating alla revisione dell’outlook in agosto da a negativo.
Fitch rileva che il processo di definizione della manovra ha provocato tensioni all’interno della coalizione di maggioranza e “vediamo rischi rilevanti sul rispetto degli obiettivi in particolare dopo il 2019”. Secondo Fitch inoltre gli elementi di ostilità della maggioranza di governo nei confronti delle istituzioni europee e dell’euro potrebbero condurre il governo a sfidare le regole del patto di stabilità e crescita. Fitch in particolare prevede che il defict/Pil nel 2021 si attesterà vicino al 2,6% rispetto al 2,1% delle stime del governo. La differenza principale è che “noi prevediamo una crescita del Pil più bassa – si legge nella nota dell’agenzia – (1,2% nel 2019 e 0,9% nel 2021)”.
Fitch si attende che il rapporto tra deficit e Pil si attestera’ in Italia vicino al 2,6%, invece che al 2,1% previsto dalla Nadef. “Cio'”, si legge in una nota, “contribuisce alla nostra previsione di u rapporto tra debito e Pil piu’ alto” e pari al 129,8% a fine 2021 contro il 126,7% fissato nella Nadef. A spiegare la differenza, sottolinea Fitch, e’ anche una stima di crescita dell’economia “piu’ bassa” e pari all’1,2% nel 2019 e allo 0,9% nel 2020 contro l’1,5% e l’1,6% della Nadef.
I nuovi target di defici definiti nella Nadef “potrebbero portare l’Italia nella procedura di infrazione per i disavanzi eccessivi” ma “non ci aspettiamo che questa prospettiva porti il governo a modificare sostanzialmente l’obiettivo di disavanzo del 2019”. Lo segnala l’agenzia Fitch in una nota sui conti pubblici italiani in cui si evidenzia anche come “la risposta conflittuale da parte dei leader della Lega e del M5S alla preoccupazione della Commissione europea indica che il governo vede opportunità politiche nell’attaccare le norme fiscali dell’UE, specialmente in vista delle elezioni del Parlamento europeo del prossimo maggio”. Fitchnon sembra credere all’indicazione – contenuta nella Nadef – di “una moderata riduzione del deficit del 2020 al 2,1% del PIL”. Anzi, aggiunge, “prevediamo un risultato più vicino al 2,6% previsto in agosto” che porterebbe a un rapporto deficit – Pil del 129,8% entro la fine del 2021, contro il 126,7% stimato dalla NADEF. Fitch prevede infatti “una crescita del PIL più bassa,1,2% nel 2019 e 0,9% nel 2020 contro 1,5% e 1,6% nella NADEF” che – si osserva – “contiene pochi dettagli sulle singole misure” Inoltre, “le ‘strozzature’ strutturali potrebbero ostacolare l’obiettivo della NADEF di aumentare gli investimenti pubblici al 3% del PIL dall’attuale 1,9% alla fine dell’attuale legislatura e rappresentano un’ulteriore sfida alle previsioni del governo”.