E’ scontro tra il Campidoglio e il ministero dei Beni Culturali sul Parco Archeologico del Colosseo. La sindaca di Roma Capitale, Virginia Raggi, nel giorno del 2770esimo Natale di Roma, ha annunciato di aver “presentato ricorso al Tar per chiedere l’annullamento del decreto del Mibact che istituisce l’area” perchè “lesivo degli interessi di Roma Capitale”. Non solo, ma con l’istituzione del nuovo ente per la gestione del Parco Archeologico del Colosseo, ha spiegato la numero uno del Campidoglio, gli incassi dei biglietti per gli ingressi al Colosseo e ai Fori Imperiali, circa 40 milioni di euro, che prima andavano per l’80% alla Soprintendenza speciale, finirebbero proprio nelle casse del nuovo ente.
“In qualità di sindaca, non posso sorvolare sul fatto che il Governo voglia gestire in totale autonomia il territorio della città che è invece patrimonio dei suoi cittadini”, ha proseguito Raggi, “e soprattutto senza concertare le decisioni con i suoi rappresentanti diretti. Roma è patrimonio del mondo, di chi ci abita e di chi ci viene ogni giorno per lavorare o per studiare”.
Pronta la risposta del ministro Franceschini. “È incredibile che i 5 Stelle che si riempiono quotidianamente la bocca di cambiamento, trasparenza e innovazione ricorrano davanti al Tar per bloccare a Roma una riforma che sta dando frutti in tutta Italia”, ha scritto in una nota il titolare del Mibact. “Con il provvedimento che la Giunta Raggi ha impugnato davanti al Tar il Parco archeologico del Colosseo diventa finalmente un istituto autonomo dotato di un proprio bilancio e con un direttore scelto con una selezione internazionale, che è già in corso e a cui hanno presentato domanda 84 candidati da tutto il mondo. Il percorso adottato per il Colosseo è lo stesso identico percorso che ha portato in Italia profondi cambiamenti al sistema museale, apprezzati in tutto il mondo e che stanno dando importanti risultati. Il Colosseo seguirà dunque lo stesso percorso che hanno seguito gli Uffizi, la Reggia di Caserta, Brera, Pompei e tutti gli altri istituti autonomi. Per opporsi a questo vengono usati argomenti falsi, infatti, non cambierà nulla nel rapporto tra la città e l’area archeologica e resterà identico l’utilizzo degli incassi del Colosseo su Roma”.
“Da Raggi fake news. Non cambiera’ nulla nel rapporto tra area archeologica centrale e citta’”. Lo scrive il ministro per i Beni e le attivita’ culturali e il turismo, Dario Franceschini, sul proprio profilo Facebook in merito alla recente polemica con il Campidoglio circa il Parco archeologico del Colosseo, con impugnazione del decreto che – dice il Mibact in una nota – ha completato il processo di riforma dei musei e dei parchi archeologici statali, riconoscendo finalmente loro una vera autonomia, come avvenuto gia’, sempre a Roma, per Ostia antica, il Museo Nazionale Romano, il Museo di Villa Giulia, la Galleria Borghese, le Gallerie nazionali d’arte antica, la Galleria Nazionale d’arte moderna, e l’Appia antica. La nota del Mibact riassume una serie di informazioni su questo Parco, a cominciare dal fatto che “le risorse derivanti dai biglietti del Parco archeologico del Colosseo contribuiranno per un 80% alla tutela e valorizzazione di tutti i beni culturali statali presenti nel territorio di Roma, di cui il 50% a quelli siti nell’area archeologica centrale e il 30% a quelli nel restante territorio della citta’, di competenza della Soprintendenza speciale di Roma; per un 20%, come gia’ avviene dal 2015 per tutti i musei e i luoghi della cultura dello Stato, al sostegno dell’intero sistema museale nazionale”. E “mai, in passato, il Colosseo ha trasferito risorse al Comune di Roma”.
Viene inoltre rilevato i confini del Parco archeologico del Colosseo “coincidono con l’area prevista all’Accordo tra il Ministero e Roma Capitale per la valorizzazione dell’area archeologica centrale sottoscritto in data 21 aprile 2015”. Al Parco sono espressamente assegnati la gestione dell’Anfiteatro Flavio, del Foro romano, del Palatino, della Domus Aurea e della Meta Sudans, nonche’ la tutela di ogni altro monumento o immobile, ricompreso nell’area archeologica dell’Accordo, gia’ di competenza della Soprintendenza speciale per il Colosseo e l’area archeologica centrale. Un decreto con cui “il ministero ha quindi reso solo piu’ semplice, per quanto di propria competenza, l’attuazione del citato Accordo. Viene infatti stabilito che il Direttore del nuovo Parco sara’ il solo soggetto del ministero ad essere competente sull’area compresa nell’Accordo e agira’ quale unico interlocutore con il Comune di Roma”. E ancora: il nuovo Parco archeologico del Colosseo “consente al ministero di avere una struttura dirigenziale di livello generale dedicata esclusivamente alla tutela, alla gestione e alla valorizzazione dei siti piu’ visitati d’Italia”. Al Parco “si applicano tutte le disposizioni gia’ dettate per i musei e i parchi archeologici di rilevante interesse nazionale”. Il direttore sara’ individuato “mediante apposita procedura di selezione pubblica internazionale, bandita il 27 febbraio 2017”, e anch’essa impugnata dal Comune di Roma. Il 14 aprile si e’ chiuso il termine per la presentazione delle domande: sono 84 i candidati che “saranno valutati da una commissione composta da esperti di chiara fama, gia’ istituita” e la procedura si concludera’ entro il prossimo 30 giugno.