PER IL GHIACCIO E DANNI ANCHE PER IL VENTO FORTE
Emergenza maltempo: neve e ghiaccio al Nord, in Emilia evacuazioni per l’esondazione dei fiumi; sull’Appennino danni per vento forte, in Liguria per le mareggiate. Ancora piogge e nuova ondata di freddo artico in arrivo. Polemiche per i disagi nei trasporti nel nordovest. Per oggi allerta rossa in Emilia Romagna per rischio idraulico diffuso.
Emergenza maltempo al Nord per neve e ghiaccio, in Emilia evacuazioni per l’esondazione dei fiumi. In particolare a Brescello, dove l’Enza ha rotto gli argini, costringendo mille persone a lasciare le loro case. Disagi anche nella provincia di Modena: il Secchia e’ tracimato e i vigili del fuoco hanno recuperato due persone. Per la Coldiretti il livello del Po e’ salito di oltre un metro in 24 ore in provincia di Pavia. Danni sull’Appennino per vento forte, in Liguria per le mareggiate.
L’insidia ghiaccio e prima ancora quella rappresentata dal gelicidio – neologismo per dire che a causa delle basse temperature la pioggia ghiaccia al suolo e diventa un’insidia micidiale per gli autoveicoli – e poi il vento forte, con raffiche anche oltre i 160 chilometri orari che hanno abbattuto alberi, scoperchiato tetti e addirittura favorito il crollo di un edificio che era stato seriamente danneggiato dal terremoto all’Aquila e rimasto in piedi anche se pericolante. E ancora: strade provinciali e regionali nel Nord-Ovest (Piemonte e Liguria) chiuse a causa della caduta di alberi e smottamenti, fiumi esondati, treni in difficolta’ per i binari ghiacciati e la neve; collegamenti marittimi verso le isole siciliane sospesi; famiglie evacuate dalle zone dove i fiumi sono esondati; il livello del Po che di colpo sale di un metro; diverse migliaia di persone rimaste senza di energia elettrica; allerta frane e ancora ghiaccio. E’ come un bollettino di guerra il bilancio di 36 ore di furia meteorologica che ha investito l’intera Italia. La spallata delMaltempo arriva dopo un anno che e’ stato fra i piu’ secchi e caldi dell’ultimo secolo. Il Maltempo, piombato in pieno Ponte dell’Immacolata, per un verso ha registrato quasi il pienone nelle localita’ montane gia’ molto innevate e con gli impianti sciistici aperti e per un altro ha determinato criticita’ notevoli nella vita quotidiana, attivita’ scolastiche comprese. La situazione piu’ difficile in Emilia Romagna dove ha straripato l’Enza, affluente del Po, in localita’ Lentigione, nel Reggiano, una frazione del Comune di Brescello, con circa 1000 abitanti, sul lato destro del torrente, ed e’ stato necessario evacuare il paese. La piena del Parma e’ stata durante la notte in buona parte trattenuta nella cassa di espansione di Marano, dove sono state azionate le paratoie, ma la portata di notevoli dimensioni sta causando criticita’ a Colorno, dove il ponte storico e’ chiuso. Anche la piena del Taro ha causato alcuni allagamenti nell’area Cepim.
Il Liguria e’ passata la paura dopo 36 ore di forte apprensione. Ora c’e’ il cessato allarme, la situazione meteorologica e idrologica e’ migliorata dopo che, a partire dalla serata di ieri, sono transitati importanti picchi di piena nell’Imperiese e successivamente livelli prossimi all’esondazione nella tarda sera sull’Entella e nelle prime ore del mattino sul Magra. Attualmente i livelli sono in lenta progressiva diminuzione e si assesteranno nelle prossime ore su un residuale deflusso di base. Nello Spezzino sta rientrando la piena del Magra, uscito dagli argini ieri sera: il fiume fa paura soprattutto a Bocca di Magra, nel territorio di Ameglia, dove le acque sono cresciute di 3,7 metri; ci sono stati allagamenti sulle strade, in alcuni cantieri nautici e nei giardini delle abitazioni, senza particolari danni. Nello Spezzino restano fuori casa complessivamente una trentina di famiglie. La zona che ha registrato maggior piovosita’ e’ stata Cabanne, nel Comune di Rezzoaglio (Genova) con 385 mm, quando la media annuale e’ di 1797 mm. Le onde di mareggiata hanno superato in alcuni punti anche gli otto metri. Le raffiche piu’ intense sono state ieri alle 16.30 al lago di Giacopiane, nel Comune di Borzonasca (Genova) con 165.6 km/h. Ma non e’ prematuro tirare il fiato: una nuova perturbazione e’ attesa per giovedi’, e solo nelle prossime ore si conoscera’ l’impatto che potra’ avere questa nuova ondata di Maltempo. In Lombardia c’e’ rischio valanghe in montagna e frane nella Bergamasca, allerta ghiaccio sulle strade mentre il livello del fiume Po sale di oltre un metro in appena 24 ore. Contro le insidie del ghiaccio sono gia’ stati mobilitati in diverse zone della Lombardia i trattori degli agricoltori Coldiretti per spargere il sale e rendere piu’ sicure le strade. Intanto il fiume Po e’ salito di oltre un metro in appena 24 ore al Ponte della Becca in provincia di Pavia. Il rapido innalzamento del piu’ grande fiume italiano e’ rappresentativo della situazione di difficolta’ dei bacini idrografici lungo la Penisola con allarmi, tracimazioni e paesi evacuati con conseguenti allagamenti delle campagne: dopo un lungo periodo di siccita’ le precipitazioni per essere assorbite dal terreno devono cadere in modo continuo e non violento, mentre gli acquazzoni aggravano i danni provocati dagli allagamenti con frane e smottamenti.
Prosegue il lavoro del personale di E-Distribuzione (la societa’ del Gruppo Enel che gestisce la rete elettrica di media e bassa tensione) per il ripristino del servizio elettrico in alcuni Comuni delle province di Parma, Piacenza, Reggio Emilia e, da ieri sera, anche della provincia di Bologna, colpite dalle forti raffiche di vento e dalla neve ghiacciata che hanno provocato la caduta sulle linee elettriche di alberi ad alto fusto situati fuori dalla fascia di rispetto, causando disservizi elettrici e grandi difficolta’ nella viabilita’. Le squadre operative di E-Distribuzione stanno effettuando il ripristino del servizio elettrico e l’istallazione dei gruppi elettrogeni (circa 100) laddove e’ stato possibile raggiungere i luoghi dei guasti. In Abruzzo si segnala il cedimento a L’Aquila nella centralissima via Paganica, dei puntellamenti di un palazzo che era stato seriamente danneggiato dal terremoto, e la struttura, o meglio cio’ che ne restava, e’ andata definitivamente giu’. Durante la notte la citta’ e’ stata interessata da forti raffiche di vento che hanno scoperchiato i tetti di edifici che sono in fase di ristrutturazione post sisma ed anche di alcuni moduli abitativi provvisori. In Umbria, decine e decine di interventi dei vigili del fuoco tra ieri e questa mattina. La situazione Maltempo, nel complesso, pero’, e’ sotto controllo e la fase piu’ acuta sembra essere superata. Secondo le previsioni meteo della Protezione Civile, ci saranno ancora precipitazioni diffuse e qualche temporale ma le forti raffiche di vento, causa della maggior parte dei danni registrati ieri, sono in attenuazione. Le temperature sono ancora miti, con massime molto al di sopra della media stagionale. I venti dai quadranti meridionali, oltre a portare il termometro su valori quasi primaverile al Sud e lungo le coste adriatiche, spingeranno fronti perturbati sulle regioni centrali tirreniche. Nei prossimi giorni Toscana, Lazio e Umbria saranno maggiormente colpite dalle piogge, che nel Lazio, sia oggi sia tra giovedi’ e venerdi’, risulteranno intense. La neve cadra’ in Appennino sopra i 1300/1500 metri, anche abbondante. Il tempo migliorera’ invece al Nord, dove sara’ asciutto anche se nuvoloso e talvolta nebbioso.