SOCIETA’ AL CONTRATTACCO, ‘INDIGNATI, SIAMO STATI INGANNATI’. GARANTE UE, SCANDALO DEL SECOLO, SOLO PUNTA DELL’ICEBERG
Il programma per la raccolta di dati su Facebook fu avviato dalla Cambridge Analytica sotto la supervisione di Steve Bannon, l’ex stratega di Donald Trump. Lo ha detto al Washington Post Chris Wylie, la ‘talpa’ che ha rivelato lo scandalo dei dati personali degli utenti dei social utilizzati per scopi politici. Bannon avrebbe voluto testare su milioni di profili facebook l’efficacia dei messaggi populisti lanciati durante la campagna elettorale di Trump. “L’intera societa’ e’ indignata, siamo stati ingannati”, fa sapere la societa’, negando responsabilita’ dirette e promettendo indagini accurate e soluzioni sempre piu’ efficaci a tutela della privacy. Londra, Washington, Bruxelles e l’italiana Agcom chiedono a Zuckerberg spiegazioni su quanto accaduto.
La Commissione parlamentare britannica su Cultura, Media e Digitale ha chiesto a Mark Zuckerberg di comparire per un’audizione sullo scandalo relativo all’abuso dei dati di milioni di utenti che coinvolge Facebook e la societa’ di consulenza politica Cambridge Analytica. Il caso, secondo il Garante Ue per la privacy Giovanni Buttarelli, ‘potrebbe essere lo scandalo del secolo e mostra solo la punta dell’iceberg’. Quanto alla una possibile manipolazione anche delle elezioni italiane, Buttarelli si limita a dire che ‘il modo in cui il sistema funziona e’ sempre lo stesso’ e lancia un allarme per le elezioni europee. Intanto, l’antitrust americana indaga sull’uso dei dati personali. Il titolo Facebook va ancora giu’ a Wall Street.
Il caso dei dati Facebook sfruttati da Cambridge Analytica “è solo la punta dell’iceberg” e “potrebbe essere lo scandalo del secolo”. Lo ha detto il Garante Ue per la privacy, Giovanni Buttarelli, nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles, spiegando la soluzione al problema dello sfruttamento dei big data “è globale ed è legata al modo in cui funziona l’ecosistema digitale”. Il garante Ue ha rilevato che task force “che includono forze di polizia” sono state introdotte in diversi Stati europei, inclusa l’Italia, ma “non sono certo che questa soluzione colpisca il vero problema, che è legato all’uso massiccio e inesplorato dei dati”.
Mentre Facebook sta affrontando lo scandalo di Cambridge Analytica e del suo ruolo nella diffusione della disinformazione, all’interno del gruppo continua una lotta tra gli executive per decidere quanto essere trasparenti e aperti alle richieste dei governi. Alex Stamos – responsabile della sicurezza delle informazioni di Facebook- ha annunciato che lascera’ il gruppo entro agosto. Stamos crede che sia importante rendere pubblici piu’ dati sulle interferenze russe nel periodo precedente alle elezioni presidenziali americane del 2016. Inoltre ha proposto una serie di cambiamenti nella gestione delle informazioni personali degli utenti. Ma la sua posizione non e’ stata accolta all’interno, scrive il New York Times, cosi’ che parte delle sue responsabilita’ sono state assegnare ad altri manager gia’ dallo scorso dicembre. Stamos ha fatto sapere che restera’ fino ad agosto per supervisionare la transizione e anche perche’ un addio immediato non piace agli investitori e ai mercati. Per il secondo giorno di fila Facebook continua a perdere terreno a Wall Street.
“Il modo in cui funziona il sistema” di raccolta dei dati attraverso app, like, pagine fan e altri strumenti legati ai social network “è globale e non c’è frammentazione. In tutti i Paesi l’uso massicco dei dati e la mancanza di trasparenza” rappresentano un rischio e “non c’è un approccio nazionale”. Lo ha detto il garante Ue per la Privacy, Giovanni Buttarelli, parlando nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles del rischio di un uso dei dati personali degli utenti per influenzare il voto dello scorso 4 marzo in Italia, dopo lo scandalo Cambridge Analytica che ha coinvolto milioni di utenti Facebook. “Non ho elementi per dire come questi dati siano usati nella pratica”, ha chiarito il garante Ue.