La Commissione Europea ha deciso di avviare una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia “per il mancato adempimento da parte di FCA degli obblighi derivanti dalla normativa Ue in materia di omologazione dei veicoli”. L’esecutivo Ue ha mandato all’Italia una lettera di messa in mora, il primo stadio della procedura, in cui chiede al Paese di fornire risposte in merito alle preoccupazioni della Commissione per l’adozione di misure considerate “insufficienti”, per quanto riguarda le strategie di controllo delle emissioni inquinanti dei veicoli utilizzata dal gruppo Fiat-Chrysler.
Il Dipartimento di giustizia americano e’ pronto a fare causa a Fiat Chrysler se i negoziati in corso sulle accuse di violazione delle normative sulle emissioni falliranno. Lo riporta l’agenzia Bloomberg. La causa potrebbe essere intentata gia’ questa settimana, mentre i colloqui per un accordo sono ancora in corso. La causa potrebbe esporre il gruppo Fca a sanzioni severe. L’accusa e’ quella di aver usato dispositivi software illegali per aggirare i controlli sulle emissioni inquinanti di alcuni modelli diesel.
Per la commissaria europea al Mercato interno e l’Industria Elzbieta Bienkowska, “i costruttori di automobili hanno prestato ben poca attenzione alla misurazione delle emissioni ed alcuni hanno persino infranto la legge. Lo scandalo delle emissioni ha dimostrato che la responsabilità di far rispettare la legge e di punire coloro che la violano non può essere lasciata esclusivamente agli Stati membri”. “Il Parlamento Europeo e gli Stati membri hanno recentemente compiuto molti passi avanti in merito alla nostra proposta di revisione completa del sistema attuale, ma è giunto il momento di raggiungere un accordo definitivo. Sono in gioco la fiducia e la salute dei cittadini e non abbiamo tempo da perdere”, aggiunge la commissaria. In base alla legislazione Ue, spetta alle autorità nazionali verificare che un tipo di automobile soddisfi tutte le norme comunitarie prima che i veicoli possano essere venduti sul mercato unico. Qualora un costruttore violi gli obblighi normativi, le autorità nazionali devono adottare misure correttive (ad esempio, ordinare il richiamo dei mezzi) e applicare sanzioni “effettive, proporzionate e dissuasive” stabilite nella legislazione nazionale.
La Commissione sta monitorando da vicino l’esecuzione di queste norme da parte degli Stati membri e ha già avviato procedure di infrazione nei confronti degli Stati che hanno rilasciato le omologazioni per il gruppo Volkswagen nell’Ue, per non aver applicato le sanzioni stabilite dalle loro disposizioni nazionali, nonostante l’uso di un software di manipolazione illegale da parte della casa di Wolfsburg. Il caso FCA nasce dalle informazioni portate a conoscenza della Commissione, nel contesto di una richiesta da parte del Ministero dei Trasporti tedesco nel settembre 2016, di mediare un disaccordo tra le autorità tedesche e quelle italiane riguardante le emissioni di ossidi di azoto (NOx) prodotte da un tipo di veicolo omologato dall’Italia. La Commissione non specifica nel comunicato di quale modello si tratti; la disputa con la Germania riguardava la 500x, la Fiat Doblò e la Jeep Renegade. La lettera, spiegano fonti Ue, riguarda solo la 500 X. Nel corso della procedura di mediazione la Commissione “ha esaminato con attenzione i risultati delle prove delle emissioni di NOx fornite dall’autorità di omologazione tedesca (il Kraftfahrt-Bundesamt), così come le ampie informazioni tecniche fornite dall’Italia sulle strategie di controllo delle emissioni adottate da FCA nel tipo di veicolo in questione”.
La normativa comunitaria in materia di omologazione, ricorda la Commissione, vieta l’uso di impianti di manipolazione come software, timer o finestre termiche, che conducono a un aumento delle emissioni di NOx al di fuori del ciclo di prova, “a meno che essi non siano necessari per proteggere il motore da eventuali danni o avarie e per garantire un funzionamento sicuro del veicolo”. E “come la Commissione ha più volte evidenziato, questa è un’eccezione al divieto e come tale va interpretata in maniera restrittiva”. La Commissione chiede quindi ora formalmente all’Italia di dare una risposta alle preoccupazioni circa “l’insufficiente giustificazione fornita dal costruttore in merito alla necessità tecnica, e quindi alla legittimità, dell’impianto di manipolazione usato” e di chiarire se l’Italia è venuta meno al suo obbligo di adottare misure correttive per quanto riguarda il tipo di veicolo FCA in questione e di imporre sanzioni al costruttore di automobili. La lettera di costituzione in mora è la prima fase di una procedura di infrazione e fa parte del dialogo della Commissione con le autorità italiane al fine di chiarire i fatti e di trovare una soluzione ai problemi individuati. L’Italia ha ora due mesi a disposizione per rispondere alle argomentazioni avanzate dalla Commissione; in caso contrario l’esecutivo Ue può decidere di inviare un parere motivato.
Botta e risposta tra Commissione europea e Italia su una procedura di infrazione avviata sulla base di rilievi della Germania sulle emissioni di alcuni modelli Fiat, vicenda peraltro già chiusa con Berlino. Nel mirino, secondo quanto precisato da fonti dell’ue, vi è l’omologazione del propulsore 2 litri turbodiesel della 500x. Bruxelles ha annunciato di aver deciso di avviare una procedura di infrazione nei confronti della Penisola per il mancato adempimento da parte di Fiat Chrysler Automobiles degli obblighi derivanti dalla normativa Ue in materia di omologazione dei veicoli. Oggi è stata quindi inviata una lettera di costituzione in mora in cui chiede all’Italia di dare una risposta alle preoccupazioni circa l’adozione di misure insufficienti per quanto riguarda le strategie di controllo delle emissioni di Fca. Un passo formale energicamente contestato dal ministro di Infrastrutture e trasporti Graziano Delrio. “Contrariamente a quanto dichiarato dai vostri uffici, le autorità italiane hanno escluso fin dall’inizio la presenza di dispositivi illegali sui modelli Fiat sia nelle versioni originali sia in quelli ricalibrati. Mi è spiaciuto – ha affermato Delrio con una serie di comunicazioni scritte e telefoniche ieri, con la commissaria competente – apprendere che nonostante tutte le informazioni dettagliate fornite intendiate aprire la procedura d’infrazione”. “Considerato che dopo la fine del processo di mediazione, dagli uffici della Commissione non abbiamo ricevuto nessuna richiesta di ulteriori informazioni rispetto a quelle già fornite nei mesi precedenti si chiede di rimandare l’avvio della procedura”, ha aggiunto il ministro. Per parte sua la commissaria responsabile del Mercato interno, Elzbieta Bienkowska ha sostenuto che “lo scandalo sulle emissioni ha dimostrato che la responsabilità di far rispettare la legge e di punire coloro che la violano non può essere lasciata esclusivamente ai singoli Stati membri”. Lo scandalo menzionato, però, non riguarda Fca ma è il famigerato Dieselgate della Volkswagen. Ad ogni modo “è giunto il momento di raggiungere un accordo definitivo” sulla revisione delle regole e delle competenze. Perché, ha concluso la Bienkowska “sono in gioco la fiducia e la salute dei cittadini e non abbiamo tempo da perdere”. La lettera di costituzione in mora è la prima fase di una procedura di infrazione e fa parte del dialogo della Commissione con le autorità italiane al fine di chiarire i fatti e di trovare una soluzione ai problemi individuati dalla Commissione. L’Italia ha ora due mesi a disposizione per rispondere alle argomentazioni avanzate dalla Commissione, in caso contrario la Commissione può decidere di inviare un parere motivato. Il caso in questione si riferisce alle informazioni portate a conoscenza della Commissione, nel contesto di una richiesta da parte del Ministero dei Trasporti tedesco nel settembre 2016, di mediare un disaccordo tra le autorità tedesche e quelle italiane riguardante le emissioni di ossidi di azoto (NOx) prodotte da un tipo di veicolo omologato dall’Italia. Nel corso della procedura di mediazione la Commissione ha esaminato con attenzione i risultati delle prove delle emissioni di NOx fornite dall’autorità di omologazione tedesca (Kraftfahrt-Bundesamt), così come le ampie informazioni tecniche fornite dall’Italia sulle strategie di controllo delle emissioni adottate da Fca nel tipo di veicolo in questione.