Modificando in parte la sentenza di primo grado, la prima sezione penale della Corte d’Appello di Torino ha condannato 15 dei 27 imputati dell’inchiesta sui costi della politica in Valle d’Aosta. Le accuse sono, a vario titolo, di peculato, finanziamento illecito al partito e indebita percezione di contributi pubblici. Tra i condannati ci sono anche l’assessore regionale del Pd Raimondo Donzel e altri 5 consiglieri. Per tre di loro scatta ora la sospensione.
“Non vedo grandi differenze con il caso Fiorito. Bastava che lui avesse detto che aveva fatto delle spese per conto del gruppo e la situazione sarebbe la stessa di questo procedimento”. Lo ha detto il sostituto procuratore generale Giancarlo Avenati Bassi nelle repliche davanti alla prima sezione della Corte di Appello di Torino per il processo sui costi della politica inValle d’Aosta. “L’assoluzione totale – ha aggiunto – sarebbe una giustizia a macchia di leopardo. E’ vero pero’ che ci sono posizioni piu’ sfumate, forse il processo doveva essere differenziato”. Secondo il rappresentante della pubblica accusa “in gran parte delle regioni italiane e’ obbligatorio presentare le pezze giustificative per le spese sostenute dai gruppi, in Valle d’Aosta no. Questo e’ il limite su cui bisogna lavorare: non chiedo la disapplicazione della legge regionale ma chiedo di applicarla in modo che non confligga con il sistema complessivo”. Avenati Bassi ha poi ribadito che secondo la procura “non si possono fare i rimborsi senza che ci sia traccia di come vengono spesi i fondi”.