Un volume fotografico porta alla luce il poco noto rapporto tra Antonio de Curtis in arte Totò e Firenze, che “apparentemente potrebbe sembrare più un fatto di paragoni con le altre città d’Italia dove Totò andava a recitare le sue riviste di varietà”. Si intitola “Totò Metà-fisico” ed è un fotoreportage di Massimo Sestini, scritto con il nipote del grande attore, Antonello Buffardi de Curtis. Il libro è stato presentato a Firenze alla Trattoria Moderna da Antonello Buffardi de Curtis, Massimo Sestini e Gianluca Tenti, giornalista e scrittore.
E’ un tributo che nasce da una riflessione: “Totò è vivo” come scrive Antonello Buffardi de Curtis che del Principe è nipote: “Totò torna a Firenze, dove voleva sempre debuttare a teatro e dove pure prese moglie. Così, se mi passate la riflessione, possiamo proprio dire che Totò torna nel luogo dove incontrò l’Amore della sua vita, in quelle che all’epoca si chiamavano le Follie Estive”. La presentazione, organizzata da Gianni Mercatali con la collaborazione di Once Extraordinary Events e Gruppo Editoriale, rientra nelle iniziative che intendono testimoniare la contemporaneità della presenza di Totò nella vita quotidiana lungo tutta la Penisola.
Massimo Sestini ha girato l’Italia individuando 30 luoghi simbolo, selezionati per l’unicità dei tributi che artisti e popolo hanno voluto dedicare al grande Totò e dove più è presente il messaggio del Principe della risata: murales, citazioni, locali, fino alla scoperta di luoghi ”impensabili”. Il risultato è un volume, di 96 pagine su raffinata carta uso mano, che include testi di Antonello Buffardi de Curtis sugli aspetti più privati del suo rapporto con un nonno così importante. Quello tra Firenze e Totò, ha detto il nipote, è “un legame molto profondo, una incredibile alchimia. Non solo profumi, odori particolari. A Firenze amava essere più elegante del solito, amava le atmosfere rinascimentali, come ogni bizantiniano veniva completamente attirato dalla magia fiorentina”. (
“Posseduto dall’architettura mista e surreale ”Metà-fisica”. Totò in realtà amava la moglie Diana che qui aveva conosciuto, alle Follie Estive. E Diana fiorentina amava la sua città. Era tifosissima della Fiorentina e ha sempre mantenuto il suo dialetto, inconfondibile – ha raccontato Antonello Buffardi de Curtis – Sono fiero del mio quarto toscano perché amo la storia e Firenze. Il nonno Totò sfotteva ogni tano la moglie, amava portarla davanti al Palazzo degli Strozzi dove le ripeteva che un parente di lei, amministratore dei medesimi, li aveva portati alla rovina. Il principe de Curtis rammentava sempre ai suoi impresari che bisognava fare la prima a Firenze. Perché se si passava indenni dalla critica dei ”toschi” sarebbe stato un gran successo nel resto d’Italia; temeva lo spirito fiorentino di critica violenta, della cura dei particolari. E quell’abbraccio partenopeo e parte fiorentino lo stimolava a dare il massimo”. Realizzato grazie al sostegno di Poste Italiane e Isaia, edito da Gruppo Editoriale e con media partner Panorama, il volume è distribuito a livello nazionale all’interno delle librerie Mondadori.