PRESENTATO DA ASG SUPERCONDUCTORS, PESANTE QUANTO BOEING 747
Il primo magnete del piu’ grande impianto sperimentale al mondo, Iter, ideato per dimostrare la possibilita’ di produrre energia dalla fusione nucleare, il sogno dell’energia pulita, e’ made in Italy. E’ stato presentato nello stabilimento di Asg Superconductors. E’ il piu’ sofisticato al mondo. Quattordici metri di altezza, 9 di larghezza, 300 tonnellate di peso, quanto un boeing 747, ha la forma di una grande D maiuscola.
aglio del nastro per il componente per la fusione nucleare più tecnologico al mondo. Il gigantesco magnete superconduttore realizzato in Italia, grazie alla collaborazione tra industria nazionale hi-tech e ricerca con l’Enea, è stato presentato oggi a La Spezia nello stabilimento dell’azienda italiana Asg Superconductors, società della famiglia Malacalza, che, dopo aver fornito i magneti per l’Lhc del Cern, ora ha realizzato il supermagnete che servirà al reattore Iter in Francia. Un passo tecnologico significativo per l’azienda italiana che, prima della riconversione hi-tech di forza lavoro e macchinari, produceva lavatrici. Il grande magnete superconduttore, noto anche come bobina toroidale, è un ‘anello’ capace di contenere anche 100 uomini e costituirà il ‘cuore’ del reattore sperimentale Iter, l’International Thermonuclear Experimental Reactor attualmente in costruzione a Cadarache, in Francia. L’obiettivo di Iter è dimostrare la fattibilità di riprodurre sulla Terra la reazione che alimenta il Sole e le stelle per ottenere un’energia inesauribile, sicura e pulita. Il reattore sperimentale Iter funzionerà con 18 bobine toroidali, di cui l’Europa ne fabbricherà 10 inclusa una di ricambio, tutte made in Italy e prodotte nello stabilimento spezzino di Asg Superconductors, mentre il Giappone fornirà le restanti 9 bobine toroidali. La gigantesca bobina made in Italy a forma di ‘D’ è costituita da circa 5 chilometri di cavi superconduttori, misura 13 metri in altezza rispetto al suo posizionamento nel reattore per 9 metri di ampiezza e pesa oltre 300 tonnellate, quasi quanto l’aereo più grande al mondo.
Lo sviluppo dei cavi superconduttori, del valore di circa 17 milioni di euro per singola bobina, ha visto il coinvolgimento dell’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, nel ruolo di coordinatore del consorzio Icas. Al consorzio Icas afferiscono le aziende italiane Criotec Impianti, esperta nella realizzazione di componenti operanti alle bassissime temperature, e Tratos Cavi, leader internazionale nella produzione di cavi elettrici, elettronici e a fibre ottiche. Il consorzio, basato sul know-how Enea in materia superconduttività, è nato a fine 2010 a seguito dell’aggiudicazione della gara di appalto per la fornitura dei cavi superconduttori per i magneti necessari al confinamento del plasma in Iter. L’altra azienda italiana Simic ha partecipato alla produzione di 35 piastre radiali del magnete, le strutture metalliche contenenti il conduttore isolato nelle loro scanalature prima che queste stesse strutture siano saldate a laser, nastrate con materiale isolante e impregnate. “Le super-bobine dovranno creare uno ‘contenitore’ magnetico a forma di ciambella, in grado di intrappolare e compattare il plasma incandescente alla temperatura record di 150 milioni di gradi centigradi, tenendolo lontano dalle pareti del serbatoio di Iter” spiega l’Enea. L’insieme delle 18 bobine è in grado di generare un campo magnetico di 11,8 Tesla, circa 1 milione di volte più potente del campo magnetico della Terra.