Il summit G20 e’ stato ‘un grande successo’ con lo sviluppo di ‘un nuovo patto per la crescita globale’ attraverso un modello ‘innovativo, inclusivo e interconnesso’. Lo ha detto il presidente cinese Xi Jinping al termine DEL G20. Il vertice si impegna infatti a stimolare una crescita inclusiva, solida, sostenibile e l’occupazione, invitando ad approfondire i legami tra riforme strutturali, commercio, investimenti e Pil. Fermo no anche al protezionismo, e la Cina accetta di ridurre l’export di acciaio. Per il premier Renzi ‘usciamo da questo G20 convinti che l’Italia abbia uno straordinario futuro’, perche’ il Paese e’ ‘molto meglio di come noi stessi lo rappresentiamo’.
“Piu’ partecipo a incontri internazionali, piu’ mi rendo conto che l’Italia e’ molto forte, molto piu’ forte di come viene raccontata”. Lo soostiene il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nella sue e-news scritta mentre si trova in Cina per l’annuale riunione del G20. “Rispetto ai temi del G20 – spiega – l’Italia ha insistito molto sulla necessita’ di coniugare crescita e giustizia sociale. Di investire contro la paura. Di non intestardirsi sulle architetture finanziarie senza coinvolgere i cittadini. E sul bisogno di lavorare come G20 in una modalita’ diversa dal passato, piu’ capace di coinvolgere la classe media”. “Abbiamo viste riconosciute come positive molte nostre esperienze – aggiunge – dalle riforme al jobsAct all’Autorita’ Nazionale Anticorruzione. Ma solo i prossimi mesi ci diranno se quello di Hangzhou e’ stato davvero un G20 di svolta. Lavoreremo con determinazione in questa direzione”.
“Hangzhou e’ una citta’ bellissima, ha una lunga tradizione di rapporto con l’Italia – prosegue il premier – ha accolto Marco Polo, i gesuiti guidati da Matteo Ricci e – in tempi piu’ recenti – investimenti significativi a cominciare da quello della Ferrero. La missione e’ stata anche l’occasione per riflettere sul rapporto con il governo cinese. Abbiamo avuto un incontro bilaterale con il Presidente Xi Jinping, con la comunita’ di italiani di Shangai, con una delegazione significativa di imprenditori cinesi, con gli studenti dell’universita’ di Tongij tenendo fede alla consuetudine di incontrare in questi viaggi i giovani universitari: l’Italia e’ una superpotenza della bellezza e dell’educazione e crede alla diplomazia culturale”. “Abbiamo anche visitato il quartier generale di AliBaba, il colosso cinese dell’e-commerce – racconta ancora – con Jack Ma, fondatore di questa incredibile azienda, abbiamo lavorato in passato e adesso abbiamo raccolto i primi frutti, segnatamente sul vino italiano. Se penso alle occasioni che abbiamo sprecato in passato nella valorizzazione dei prodotti agroalimentari italiani mi viene da piangere. Ma e’ sufficiente pensare alle potenzialita’ che abbiamo ancora davanti a noi per far tornare il sorriso. Siamo a quasi 37 miliardi di export agroalimentare, possiamo fare ancora meglio. Del resto tutta la storia di Jack Ma dimostra che nel tempo dell’innovazione ogni sfida puo’ essere vinta e che l’Italia ha molto da guadagnare dalla digitalizzazione e dal cambiamento del modello economico tradizionale. Bisogna crederci, pero’. E bisogna lavorare insieme, facendo sistema, tutti”.