I leader dei Paesi del G20 si impegnano a sostenere la crescita e l’occupazione attraverso commercio e investimenti e a identificare “modi e mezzi per promuovere una crescita inclusiva, robusta, sostenibile” su commercio e investimenti. Lo si legge nella bozza del comunicato finale del G20 di Hangzhou, in Cina orientale, che si conclude oggi. “In un contesto di crescita fiacca di commercio e investimenti”, i leader del G20 riconoscono “il bisogno di comprendere e spiegare meglio come commercio e investimenti possano contribuire a stimolare di piu’ una crescita inclusiva e l’occupazione, e i legami tra misure strutturali, commercio, investimenti e prodotto interno lordo”.
I leader del G20 chiedono, poi, alle grandi organizzazioni internazionali di “identificare modi e mezzi per promuovere una crescita inclusiva, robusta, sostenibile” su commercio e investimenti, inclusi i miglioramenti del modello economico attuale di commercio, la segnalazione di misure restrittive, la promozione e la facilitazione degli investimenti, l’aumento di “coerenza e complementarieta’” tra commercio e regime di investimenti, e la promozione di catene di valore globali “inclusive e coordinate”. Per dirla con il premier Matteo Renzi, “una stabilita’ finanziaria priva dell’inclusione dei cittadini, che non plachi le loro paure, va bene solo per i convegni”. “Si e’ parlato di crescita ed inclusione, crescita ed equita’ e giustizia sociale”, ha sintetizzato ancora il premier nella conferenza stampa finale al termine del vertice, che si e’ tenuta domenica e lunedi’, in Cina. “La lotta al populismo passa attraverso la capacita’ di sconfiggere le paure del nostre tempo, e per farlo e’ necessario mettere l’accendo su tutto cio’ che serve per riforme strutturali, ma va messa in luce anche la necessita’ di strategie inclusive e di equita’”. Occorre, come ha aggiunto il presidente Barack Obama, “creare le premessa per una crescita che sia globale ed inclusiva”. Sul tema dei migranti, il G20 ha esortato i Paesi a “rafforzare l’aiuto” e a “coordinare gli sforzi” per affrojtare la crisi internazionale dei rifugiati e “condividere le spese relative”. “Chiediamo di rafforzare gli aiuti umanitari per i rifugiati e invitiamo tutti gli Stati, in base alle proprie capacita’, ad intensificare la loro assistenza alle organizzazioni internazionali”. A margine del vertice invece non si e’ raggiunto nessun accordo sulla Siria: al termine del lungo incontro, tra Obama e il collega russo, Vladimir Putin, l’unica intesa e’ stata sul proseguire i negoziati per arrivare al cessate-il-fuoco; ed e’ stato affidato al segretario di stato Usa, John Kerry, e quello russo, Serghei Lavrov, il compito di continuare i negoziati. (