Il Presidente del M5S risponde al ‘coraggio’ citato dalla maggioranza e attacca Meloni: “Poteva venire, da padrona di casa”. Scontro aperto anche con Renzi, che duella sulle riforme con i ministri. La Russa: “Non ci hanno visto arrivare”.
La kermesse di Fratelli d’Italia, Atreju, si è trasformata in un inatteso palcoscenico per l’opposizione, con la partecipazione di gran parte dei leader del cosiddetto “campo largo” e del centro, ad eccezione della Segretaria del PD, Elly Schlein. Le presenze, in particolare quelle di Giuseppe Conte e Matteo Renzi, hanno surriscaldato la platea dei militanti.
L’ospite più atteso era Giuseppe Conte, accolto dalla deputata meloniana Augusta Montaruli con un omaggio al suo “coraggio”, interpretato come un affondo all’invito declinato da Schlein. Il leader pentastellato ha però immediatamente ribaltato la provocazione, focalizzando l’attenzione sull’assenza della premier:
“La sedia vuota è quella di Meloni: da buona padrona di casa, poteva venire. Ma verrà il giorno,” ha replicato l’ex premier, non tirandosi indietro davanti al potenziale confronto a tre proposto dalla premier. Conte ha poi attaccato Meloni sulla politica estera, accusandola di essere “genuflessa a Washington,” un’affermazione che ha suscitato grida di dissenso in sala. Rivolgendosi alla platea, ha ribadito: “Se volevate sentire altra musica, quella che sentite tutti i giorni, non dovevate invitarmi.”
Riguardo al futuro del centrosinistra, Conte ha messo in chiaro le sue condizioni: “Noi non siamo alleati con nessuno”. Un’alleanza con il PD, ha avvisato, “dipenderà solo dai programmi, se ci verranno scritte le nostre battaglie di sempre, dall’etica pubblica alla legalità.”
Il momento di maggiore tensione è arrivato durante il dibattito con Matteo Renzi, che si è lanciato in un duello senza esclusione di colpi con i ministri Elisabetta Casellati e Roberto Calderoli sulle riforme costituzionali e l’Autonomia differenziata. Renzi ha definito la riforma di Calderoli una “porcata” e ha attaccato la maggioranza su temi storici: “Sulla Nato, sull’euro e sulle trivelle non abbiamo mai cambiato idea.”
Lo scontro verbale è stato talmente acceso da richiedere l’intervento fisico del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, e del responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli, che hanno dovuto bonariamente prendere in braccio Renzi per allontanarlo da un acceso botta e risposta con Casellati. Renzi ha commentato sui social: “Mi sono divertito […] Vado a dire la mia a viso aperto, non a fare la bella statuina.”

Oltre a Conte e Renzi, sono intervenuti anche altri leader dell’opposizione, tra cui Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni (AVS), e gli esponenti di Azione, Carlo Calenda e Riccardo Magi. Calenda ha mantenuto la sua linea centrista, ribadendo di essere all’opposizione ma di votare ogni provvedimento ritenuto giusto per l’interesse nazionale, lanciando al contempo un avvertimento contro i “putinisti come Salvini.”
L’unica grande assente del “campo largo” è stata Elly Schlein, che ha declinato l’invito a un confronto a tre con Meloni e Conte. Oggi, in contemporanea con il discorso di chiusura della premier ad Atreju, la Segretaria dem riunirà l’Assemblea nazionale per ufficializzare la nuova maggioranza interna allargata a Stefano Bonaccini.
Il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha commentato la situazione con toni autocelebrativi, rifacendosi alla storia della destra: “Non ci hanno visto arrivare, noi sappiamo fare sintesi.” Ha poi rievocato, in tono polemico, il motto “me ne frego” dell’epoca fascista, alimentando ulteriormente le discussioni.