EUROPA MERKEL, ‘OTTIMISTA’. JUNCKER, NON C’E’ NUOVA CORTINA DI FERRO
Il Consiglio europeo termine con un’aperta spaccatura tra i leader sul tema dell’Europa ”a piu’ velocita”’: l’Ovest da una parte, soprattutto Germania, Francia e Italia, e l’Est dall’altra. Si oppongono nettamente Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia. Il timore dei paesi dell’Est e’ di essere lasciati indietro dai Paesi piu’ forti. E a poco servono le rassicurazioni del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, per il quale non si tratta di ”una nuova cortina di ferro”, e quelle del premier italiano Paolo Gentiloni, che promette: non ci sara’ ”alcuna logica di esclusione”.
Al vertice di Roma ci sara’ l’indicazione di quattro grandi priorita’ con una prospettiva di dieci anni per il futuro dell’ Europa: lo ha detto il premier Paolo Gentiloni al termine del Vertice Ue di Bruxelles. Le 4 priorita’ sono un’Europa della Difesa e della sicurezza nella gestione dei flussi dei migranti, della crescita e dello sviluppo sostenibile e del lavoro, un’ Europa sociale e un’Europa che abbia un ruolo nel mondo di scambi e di mercato. E che sia a due velocita’ per consentire ‘a gruppi di Paesi, qualora ci sia tra loro un’intesa’ di aderire. La cancelliera Merkel e’ ‘ottimista che avremo una buona dichiarazione di Roma’, che indichera’ ‘la direzione generale’ per l’Ue. Il presidente della Commissione Ue Juncker precisa: una Europa a diverse velocita’ per ‘permettere che ‘chi vuole fare di piu’ possa fare di piu”.
A Roma ci sara’ l’indicazione di “quattro grandi priorita’” per l’Unione europea con “una prospettiva di dieci anni”: lo ha detto oggi a Bruxelles il presidente del Consiglio italiano, Paolo Gentiloni, parlando in conferenza stampa dopo il vertice dei capi di stato e di governo dell’Ue. Nell’incontro informale di oggi si e’ infatti discusso dei preparativi del sessantesimo dei Trattati, in occasione del quale si terra’ un vertice a Roma. Secondo quanto spiegato da Gentiloni, questi “grandi obiettivi” sono quelli di “un’Europa che riesca a difendere i propri cittadini nella sicurezza, nel contrasto al terrorismo, nella gestione e nella regolarizzazione dei flussi migratori”. In secondo luogo quelli di “un’Europa della crescita, di uno sviluppo sostenibile, del lavoro”. Terzo di “un’Europa sociale”. Quarto di “un’Europa che abbia un ruolo, direi sempre piu’ richiesto e urgente sul piano geopolitico, rafforzando le proprie capacita’ di difesa comune, e anche investendo sulla sua straordinaria capacita’ di essere un soggetto di scambi, di mercati, la piu’ grande superpotenza commerciale al mondo. Questa – ha concluso Gentiloni – e’ la struttura della dichiarazione di cui oggi si e’ discusso”.
L’Ue affermerà “la sua unità nella diversità” al summit di Roma che celebrerà i 60 anni dell’Unione. Lo ha detto stamane la cancelliera tedesca Angela Merkel da Bruxelles. “La parola d’ordine è l’unità, ma siamo uniti nella diversità”, ha spiegato Merkel a proposito degli obiettivi del summit del 25 marzo a Roma, quando saranno si incontreranno i 27 paesi membri dell’Ue senza il Regno Unito.
“La cosiddetta Europa a più velocità, espressione che io non uso mai – scandisce Juncker – è riferita a uno scenario in cui chi vuole di più più, può fare di più. Non cambieremo i trattati. I trattati di oggi saranno i trattati di domani”.Rassicurazioni che non bastano alla premier polacca, Beata Szydlo, che attacca a testa bassa: “Se i politici europei – dice – pensano di poter ricattare i Paesi dicendo che saranno portati via loro dei soldi, l’Ue ha pessime prospettive davanti”. “Non saremo mai d’accordo – aggiunge – a discutere di Europa a due velocità. Non saremo mai d’accordo a negare uguali opportunità a tutti gli Stati membri”. E ancora: “I Paesi della nostra regione”, cioè dell’Est, “non possono continuare a essere trattati come se dovessimo mostrare gratitudine per il fatto di essere nell’Ue. Alcuni politici dell’Europa occidentale pensano di poterci dire i loro punti di vista e dirci di ascoltare e seguire. Non sarà così”.”Siamo uniti nella diversità”, si limita a ribattere la cancelliera tedesca Angela Merkel. Cerca di gettare acqua sul fuoco Tusk: “Io insisterò – annuncia – con tutti perché aumentino gli sforzi per mantenere l’unità politica tra i 27. Dopo il dibattito di oggi posso apertamente dire che tutti i 27 leader sono d’accordo su questo obiettivo”, “senza eccezioni” arriva a precisare.Intanto si consuma la Brexit. La settimana prossima potrebbe arrivare la lettera di richiesta formale da parte di Londra. In questo caso, annuncia Merkel, si farà un vertice straordinario il 6 aprile.