Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, lancia un monito a Israele: la sua posizione internazionale è sempre più isolata e un numero crescente di Paesi europei è pronto a riconoscere uno Stato palestinese. Per la Germania, il riconoscimento deve arrivare alla fine di un negoziato, ma “tale processo deve iniziare ora”.
Wadephul ha sottolineato che l’ultima conferenza delle Nazioni Unite a New York ha evidenziato come Israele si trovi in una “posizione di minoranza”. Nonostante l’appoggio di Berlino alla soluzione dei due Stati tramite negoziato, il ministro ha avvertito che la Germania “sarà costretta a reagire a passi unilaterali”.
La pressione internazionale per il riconoscimento della Palestina si fa sentire. Dopo il Canada, anche il Portogallo ha annunciato l’intenzione di procedere in tal senso a settembre. Al contempo, gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni a membri dell’Olp e dell’Autorità Nazionale Palestinese, accusandoli di non rispettare gli impegni presi per il raggiungimento della pace.
In vista del suo viaggio in Israele e nei territori palestinesi, Wadephul ha invitato Israele a “creare un accesso terrestre sicuro alla zona di guerra per alleviare le sofferenze della popolazione di Gaza”. Ha ribadito che “solo via terra gli aiuti possono raggiungere la popolazione in quantità sufficienti” e ha esortato il governo israeliano a garantire “una distribuzione sicura ed efficace”.
Il ministro tedesco incontrerà a Gerusalemme il suo omologo Gideon Saar, il Primo Ministro Benjamin Netanyahu e il Presidente Isaac Herzog per discutere della “catastrofica situazione nella Striscia di Gaza” e dei modi per porre fine al conflitto. È previsto anche un incontro con funzionari dell’Autorità Nazionale Palestinese a Ramallah.
Wadephul ha insistito sulla necessità che Israele ponga “rimedio immediatamente, in modo completo e sostenibile” alla situazione umanitaria a Gaza, definendo le morti e le sofferenze raggiunte “dimensioni incredibili”. La Germania, ha aggiunto, continuerà a collaborare con Israele per il rilascio degli ostaggi, compresi i cittadini tedeschi, e affinché Hamas venga “disarmato e cessi di avere influenza politica”, non rappresentando “mai più una minaccia per Israele”.
Anche Canada e Portogallo intanto annunciano che riconosceranno la Palestina a settembre.
Il Canada si unisce a Gran Bretagna e Francia nel riconoscere lo Stato di Palestina. L’annuncio, che rappresenta un vero e proprio cambio di rotta per la politica canadese, è stato dato dal premier Mark Carney durante una conferenza stampa. Carney ha spiegato che il riconoscimento avverrà durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite a settembre, ma a una condizione: l’Autorità Nazionale Palestinese dovrà attuare una serie di riforme, comprese nuove elezioni nel 2026, dalle quali il movimento Hamas sarà escluso.
La decisione, secondo Carney, si è resa necessaria a causa del crescente numero di insediamenti in Cisgiordania e a Gerusalemme Est, dell’escalation delle violenze dei coloni contro i palestinesi e della “incapacità di Israele di prevenire una catastrofe umanitaria”.
La mossa del Canada ha scatenato la reazione immediata di Israele. In un post su X, il ministero degli Esteri israeliano ha “respinto” la scelta, definendola “una ricompensa per Hamas” che “danneggia gli sforzi per raggiungere un cessate il fuoco a Gaza e un quadro per il rilascio degli ostaggi”.
L’ambasciatore israeliano in Canada, Iddo Moed, ha rincarato la dose: Israele “non si piegherà alla campagna distorta di pressione internazionale” e non “sacrificherà la nostra stessa esistenza permettendo l’imposizione di uno stato jihadista sulla nostra patria ancestrale che mira al nostro annientamento”, con un chiaro riferimento ad Hamas.
A 80 anni dall’Olocausto, “la Germania torna a sostenere il nazismo”. Lo ha dichiarato in un messaggio su X il ministro della Sicurezza nazionale di Israele, Itamar Ben-Gvir. I commenti di Ben-Gvir arrivano mentre il ministro degli Esteri della Germania, Johann Wadephul, si sta recando in Israele per un colloquio con l’omologo Gideon Sa’ar, per discutere la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza e l’annuncio di alcuni Paesi occidentali, tra cui Francia e Regno Unito, sul riconoscimento dello Stato di Palestina. Wadephul dovrebbe inoltre tenere degli incontri in Cisgiordania prima di tornare in Germania.
Anche Donald Trump è intervenuto, criticando la decisione su Truth: “Wow! Il Canada ha appena annunciato che sosterrà la richiesta di indipendenza della Palestina. Questo renderà molto difficile per noi concludere un accordo commerciale con loro”. Le parole del presidente americano, infatti, sembrano un chiaro riferimento ai negoziati sui dazi che inizieranno il 1° agosto, data in cui Trump ha già minacciato di imporre una tariffa del 35% su tutti i beni canadesi non coperti da un precedente accordo commerciale.
“I ministri della Difesa Israel Katz e della Giustizia Yariv Levin lavorano da molti anni per attuare la sovranità israeliana in Giudea e Samaria (Cisgiordania). In questo momento, c’è un’opportunità che non dobbiamo perdere”. Lo afferma una dichiarazione congiunta dei due ministri israeliani.