TELEFONATA TRA SANCHEZ E CONTE: PRONTI A LAVORARE INSIEME
Il governo Conte alla prova del Parlamento. Oggi tocca al Senato dove si inizia a votare per la fiducia alla alle ore 19,30. Domani, mercoledì alle 17,30 toccherà alla Camera.A Palazzo Madama, primo vero banco di prova, il nuovo governo può contare su 167 voti certi, 6 in più rispetto alla maggioranza assoluta. In Senato infatti, ci sono 58 senatori della Lega e 109 del Movimento 5 stelle. In realtà, però, a votare la fiducia ci dovrebbero essere almeno altri 4 senatori, facendo salire la maggioranza a quota 171.
Quando il premier Giuseppe Conte ha tenuto le sue consultazioni preliminari, la promessa di un voto positivo anche di Maurizio Buccarella e Carlo Martelli, senatori eletti nelle fila del M5S, gruppo al quale però non si sono poi potuti iscrivere per scandali di varia natura. Hanno annunciato il loro sostegno anche i senatori Ricardo Antonio Merlo e Adriano Cario, esponenti del gruppo Maie, eletti all’estero.A Palazzo Madama, poi, si studiano le mosse del gruppo delle Autonomie, che in linea teorica potrebbero far salire la quota di maggioranza sino a 174-175 sì. Durante le consultazioni, il gruppo non aveva chiuso al premier.Al Senato il gruppo di Fratelli d’Italia, che conta 18 senatori, si asterrà. In un primo momento era invece orientato verso il No alla fiducia. Ma, dopo gli ultimi contatti con Matteo Salvini, il partito di Giorgia Meloni ha cambiato linea e ha annunciato l’astensione. I voti contrari, di conseguenza, dovrebbero essere 61 da Forza Italia, 52 dal Pd, più alcuni componenti del gruppo Misto, come Emma Bonino.Alla Camera, invece, l’esecutivo giallo-verde ha una maggioranza ben più ampia, con 346 voti a favore (222 deputati M5S e 124 leghisti). Sono 30, quindi, i voti di scarto rispetto alla maggioranza assoluta di 316. Anche qui i consensi potrebbero aumentare, sempre grazie ad alcuni deputati ex M5S e ad alcuni componenti del gruppo Misto. FdI – come al Senato – dovrebbe astenersi. All’opposizione, ancora una volta, ci saranno Forza Italia, Pd e LeU.Domani dunque appuntamento alle 12, ora in cui il premier farà le sue dichiarazioni programmatiche. Alle 13.30 è previsto che si sposti alla Camera per depositare il suo intervento. A partire dalle 14.30 si terrà il dibattito, mentre è previsto che il voto di fiducia arrivi entro le 20. Alla Camera, invece, la discussione generale inizierà dopodomani tra le 9 e le 14.30. Alle 15.45 ci sarà la replica del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a cui seguiranno le dichiarazioni di voto. La fiducia è prevista per le 17.40.
Oggi il governo di Giuseppe Conte si presenta al Senato per il primo voto di fiducia. Il premier oggi è stato al lavoro nel suo ufficio per preparare il discorso che oggi terrà nell’aula di Palazzo Madama e poi, domanio, alla Camera. Subito dopo, giovedì, il premier partirà per il Canada per il suo battesimo internazionale. A margine del G7 Conte avrà anche i primi bilaterali con i leader esteri. Ma intanto tra i partiti si discute delle partite incrociate su viceministri, sottosegretari e capigruppo, presidenti e membri delle commissioni. Con la prima partita che si chiuderà prima della seconda. “È una questione tecnica – ha spiegato il leghista Stefano Candiani al termine della conferenza dei capigruppo – non possiamo procedere alla composizione delle Commissioni prima che vengano nominati i sottosegretari e quindi se ne parlerà la prossima settimana. Intanto continuerà a lavorare la Commissione speciale per concludere il lavoro che le è stato assegnato”. Dunque per prima cosa c’è da chiudere (rapidamente) la partita di viceministri e sottosegretari. L’intesa di massima è quella di ‘riequilibrare’ i ministri con profilo tecnico con esponenti politici di peso delle due forze di maggioranza. E mantenere anche un equilibrio politico all’interno del vertice del dicastero. A Palazzo Chigi, nel ruolo di sottosegretario alla Presidenza del Consiglio c’è già Giancarlo Giorgetti, numero due della Lega, ma il M5s vorrebbe affiancarlo anche con un proprio esponente. Al Ministero degli Esteri Emanuela Del Re sembra in vantaggio su Manlio Di Stefano; al Viminale, come vice di Matteo Salvini, si gioca una partita intricata, con molti nomi in ballo ma poche sicurezze. Tra gli altri ci sono quelli di Fabiana Dadone (M5s) e Nicola Molteni (Lega), ma anche quello di Candiani, che potrebbe però anche prendere il posto di Gian Marco Centinaio come capogruppo a Palazzo Madama. All’Economia, altro dicastero chiave, la Lega avrebbe messo in campo due nomi (Alberto Bagnai e Claudio Borghi) e altrettanti il M5s (Laura Castelli e Stefano Buffagni). Una casella delicata e su cui la partita è ancora pienamente aperta è quella della delega alle Telecomunicazioni, che la Lega vorrebbe per un suo esponente, anche per evitare tensioni con l’alleato-separato Silvio Berlusconi. Ma i pentastellati non vogliono mollare. Il Movimento 5 stelle farà un punto sui sottosegretari e sulle commissioni domani sera, in una assemblea dei gruppi convocata per le 21. Ma per chiudere la partita potrebbe essere necessario ancora un po’ di tempo.
Lavoro e giovani, ma anche reddito e pensione di cittadinanza. E su tutto, l’idea di un’Europa piu’ equa. Saranno questi i punti su cui insistera’ oggi il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel suo esordio al Senato. Oggi alle 12, infatti, il premier parlera’ di questo ma anche degli altri punti del contratto di governo siglato da M5s e Lega per ottenere la sua prima fiducia. Ma nel discorso – preparato oggi personalmente da Conte – non mancheranno anche i temi della sicurezza e dei migranti in giornate clou come quella di oggi che ha visto la reazione irritata della Tunisia convocare l’ambasciatore italiano a Tunisi in seguito alle parole pronunciate dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini, sul paese nordafricano che “spesso esporta galeotti”. Il premier ha trascorso tutto il giorno chiuso nel suo ufficio a palazzo Chigi per mettere nero su bianco il discorso programmatico da presentare alle Camere. La giornata e’ iniziata molto presto: gia’ alle 8 ha accompagnato a scuola il figlio di 10 anni che oggi festeggia il compleanno. Poi, poco prima delle 9, il presidente del Consiglio e’ entrato a palazzo Chigi e da li’ non si e’ piu’ mosso, affiancato solo dai collaboratori dello staff.
Uno dei punti centrali, emersi sin dal pomeriggio del giuramento, riguarda comunque l’Europa. Conte vuole continuare a rassicurare che nessuno del governo pensa all’uscita dalla moneta unica. E anzi, la sua determinazione e’ di rafforzare l’immagine dell’Italia in Europa convinto, queste le sue parole di qualche giorno fa, che sia l’Europa ad aver bisogno dell’Italia e non il contrario. In quest’ottica rientra anche l’importanza per il presidente del Consiglio di un rafforzamento dei rapporti bilaterali. Anche oggi un’altra telefonata che va in questa direzione: Conte ha parlato con l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e vicepresidente della commissione europea, Federica Mogherini. E i due tra l’altro si sono ripromessi di organizzare appena possibile un incontro bilaterale. Perche’ per Conte, dopo l’appuntamento con la fiducia domani al Senato e mercoledi’ alla Camera, ci sara’ il primo importante impegno internazionale, il G7 in Canada, i cui dossier – anche quelli – sono gia’ sul tavolo per essere studiati e approfonditi.
Ieri le forze dell’opposizione hanno attaccato la Lega sulla flat tax. Secondo Bagnai l’accordo prevede che il primo anno scattera’ solo per le imprese “e poi a partire dal secondo anno si prevede l’applicazione anche per le famiglie”. “Piu’ facile partire con taglio Ires a imprese”, il parere di Borghi, altro esponente di via Bellerio. Il tema e’ sul tavolo del neoministro dell’Economia Tria che oggi pomeriggio, secondo quanto si apprende, ha incontrato Armando Siri, da tempo sostenitore della flat tax. La Flat Tax – ha spiegato il senatore – sara’ realta’ per le persone fisiche, per le societa’ di persone e per le partite Iva gia’ a partire dal prossimo anno con le modalita’ che saranno illustrate a tempo debito con la presentazione dei provvedimenti legislativi necessari e che comprenderanno anche le norme per la realizzazione della ‘pace fiscale'”.
Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha ricevuto ieri sera una telefonata dal Presidente del Governo spagnolo, Pedro Sanchez. I due presidenti si sono scambiati le congratulazioni per la loro recente nomina e si sono detti pronti a lavorare insieme per rafforzare ulteriormente le gia’ eccellenti relazioni tra l’Italia e la Spagna. Si sono quindi dati appuntamento per un primo incontro in occasione del prossimo Consiglio Europeo di fine mese a Bruxelles e hanno concordato di tenere presto il prossimo Vertice intergovernativo Italo-Spagnolo.