ESCLUSO RIMPASTO TENSIONE SULL’AUTONOMIA, SALTANO I PROF DALLE REGIONI
Nonostante le forti tensioni delle ultime settimane tra Lega e M5s, la crisi di governo per il momento è stata congelata. Nei prossimi giorni è previsto un incontro tra Salvini, Di Maio e Conte. Salvini chiede un cambio di passo e avverte che parte del suo elettorato punta alle urne, ma il premier non vuole sentir parlare di rimpasto. Di Maio esclude la crisi, ma se il governo cade si va a votare, dice. Intanto, la presidente della Commissione Ue von der Leyen chiede all’Italia il nome di una donna per la Concorrenza. Tensione anche sull’Autonomia: soppresso l’articolo che prevedeva l’assunzione diretta dei docenti dalle Regioni.
La crisi di governo Luigi Di Maio la esclude ma “se la Lega vuole andare al voto, si assume le sue responsabilità. Se cade questo governo, per noi si torna al voto. Questo è l’unico governo possibile, altrimenti rischiamo il ritorno dell’ asse Pd-Forza Italia che ha distrutto l’Italia”. In un’intervista a La Stampa, il capo politico del M5s smentisce ogni tipo di confronto tra M5s e Pd: “Non abbiamo mai avuto rapporti con un partito pro-austerity che ha contribuito allo sfacelo del Paese. Non c’è e non ci sarà mai un’alleanza con loro”. E sul fatto di aver definito il Pd come ‘il partito di Bibbiano’, riferendosi al caso giudiziario che coinvolge diversi minori, non fa alcun passo indietro: “Di quello scempio hanno parlato a lungo i giornali, individuando le responsabilità di aguzzini e complici. Tra le forze politiche, non siamo certo noi ad avere remore e imbarazzi”.
Se si vuole chiedere un rimpasto non lo si fa a mezzo stampa ma con passaggi formali. E’ questa la posizione del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.. Correttezza istituzionale impone che un’eventuale discussione venga portata avanti sul tavolo di governo, non attraverso dichiarazioni o attacchi a singoli ministri. Del resto il premier anche ai cronisti ha spiegato che occorre affrontare il tema del completamento dei sottosegretari, soprattutto quelli da sostituire al ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Nella maggioranza c’e’ chi ritiene che il momento giusto per un rimpasto possa essere alla ripresa dei lavori parlamentari dopo l’estate, prima del varo della legge di bilancio. La Lega spinge per cambiare Toninelli, Costa, Grillo. Nel mirino anche il ministro Trenta. “Non risponderemo piu’ agli attacchi della Lega”, la posizione del Movimento 5 stelle: se Salvini- questo il ragionamento – punta a cambiare dei ministri dica chiaramente che vuole delle poltrone, giochi a carte scoperte. Insomma resta alta la tensione nella maggioranza. Ora il nodo da sciogliere e’ quello del ruolo del Commissario Ue. “Cercheremo il profilo piu’ idoneo”, ha spiegato il presidente del Consiglio che sta lavorando a tutti i dossier sul tavolo per sminare il terreno. “Io non sto vivacchiando, sto lavorando”, ha rimarcato il premier. Per Conte si sono fatti passi avanti, anche con i responsabili della Lega presenti al vertice si e’ condiviso un metodo. Aumentando però i sospetti nel Movimento 5 stelle di chi ritiene che il partito di via Bellerio stia cercando un pretesto per rompere o per alzare il prezzo prima che si chiuda definitivamente la finestra del voto anticipato.