M5S-LEGA AL COLLE, ‘CONTE PREMIER POLITICO, L’EUROPA SI FIDI’ SCONTRO DI SALVINI E DI MAIO CON IL PPE. MATTARELLA RIFLETTE
Giuseppe Conte e’ il nome che Di Maio e Salvini hanno indicato al Quirinale come guida del governo giallo-verde. ‘Sara’ un premier politico’, hanno detto, lanciando un messaggio all’Europa e ai mercati. ‘Il governo mettera’ al centro l’interesse dell’Italia – ha detto Salvini – Rispettera’ tutti i vincoli ma fara’ crescere il Paese’. ‘A chi ci critica dall’estero – ha aggiunto Di Maio – dico: almeno prima fateci partire’. Il riferimento e’ al leader del Ppe Weber: ‘State giocando col fuoco perche’ l’Italia e’ pesantemente indebitata’, aveva detto. Esultano intanto i leader populisti: da Marine Le Pen a Steve Bannon, l’ideologo di Trump che, secondo Bloomberg, la prossima settimana sara’ in Italia e vedra’ Salvini. Toto-ministri, rebus Economia. Mattarella riflette, domani mattina vedra’ i presidenti delle Camere Casellati e Fico.
“Giuseppe Conte sara’ un presidente del consiglio politico, indicato da due forze politiche, di un governo politico, con figure politiche al proprio interno e soprattutto con il sostegno di due forze politiche votate. No cambi di casacca, persone che vengono dal gruppo misto ed entrano all’interno di altri gruppi. Non era questo lo spirito che volevamo dare al governo e ci siamo riusciti. Io sono molto orgoglioso diquesto nome perche’ e’ la sintesi tra M5s e Lega”. Lo dice Luigi Di Maio, lasciando il Quirinale. Lei ha detto amico del popolo, che vuol dire? “Significa che e’ uno che non vessera’ il popolo italiano a differenza degli altri”. E alla domanda, non e’ stato eletto, replica: “Era nella mia squadra, lo hanno votato 11 milioni di persone”.
“Oggi possiamo dire che siamo di fronte a un momento storico. Abbiamo indicato il nome di Giuseppe Conte al presidente della Repubblica. Un nome che puo’ portare avanti il contratto di governo. E sono particolarmente orgoglioso di questa scelta. Giuseppe Conte sara’ un premier politico di un governo politico, indicato da due forze politiche, con figure politiche al proprio interno. E soprattutto con il sostegno di due forze politiche votate. Senza cambi di casacca, senza persone che vengono dal gruppo misto e che entrano in altri gruppi. Non era questo lo spirito che volevamo dare al governo. Sono molto orgoglioso di questo nome perche’ e’ la sintesi del MoVimento 5 Stelle: non vessera’ il popolo italiano. A chi dice che non e’ stato eletto, rispondo che Giuseppe Conte era nella mia squadra, lo hanno votato 11 milioni di italiani”. Cosi’ il capo politico del M5S Luigi Di Maio sul Blog delle Stelle.
“Sono stati 80 giorni, ma ne è valsa la pena prendere un pò dui tempo e fare riflessioni perchè finalmente, adesso, nasce la Terza Repubblica”. Lo ha affermato il leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio al termine delle consultazioni con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
“Qualcuno all’estero dovrebbe cambiare la sua prospettiva; il Governo che nasce sara’ di speranza, di crescita e di futuro, non sara’ un Governo remissivo”. Cosi’ il segretario della Lega, Matteo Salvini, al termine del colloquio al Quirinale con il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, assicurando che nel contratto di Governo “non c’e’ niente di campato in aria, tutto quello che abbiamo proposto e che faremo ha radici ben solide, non guarda indietro ma guarda avanti”.
Il rispetto dell’ortografia istituzionale dura poco: il tempo, per Luigi Di Maio, di lasciare lo studio della Vetrata, superare indenne il primo appuntamento con la stampa, e uscire dal Quirinale. Poi “il nome” indicato a Sergio Mattarella viene candidamente rivelato: è Giuseppe Conte, dice il capo politico del Movimento Cinque Stelle. Avvocato, professore, non parlamentare. Un tecnico, si sarebbe detto, ma Di Maio assicura: “Il nostro sarà un governo politico, e Conte era nella mia squadra, quindi è stato votato da 11 milioni di persone”. E non è un tecnico perchè “non vesserà gli italiani”. Più attento Matteo Salvini: anche lui conferma che un nome è stato proposto a Mattarella, ma non lo dice: nè nelle dichiarazioni al Quirinale, nè nella diretta Facebook lanciata a tamburo battente appena lasciato il Colle. Ma alla domanda dei cronisti se si possa considerare Conte un politico, risponde così: “Tutti i premier sono politici”. È proprio la natura del premier la principale preoccupazione, soprattutto di Di Maio, che fuori dal Quirinale dice: “Giuseppe Conte sarà un presidente del Consiglio politico, indicato da due forze politiche, di un governo politico con figure politiche al proprio interno e soprattutto con il sostegno di due forze politiche votate, non cambi di casacca o persone che vengono dal gruppo Misto”. Se Di Maio ripete pervicacemente l’aggettivo “politico” declinandolo in ogni modo possibile, Salvini sceglie invece di spostare i riflettori sulle tensioni di mercati e cancellerie europee. Di Maio sul tema era stato più cauto, limitandosi a dire “fateci almeno partire prima di criticarci”. Il leader della Lega invece è più aggressivo: “Come è possibile farsi dare suggerimenti o peggio ancora ordini o minacce, da chi ha portato l’Italia e mezza Europa in una situazione di precarietà mai vista?”, “io sono civile, educato e rispettoso, ma basta: di precarietà di muore, di tagli si muore, di austerità si muore, di immigrati fuori controllo si muore, di vincoli europei si muore”, dice Salvini nella diretta sui social. Anche al Colle aveva insistito sul tema: “Qualcuno all’estero dovrà cambiare la sua prospettiva. Sarà un governo di speranza e prospettiva, non sarà un governo remissivo. Leggiamo con interesse e stupore dichiarazioni di ministri e commissari di altri Paesi, preoccupati… Non hanno nulla di cui preoccuparsi: vogliamo far crescere Paese, fare investimenti, rendere più stabile il lavoro”. Dunque “nessuno ha niente da temere, anzi”. E però “vogliamo un governo che metta l’interesse nazionale italiano al centro, rispettando tutto e tutti ma mettendo l’Italia al centro, il ‘prima gli italiani’. Rispettando nel limite del possibile tutte le normative e i vincoli, però facendo crescere il Paese”. Parole che hanno come destinari Manfred Weber, leader del Partito popolare europeo, secondo il quale le parole di Di Maio e Salvini sono “giocare col fuoco, perché l’Italia è fortemente indebitata. Le azioni irrazionali o populiste potrebbero provocare una nuova crisi dell’euro, quindi si può solo fargli un appello: restate nel regno della ragione”. O l’agenzia di rating Fitch, per cui “l’accordo di governo tra i due partiti più populisti ed euroscettici d’Italia aumenta i rischi per il profilo di credito della nazione, soprattutto attraverso un allentamento fiscale e potenziali danni alla fiducia”. O più in genere i mercati, che oggi hanno visto lo spread salire a 187 punti.