L’AFFONDO DI BAGNASCO, ‘POPULISMO INGANNATORE E PERICOLOSO’
‘Non c’e’ un problema di metodo, il metodo e’ giustissimo, e’ tutto spiegato nel blog’. Lo afferma Beppe Grillo – a Roma per incontrare i vertici del movimento – difendendo lo stop alla candidatura di Marika Cassimatis a Genova. ‘Io sono il garante’, sottolinea a chi gli chiede se il suo intervento non dovrebbe avvenire solo in estrema ratio, poi attacca: ‘Noi abbiamo le nostre regole. Chi non e’ d’accordo si faccia un altro partito’. Poi una stoccata alla Lega dopo il voto su Minzolini: ‘Si e’ fatta Casta e nella Roma dei Palazzi ci sguazza’. Il cardinale Bagnasco al consiglio episcopale: ‘Populismo ingannatore e inconcludente, e seriamente pericoloso’. E alla politica ‘distratta’ dice: ‘Il lavoro e’ dramma prioritario’.
“Dobbiamo intenderci su che cos’è la democrazia. Una democrazia senza regole non è democrazia. Noi abbiamo le nostre, io sono il garante e le faccio rispettare. Chi non è d’accordo si faccia il suo partito”. Lo ha affermato il leader del M5S, Beppe Grillo, rispondendo, a margine di un convegno organizzato dai 5Stelle sull’acqua pubblica, a una domanda sul caso Genova, dove alla vincitrice delle comunarie Marika Cassimatis, Grillo ha deciso di revocare l’uso del simbolo del movimento.
“Il metodo e’ giustissimo. E’ tutto spiegato nel blog. Io sono il garante”, aveva detto in precedenza Beppe Grillo, lasciando l’hotel Forum, a proposito della sconfessione della candidata a sindaco di Genova. Aggiungendo, riferendosi ai cronisti che lo attendevano all’uscita dall’albergo romano dove soggiorna: “Voi avete un pochino di violenza nei miei confronti”.
“Nel Paese si registrano segnali positivi centrali e periferici, e questo genera fiducia. Ma l’affanno della gente permane: è l’affanno per mantenere la propria famiglia ogni giorno, poiché le esigenze primarie non ammettono rimandi a tempi migliori”. Così il cardinale Angelo Bagnasco aprendo il consiglio episcopale permanente. “La prima e assoluta urgenza resta ancora il lavoro: sono ormai lunghi anni che il problema taglia la carne viva di persone – adulti e giovani – e di famiglie. La vita della gente urla questa sofferenza insopportabile: deve avere la sicurezza nei fatti che questo grido è ascoltato e preso in seria e diuturna considerazione”. “Sarebbe nefasto – prosegue Bagnasco – che nei luoghi della responsabilità la voce dei disoccupati e dei poveri arrivasse flebile e lontana. Semplificare le realtà difficili e complesse non è giusto: questo approccio genera populismo facile e superficiale, spesso urlato, a volte paludato, comunque ingannatore e inconcludente, e seriamente pericoloso”.