La fragile speranza di una de-escalation nel Golfo Persico è durata poche ore. All’indomani dell’annuncio a sorpresa di Donald Trump di estendere il cessate il fuoco “a tempo indeterminato”, l’Iran ha reagito con gelida ostilità e scetticismo. La televisione di Stato di Teheran ha dichiarato ufficialmente che la Repubblica Islamica “potrebbe non rispettare il cessate il fuoco con gli Stati Uniti” e agirà esclusivamente in base ai propri interessi nazionali. Una posizione ribadita con forza dal potente Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran), che si è detto pronto a “spezzare il blocco navale statunitense con la forza, se necessario”.
Il comunicato dei Pasdaran, diffuso dai media statali, non usa mezzi termini e scardina la diplomazia notturna di Trump e della mediazione pakistana: le forze iraniane sono “pronte a fronteggiare qualsiasi nuovo atto di aggressione”. “Infliggeremo colpi devastanti contro ciò che resta delle capacità nemiche nel caso in cui i combattimenti riprendano”. I Pasdaran sottolineano la necessità di monitorare attentamente la “zona di battaglia silenziosa” durante la tregua, segnale che la tensione rimane altissima.
Mentre nessun alto funzionario iraniano ha ancora risposto formalmente all’annuncio di Trump (arrivato dopo il boicottaggio iraniano del vertice di Islamabad), le reazioni iniziali da Teheran mostrano un totale scetticismo: un consigliere di Mohammad Bagher Ghalibaf, Presidente del Parlamento e negoziatore capo, ha definito l’estensione della tregua “priva di reale rilievo”, suggerendo che potrebbe trattarsi dell’ennesima “tattica” del Tycoon.
L’agenzia di stampa Tasnim, vicina alle Guardie della Rivoluzione, ha precisato che l’Iran “non ha chiesto alcuna proroga del cessate il fuoco”.
La reazione di Teheran trasforma l’estensione della tregua di Trump in un bluff diplomatico. Il nodo cruciale rimane il blocco navale su Hormuz, che Trump ha confermato di voler mantenere (con 28 imbarcazioni già respinte) e che l’Iran considera un “atto di guerra”. I Pasdaran, rivendicando la sovranità sullo Stretto, minacciano di spezzare l’assedio con la forza, proprio mentre la petroliera della NITC violava il blocco diretta a Kharg. Con la tregua in scadenza (mercoledì ora di Washington, giovedì ora di Teheran) e l’incertezza sulla posizione di Israele (che Trump non ha citato), il “dialogo tra sordi” sembra destinato a lasciare il posto a una nuova, più violenta fase del conflitto navale.