Il bilancio della valanga che ha colpito l’hotel Rigopiano e’ per ora di nove persone salvate (oltre ai due non coinvolti direttamente nella slavina), 5 vittime recuperate e 23 dispersi. I dispersi sono persone risultanti sulla lista ufficiale degli ospiti della struttura e da altre segnalazioni ricevute, ha spiegato la Prefettura di Pescara. Si tratta comunque, precisa sempre la prefettura, di una lista la cui composizione e’ soggetta a continue verifiche. E mentre dalle macerie sono stati estratti finora cinque corpi (altri tre dalla notte scorsa a questa mattina), i medici definiscono ‘buone’ le condizioni di chi si e’ salvato.
Nella corsa contro il tempo per salvare le persone intrappolate dalla slavina nell’albergo Rigopiano a Farindola hanno giocato un ruolo chiave anche le sofisticate tecnologie in uso alla Polizia Scientifica, subito mobilitata dal Questore di Pescara. Ieri sera, intorno alle 22, il gatto delle nevi e’ riuscito infatti a portare sul posto le strumentazioni elettroniche che vengono abitualmente utilizzate dalla Polizia per la geolocalizzazione dei cellulari e che sono state posizionate nella mansarda dell’albergo per catturare i segnali provenienti da una lista di undici cellulari forniti dalla squadra mobile di Pescara e appartenenti ai dispersi. Le strumentazioni, nonostante il buio, il freddo e la neve, hanno consentito di individuare il punto preciso in cui scavare, dando una traccia preziosa ai soccorsi. E’ stata cosi’ tratta in salvo una persona ferita, Giampaolo Matrone, e sono stati, purtroppo, restituiti ai familiari i corpi di tre vittime.
“Ho parlato con gli inquirenti, ho raccontato cosa è successo. Le prime telefonate le ho fatte alle 17.30 e alle 18, poi il tabulato telefonico lo dimostrerà alla magistratura, sicuramente era prima delle 18. Non sono intervenuti, io ho chiamato e loro mi hanno detto ‘tre ore fa abbiamo chiamato il direttore dell’albergo, ha detto che è tutto a posto, non si preoccupi’. Io ho insistito in maniera un po’ pesante, e lei mi ha detto che purtroppo avevano tante emergenze in vari paesi e purtroppo non poteva darmi più retta, e si è allontanata in maniera diplomatica”. Così Quintino Marcella, il titolare del ristorante a Silvi Marina, che ha ricevuto la telefonata da Giampiero Parete, il primo allarme dall’hotel Rigopiano.
”Samuel sta bene, gli ho stretto la mano e lui mi ha detto ‘ciao zio’. Mentre lo accompagnavano in ospedale ho chiesto ‘vengono mamma e papa’? e lui ha fatto si’ con la testa. Ma gli psicologi mi hanno subito bloccato, e spiegato che i bambini sotto choc possono annullare uno spazio temporale nella loro memoria”. Alessandro Di Michelangelo e’ lo zio di uno dei bimbi del miracolo di Rigopiano, Samuel, 7 anni, estratto vivo dalle macerie dell’hotel. Mentre sulla sorte dei genitori, Domenico e Marina Serraiocco al momento non si sa nulla. Ieri erano stati dati per salvi anche loro: un tam tam di amici e familiari, arrivato fino a Osimo, dove Domenico lavora come agente delle volanti del Commissariato, con tanto di post su Facebook del sindaco. Poi in nottata la lista dei sopravvissuti senza i loro nomi; la delusione, speranza che torna a riappendersi a un filo, alle ricerche ancora in corso. ”Domenico e la moglie erano, sono, molto apprensivi con il figlio, ‘non andare li’, stai attento, non ti muovere’, spero che anche in quei momenti fossero vicini al bambino” dice Alessandro in un’intervista all’ANSA. Per lui, e per tanti altri familiari in attesa di notizie, ”una tragica lotteria della gioia e della disperazione”. Nell’ospedale di Pescara Samuel ha trascorso la notte sedato, con accanto la nonna materna. Gli psicologi, racconta Alessandro, agente della Digos a Chieti, ”ci hanno spiegato come comportarci: non dobbiamo fare alcun riferimento specifico alla tragedia, ma lasciare che sia il bambino a raccontare i fatti”. Il timore e’ che nei ricordi di Samuel ci sia un ‘buco’ psicologico: mamma e papa’ che sono li’ con te, mentre forse l’immagine che vedi precede temporalmente anche di molti minuti la catastrofe. ”So che i soccorritori, persone meravigliose – ripete Alessandro – stanno facendo il possibile, continuano a scavare con apparecchi tecnologici avanzatissimi per individuare altri segni di vita in zone ancora non raggiunte della struttura collassata”. Un’altalena di emozioni che ha segnato ”la giornata piu’ assurda vissuta dalla nostra famiglia: i miei, i genitori di Marina, prima tutti a Penne, poi in ospedale…le notizie che rimbalzavano non so come, forse da un momento di esaltazione, che tutti e tre i nostri cari erano vivi, anche se io sapevo per certo soltanto dei 4 bambini portati in salvo. Un caos totale: alla fine i miei colleghi mi hanno portato in ufficio a Chieti. Ora andro’ a Pescara, ma mi affido totalmente a loro. Inutile tornare a Rigopiano, a intralciare i soccorsi”. Il futuro di Samuel come sara’? per un momento la voce di Alessandro Di Michelangelo, abituato per mestiere a ”vederne tante”, si incrina: ”adesso non ci posso pensare. Voglio credere che sia tutto un brutto sogno, si devono salvare tutti, tutti quelli che erano nell’hotel. Sono momenti in cui tutte le certezze che hai ti vengono meno, e ti devi aggrappare a una fede, a qualcosa di piu’ grande”. E alla fiducia nelle persone, ”quel gruppo di valorosi che per primo ha raggiunto a piedi o con gli sci l’albergo, rischiando la vita, e che non finiro’ mai di ringraziare”. Cosi’ come il questore di Ancona Oreste Capocasa, accorso subito a Pescara, i colleghi. ”Ho capito di avere un’altra famiglia, che fa quadrato e non ti lascia solo: la Polizia di Stato”.