Dal Campidoglio lungo tutto il National Mall per poi girare a destra verso la Casa Bianca. E’ questo il percorso della Women’s March, la marcia delle donne partita sabato mattina, nel tardo pomeriggio in Italia, nella capitale degli Stati Uniti. Una manifestazione massiccia con centinaia di migliaia di partecipanti, a riempire il piu’ grande viale di Washington DC in maniera apparentemente piu’ massiccia – come mostra la Cnn – di quanto successo 24 ore prima, per la cerimonia di insediamento del presidente Donald Trump. La Women’s March, si ripete in tante citta’ degli Stati Uniti da New York a Los Angeles, con imitatori anche in Europa e in Asia: a Londra alcune migliaia di donne sostenute dalle loro famiglie ha sfilato da Grosvenor Square, sede dell’ambasciata degli Stati Uniti, fino a Trafalgar Square.
In Italia i dimostranti in centro a Roma e a Milano. Nell’intenzione delle organizzatrici, la marcia vuole essere sia un messaggio di protesta degli elettori che non hanno votato per il magnate newyorchese sia di quelli che, pur avendo votato per l’esponente repubblicano, non hanno apprezzato i toni sessisti impiegati da Trumpdurante la campagna elettorale per le presidenziali. Hillary Clinton, che ha partecipato come ex first lady all’insediamento del neo presidente il giorno prima, ha twittato il suo sostegno alla Women’s March.
“Ciao Marcia delle donne su Washington…!”. L’oceanica protesta diretta contro il neo presidente statunitense Donald Trump si è aperta con queste parole rivolte alle centinaia di migliaia di persone che partecipano alla manifestazione dal sindaco della capitale statunitense Muriel Bowser che indossava un “pussyhat”, il cappello di lana rosa con la orecchie da gatto e fatti a mano, diventati simbolo della protesta contro il sessismo che oscura la reputazione del nuovo inquilino della Casa bianca. Subito dopo ha preso la parola dal palco il regista americano Michael Moore, feroce oppositore di Trump: “Ciao, è incredibile… Non riesco nemmeno a vedere la fine di tutta questa folla. Ci deve essere almeno un milione di persone qui…”. Moore ha poi mostrato una copia del Washington Post su cui campeggiava il titolo “Trumpprende il potere”. “Non credo proprio…!” ha lanciato. “Il potere è qui, la maggioranza degli americani è qui. Il presidente intende mettere fine al massacro americano. Mister Trump, noi siamo qui per mettere fine al massacro Trump”. Moore a quel punto ha strappato il giornale. Decine di migliaia di donne avevano cominciato fin dalle prime ore del mattino a occupare l’area davanti al National Mall di Washington per manifestare contro Trump. Gli organizzatori della Marcia, che avevano chiesto l’autorizzazione per 200.000 persone, hanno poi dichiarato di aspettarsi almeno mezzo milione di manifestanti. Hillary Clinton ha deciso di non partecipare alla Marcia ma ha postato un tweet esprimendo il suo appoggio alla iniziativa. “Grazie per sostenere, per parlare e per marciare per i nostri valori. È più che mai importante. Credo davvero che insieme siamo sempre più forti”, ha scritto l’ex candidata democratica, sconfitta alle elezioni dell’8 novembre scorso.
C’e’ anche John Kerry tra la folla oceanica di manifestanti alla marcia delle donne di Washington contro l’insediamento di Donald Trump. L’ex segretario di Stato Usa e’ stato avvistato mentre passeggia con il cane, senza scorta, con il volto sorridente e rilassato mentre saluta i manifestanti, dando anche la mano ad alcuni di loro.
L’attrice Scarlett Johanson e’ tra i volti piu’ noti che hanno partecipato alla marcia delle donne, con tanti uomini, a Washington contro Donald Trump. La protagonista di “Lost in translation” “La ragazza con l’orecchino di perla” ha detto che e’ disposta a sostenere il presidente Trump “ma prima di tutto chiedo a lui di sostenere me. Di sostenere mia sorella, mia madre, i miei migliori amici le donne e gli uomini che sono qui oggi ansiosi di scoprire come le sue prossime iniziative condizioneranno le loro vite”.
Altre manifestazioni sono state organizzate a Boston, New York, Denver e Chicago. Qui, nella citta’ adottiva di Barack Obama, il Chicago Tribune riferisce di 150.000 manifestanti che non riescono materialmente a marciare per le strade e si sono riunite nel centro della citta’ per un happening.
La Marcia delle donne contro il nuovo presidente statunitense Donald Trump ha fatto tappa anche a Parigi dove moltissime donne, insieme a molti uomini, sono scesi in piazza in segno di protesta contro le prese di posizione a volte sprezzanti assunte dal tycoon nei confronti delle donne, degli immigrati, dei musulmani e di alcune comunità straniere. Anche nella capitale britannica, migliaia di londinesi hanno deciso di manifestare il loro malcontento nei confronti del nuovo inquilino della Casa bianca, a sostegno della giornata dedicata alla Marcia delle donne in chiave anti Trump. Secondo gli organizzatori, in tutto il mondo dovrebbero avere luogo circa 600 dimostrazioni di questo tenore che dovrebbero poi culminare a Washington dove sono attese 200mila persone sulla grande spianata davanti al Campidoglio, dove poche ore prima Trump ha giurato come 45esimo presidente degli Stati Uniti. L’iniziativa è nata da un semplice appello su Facebook e diventato rapidamente virale, postato da una nonna, Teresa Shook, avvocato in pensione che sino ad allora aveva vissuto un tranquillo anonimato alle Hawaii.