UBER: DECRETO DELUDE, NON GUARDA AL FUTURO E LIMITA MERCATO
La proposta presentata dal ministero dei Trasporti, con una regolamentazione su ncc e auto bianche, non e’ bastata. I rappresentanti dei tassisti, che hanno lasciato il tavolo ieri sera, scioperano dalle 8 alle 22. A Roma, le tassiste, che aprono il corteo delle auto bianche usano le macchine anche per spiegare le ragioni del gesto. A Napoli accesi fumogeni. ‘Questa proposta e’ molto deludente perche’ non guarda al futuro ma limita ulteriormente il mercato confondendo le regole e riuscendo a non accontentare nessuno, e’ stato il commento di Uber.
Sono state le ‘Tassiste di Roma’ ad aprire il corteo delle auto bianche nella Capitale, da piazza del Colosseo a Piazza Venezia. Il loro striscione recita: “Rispetto, dignita’, lavoro, legalita’”. “Siamo una quarantina – spiega Mariagrazia Danesi – e abbiamo deciso di usare le nostre macchine, oltre che per lavorare, per spiegare ai cittadini il nostro lavoro attraverso strisce che attacchiamo sul lunotto posteriore. Non solo, non vogliamo pensare a compartimenti stagni, e quindi siamo vicini alle lotte degli altri lavoratori”.
“Noi siamo qui per dire che le regole vanno rispettate e non per difendere dei privilegi”. E’ questo il refrain dei tassisti che hanno protestato a Roma nel giorno dello sciopero nazionale della categoria. Percorrendo via dei Fori Imperiali, in direzione di piazza Madonna di Loreto, dopo essere partiti dal Colosseo, tutti i manifestanti dicono ai cronisti la stessa cosa: innanzitutto che gli abusivi non possono esercitare la professione. “La nostra prima richiesta e’ che tutti gli Ncc che non hanno l’autorizzazione per esercitare la professione a Roma non lo facciano piu'”, spiega Franco, tassista nella Capitale da 35 anni. “Non si tratta dunque di una difesa di presunti privilegi – continua – ma veramente del rispetto delle regole. Voi non immaginate quanti Ncc esercitano con autorizzazioni false. Non abbiamo nulla in contrario contro quelli che invece lavorano regolarmente. Il problema sono quelli che vengono da fuori, non in regola, e ai quali Uber da’ lavoro”. “Se si ha una licenza di Reggio Calabria e’ li’ che bisogna lavorare”, aggiunge Romolo, tassista romano da oltre 10 anni. “Chiediamo soltanto la legalita’”, prosegue, ricordando con gli altri colleghi presenti che “qui c’e’ gente che ha impegnato un appartamento per poter svolgere la professione”.
Stiamo registrando adesioni su base nazionale di oltre l’80% con picchi vicini al 100% a Napoli. A Roma l’adesione allo sciopero é vicina al 90%. I taxisti che responsabilmente stanno garantendo i servizi essenziali effettuano gratuitamente il servizio. Lo segnala l’Unione sindacale di base in una nota. Il segnale che oggi tutte le piazze d’Italia ci restituiscono è di una categoria compatta nel rivendicare il ruolo di servizio pubblico a garanzia delle fasce più deboli della popolazione, nella salvaguardia di un pezzo di stato sociale che in nessun modo deve essere messo a disposizione degli interessi di multinazionali e società di intermediazione attente solo ai profitti ed ai dividendi per gli azionisti. La trattativa col governo, attraverso i ministeri competenti MIT e MISE, non può prescindere da questi punti fermi, ribaditi anche oggi in piazza: NO all’intermediazione di manodopera nel tpl non di linea, NO alle sanatorie delle pratiche abusive. Finché non verranno accolte le nostre osservazioni al tavolo interministeriale proseguiremo la mobilitazione nelle forme consentite per legge.
“Questa proposta di decreto e’ molto deludente perche’ non guarda al futuro ma limita ulteriormente il mercato confondendo le regole e riuscendo a non accontentare alcuna delle parti coinvolte”. E’ il commento di Uber. “Una vera riforma – spiega – dovrebbe aprire a nuove soluzioni di mobilita’ per i consumatori, anche a basso costo, mentre questa proposta fa esattamente l’opposto e rischia di lasciare senza lavoro decine di migliaia di professionisti del noleggio con conducente”.
Nel giorno dello sciopero nazionale dei tassisti, il Codacons presenta un esposto al Comando Generale della Guardia di Finanza, chiedendo di eseguire controlli a tappeto sui taxi in tutte le regioni italiane. “Da tempo riceviamo le proteste dei consumatori che denunciano l’impossibilità di pagare il servizio taxi con carte di credito o bancomat – prosegue il Codacons – Per questo abbiamo deciso di rivolgerci oggi alla Guardia di Finanza, chiedendo controlli a tappeto sui taxi in tutte le regioni, sul fronte dell’evasione fiscale, degli incassi dell’utilizzo del Pos sulle vetture”. “Non solo – conclude – L’associazione invita oggi tutti gli utenti a pagare le corse in taxi solo ed esclusivamente con carte di credito e bancomat, rifiutando l’utilizzo dei contanti, perché è diritto del consumatore scegliere il metodo di pagamento senza alcun costo aggiuntivo, e perché solo così sarà possibile combattere l’evasione”.
“Lo sciopero di oggi non ha alcun fondamento”. Cosi’ il viceministro ai Trasporti, Riccardo Nencini, commentando in una nota la protesta dei Taxi. “Il Governo ha rispettato in pieno gli impegni assunti. Anzi, con anticipo rispetto alla scadenza prevista, ha presentato il decreto interministeriale per la lotta all’abusivismo”, spiega Nencini. E aggiunge: “Condanno gli episodi di violenza di questa mattina. Con le minacce e la violenza si scava un fossato con i cittadini e le istituzioni”.